La Vita Felice: Adamàs
Lettere a Natasha. Sulla causalità, natura, luoghi, assonanze e implicazioni molteplici dei nostri studi
Franco Ferrara
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2023
pagine: 176
"Lettere a Natasha" di Franco Ferrara è un libro ancora oggi troppo sconosciuto, di un autore che merita di essere annoverato fra i più originali della poesia degli ultimi cinquant’anni. In quest’opera – edita la prima volta nel 1986 – Ferrara va alla radice profonda del gesto letterario e cattura il lettore per trasportarlo nella spirale di un pensiero mobile, spezzato, animato da un desiderio amoroso che si dilata per tutto il libro, di pagina in pagina, come il calore di un vento desertico. Lettere a Natasha è un monologo d’amore, che è un sogno e un dialogo insieme, con una lettrice d’elezione, privata e universale, che possa ricevere queste sue lettere e ascoltarle come una viva voce, ripercorrendo con lui gli anfratti e gli sconfinamenti di una storia quotidiana e feriale, cosmica e celeste. Ferrara crea una geografia spaziosa, tocca le terre dell’Africa remota e l’architettura della sua Roma, di strato in strato viaggia attraverso le lingue e i loro tempi, nomina luoghi noti e sconosciuti e attraverso la propria memoria ci conduce in una foresta di simboli e nel percorso della loro decifrazione: «Cercherò di decifrare i nodi di questa luce/ e ciò che è accaduto». Lettere a Natasha è un libro sonnambulo, un’indagine e il racconto di un eros insaziabile e notturno, che non smette di cercare mai l’altro nella babele delle parole e oltre: «fino alla bocca del deserto,/ a El Kantara/ ad Algeri/ e poi, oltre il mare/ (fino al cielo delle tue mani)». (Tommaso Di Dio)
Non scriverai più a mano. Testo tedesco a fronte
Heiner Müller
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2023
pagine: 208
Il volume di versi di Heiner Müller che riproponiamo nella collana Adamàs, Non scriverai più a mano, resta l’unica raccolta pubblicata in Italia, grazie alla traduzione di Anna Maria Carpi, del grande drammaturgo tedesco. I testi che compongono l’antologia sono stati scelti da Durs Grünbein. In questo volume la storia della Germania si confonde con la storia occidentale e il destino degli uomini comuni si intreccia con il destino delle figure di grandi poeti della nostra tradizione: Orazio, Shakespeare, Lautréamont, l’amato Brecht. Le loro voci, che compaiono come assoli o fiati di fantasmi nelle diverse composizioni del volume, ci suggeriscono qualcosa sul ruolo del poeta nell’Europa centrale, perché sono «rovine i poemi, come i corpi, a lungo amati e ora fuori uso, sul cammino della stirpe non infinita che ha sempre bisogno di qualcosa fra i versi un lamento». Come nel testo teatrale Anatomia Tito Fall of Rome. Un commento shakespeariano, Heiner Müller riesce quindi a piegare la condizione postmoderna a uno sguardo proprio, fatto di lirismo critico ma tragico e, proprio per questo, tanto più etico. Anche l’evocazione delle due Germanie, ancora divise, è la figurazione di un destino di contrapposizioni e di scontro al quale bisogna dare un senso diverso e nuovo: «Traverso il confine cresce e cresce l’erba. L’erba va strappata non smette di crescere traverso il confine». (Vincenzo Frungillo)
Materia osservabile
Florinda Fusco
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2023
pagine: 92
"L’insieme di tutti i cammini potenziali è osservabile, ma ogni singolo cammino possibile sfugge a un’osservazione diretta. L’universo e l’individuo, il nitore della legge matematica e la temporalità impressa alle fisionomie ed alle mises: la relazione, il rispecchiamento e la compenetrazione tra micro e macrocosmo i fuochi del dispositivo testuale messo in opera da Florinda Fusco in Materia Osservabile. Una galleria di ritratti femminili stagliati su eventi cosmologici o microscopici, in una simultaneità di scale temporali e di grandezze diverse, danno vita ad un laboratorio mentale in cui le donne immortalate dalla scrittura fotografica dell’autrice vengono trasfigurate dai paradossi del tempo, dello spazio e della percezione, umana o tecnologica che sia. Un’interrogazione profonda sullo statuto del nostro essere materiale muove questa testualità tesa alla ricomposizione della frattura tra poiesi e scienze esatte nel preciso intento di indicare l’enigmaticità del nostro essere nel mondo." (Ivan Schiavone)

