Casa, hobby, cucina e tempo libero
Città. Una guida illustrata per farci caso
Q Andrea, Marcella Nicodemo
Libro
editore: Quinto Quarto
anno edizione: 2026
pagine: 128
Evitando le buche più dure. Storie di un noto avvocato in giro per il mondo
Davide Steccanella
Libro: Libro in brossura
editore: Ghibli
anno edizione: 2026
pagine: 196
C’è chi parte per fuggire, chi invece per inseguire qualcosa. Davide Steccanella – avvocato dagli interessi eccentrici – ha iniziato a viaggiare quasi per caso e, in oltre trent’anni, ha esplorato quattro continenti, collezionando storie, imprevisti e rivelazioni. Dai deserti africani alle fogne della Romania, fino agli splendidi templi birmani, ogni meta è stata un’occasione per interrogarsi sul senso del viaggiare e per scoprire che – come cantava Lucio Battisti – “evitare le buche più dure” è insieme un’arte pratica e una filosofia di vita. Con uno stile vivace e autoironico, l’autore condivide consigli e dritte acquisite sul campo – dalla scelta del bagaglio alle regole d’oro per sopravvivere ai viaggi di gruppo – e soprattutto racconta il percorso interiore di un uomo che, tappa dopo tappa, impara ad aprirsi al mondo e a sé stesso. Un memoir brillante che celebra la curiosità e quella particolare forma di libertà che solo chi viaggia può comprendere.
Il fantasma di Lumholtz. Intorno al mondo sulle tracce di un esploratore dimenticato
Morten A. Stroksnes
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2026
pagine: 768
Carl Lumholtz è un trentenne di Lillehammer senza prospettive laureato in teologia, ma è bravo a sparare agli animali e impagliarli, e ha qualche contatto con i musei. È per questo che parte per l’Australia nel 1880, con l’intento di catturare e mandare in Norvegia quanta più fauna imbalsamata possibile. Così inizia la sua carriera di esploratore, che lo renderà famoso in tutto il mondo e un eroe in patria, protagonista di una vita che «somiglia a un romanzo d’avventura per ragazzi»: quattro anni in Australia, quasi due decenni tra Stati Uniti e Messico, due esplorazioni nel Borneo. Ma in viaggio Lumholtz si scopre etnografo, pioniere dell’«osservazione partecipante», e nonostante il retaggio eurocentrico e i rudimenti da frenologo scrive libri preziosi sulle esperienze tra le popolazioni native: gli aborigeni del Queensland, i rarámuri e i wixárika del Messico, i dayak del Borneo. Cosa resta oggi di quel mondo? Morten Strøksnes sovrappone il suo sguardo a quello dell’illustre concittadino e segue il suo viaggio. Quelli che per Lumholtz erano barbari da civilizzare, destinati a soccombere all’inesorabile avanzata della modernità occidentale, a un occhio contemporaneo appaiono come testimoni di culture uniche: depositari di un sapere inestimabile alle prese con i lasciti del colonialismo, da tempo in lotta con l’espropriazione dei territori ancestrali, il razzismo e il cambiamento climatico. Facendosi strada nelle foreste più fitte, partecipando a riti a base di peyote e schivando velenosi alberi australiani, Strøksnes fa i conti e ammenda con un passato ingombrante e si misura con un esploratore dimenticato, uomo del suo tempo eppure precursore del futuro, in un reportage monumentale che omaggia l’ingegno umano e la sua capacità di comunione con la natura.
Artico. The passenger. Per esploratori del mondo
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2026
pagine: 192
Un secolo dopo la grande epopea delle spedizioni polari, quando gli europei facevano a gara a chi per primo toccasse il Polo Nord, l’Artico è di nuovo di gran moda. Dai turisti «dell’ultima chance», che vogliono vedere i ghiacciai e gli orsi polari prima che sia troppo tardi, alle università e i nuovi corsi di laurea che attraggono studenti in cittadine altrimenti note solo per il clima inospitale, agli uffici di marketing che usano l’aggettivo «artico» per vendere una purezza più immaginata che reale, tutti sembrano volerne un pezzo. Gli Stati Uniti hanno mire espansionistiche sulla Groenlandia, la Cina si autoproclama uno stato «vicino all’Artico», la Russia potenzia la sua flotta di rompighiaccio, mentre le compagnie estrattive di mezzo mondo si leccano i baffi e l’agribusiness sogna nuove terre coltivabili. Il ghiaccio si scioglie rivelando una nuova terra (e mare) di opportunità minerarie, commerciali, militari e politiche per chi ha i soldi e i mezzi per sfruttarle – ma anche rischi planetari. L’Artico si scalda molto più rapidamente del resto del pianeta e con lui il permafrost sotto la tundra russa e canadese, che si scioglie rilasciando quantità di metano e CO2 in un circolo vizioso catastrofico. Come nelle prime ondate di colonizzazione, i nuovi imperialisti accecati da promesse di ricchezza vedono solo luoghi disabitati, dove le difficoltà sono tecnologiche, e quindi sormontabili. Ma l’Artico non è vergine né tantomeno vuoto. Tra quelli che hanno scelto di viverci – da tempo immemore o da poche generazioni – c’è chi accoglie i cambiamenti in atto confidando nelle nuove opportunità, c’è chi piange un mondo che si disgrega come banchi di ghiaccio al sole, c’è chi si organizza per fermare gli abusi più gravi. E come un secolo fa, quel paesaggio maestoso e terribile continua ad attrarre avventurieri e visionari, che rinunciano ai comfort di latitudini più miti per toccare con mano quella che rimane un’ultima frontiera.
Catasto murattiano di Maranola
Libro: Libro in brossura
editore: Ali Ribelli Edizioni
anno edizione: 2026
pagine: 84
Maranola, oggi borgo collinare all’interno del più ampio territorio amministrativo di Formia, costituiva nel XIX secolo un centro autonomo, includendo al suo interno i nuclei abitati di Trivio e di Castellonorato. La forte identità dei suoi abitanti è portatrice di valori umani, sociali e religiosi molto radicati. I registri del Catasto Provvisorio, più comunemente noti come Catasto Murattiano, rappresentano un’immagine istantanea, a tutto il 1812, di questo territorio posto alle falde dei monti Aurunci. Chiese, toponimi, utilizzo del suolo, occupazione e frantoi emergono in tutta la loro semplicità e immediatezza, malgrado la freddezza di un inventario redatto secondo il modello francese. Il forte legame della popolazione residente con il territorio è stato in grado di conservare questo contesto che, al di là delle fredde cifre digitalizzate, ancora oggi emerge in tutta la sua attualità.

