Ibis: FUORI COLLANA
Progetto Oltrepò (bio)diverso. Innovazione aperta
Libro: Copertina morbida
editore: Ibis
anno edizione: 2021
pagine: 69
Questo lavoro ricostruisce i percorsi nell'ambito del Progetto Oltrepò (bio)diverso - Programma AttivAree di Fondazione Cariplo, che si è dispiegato negli anni 2017-2020 nell'area appenninica dell'Oltrepò Pavese. A partire dalla combinazione del carattere prevalente e dell'obiettivo specifico, le azioni di Oltrepò (bio)diverso sono state raggruppate in 3 cluster principali e dato vita ai seguenti percorsi: (01) Innovazione aperta; (02) Welfare generativo; (03) Valorizzazione territoriale.
Progetto Oltrepò (bio)diverso. Valorizzazione territoriale
Libro: Copertina morbida
editore: Ibis
anno edizione: 2021
pagine: 65
Questo lavoro ricostruisce i percorsi nell'ambito del Progetto Oltrepò (bio)diverso - Programma AttivAree di Fondazione Cariplo, che si è dispiegato negli anni 2017-2020 nell'area appenninica dell'Oltrepò Pavese. A partire dalla combinazione del carattere prevalente e dell'obiettivo specifico, le azioni di Oltrepò (bio)diverso sono state raggruppate in 3 cluster principali e dato vita ai seguenti percorsi: (01) Innovazione aperta; (02) Welfare generativo; (03) Valorizzazione territoriale.
Nell'officina dei lumi. Studi in onore di Gianni Francioni
Libro: Copertina morbida
editore: Ibis
anno edizione: 2021
pagine: 448
Saggi di G. Assereto, Ph. Audegean, L. Bianchi, G. Cospito, C. Cuttica, L. De Michelis, S. Feloj, L. Fonnesu, F. Frosini, G. Gaspari, F. Giudice, S. Granata, L. Guerra, A. Gurrado, G. Imbruglia, G. Invernizzi, E. Mazza, G. Mori, G. Panizza, A. Peroni, S. Rosini, G. Silvestrini e F. Toto. Composti da studiose e studiosi di età, formazione e interessi disciplinari differenti, i contributi qui raccolti non sono stati pensati soltanto come un omaggio a Gianni Francioni in occasione del suo pensionamento, ma traggono ispirazione dall'assunto, che ha guidato tutta la sua produzione scientifica, che l'indagine teorica (filosofica, storica o letteraria) si debba necessariamente fondare sull'accurata ricostruzione filologica dei testi e dei loro contesti. Muovendo da uno dei principali ambienti in cui si forgiarono gli strumenti dell'«officina dei Lumi», l'Inghilterra tra la metà del Seicento e i primi decenni del Settecento, i saggi trattano quindi i principali esponenti delle Lumières, da Voltaire a Rousseau, per soffermarsi poi sull'Illuminismo lombardo, con particolare riferimento a Cesare Beccaria e ai fratelli Pietro e Alessandro Verri, ma senza trascurare personaggi meno noti come Luigi Castiglioni. Il quadro del Settecento europeo si allarga quindi alla Genova degli ultimi decenni della Repubblica, alla nascita della Natural History ancora in Inghilterra e al pensiero politico di Kant. Il volume si chiude con tre lavori che, pur ponendosi cronologicamente fuori dai limiti del XVIII secolo, affrontano nessi e questioni tipicamente settecentesche, dal materialismo di Leopardi al tema della compassione in Nietzsche, ai rapporti tra Franco Venturi e Carlo Dionisotti.
Il grande dizionario di cucina
Alexandre Dumas
Libro: Copertina morbida
editore: Ibis
anno edizione: 2018
pagine: 783
Il padre dei "Tre Moschettieri", del "Conte di Montecristo" e di una serie di romanzi di grande successo è stato anche un famoso buongustaio, un gourmand, come direbbero i francesi, un grande gaudente, come diremmo noi. Ma è stato anche l'autore di questo prodigioso "Dizionario di Cucina": una vasta raccolta delle più incredibili e succulente ricette di tutti i tempi. Ricette, menù e pranzi memorabili sono qui presentati con il gusto del grande narratore: prima di essere provate, queste ricette devono essere lette per seguire la galoppante immaginazione, le peripezie storiche e gli aneddoti fantastici che solo un narratore come lui può raccontarci per ricreare il gusto di questi piatti e di queste occasioni.
Mussolini alla guerra di Spagna: uomini, mezzi, propaganda
Libro: Copertina morbida
editore: Ibis
anno edizione: 2018
pagine: 160
Chi furono i promotori e gli esecutori del golpe del 17-18 luglio 1936, che sfociò in un conflitto internazionalizzato per l'intervento immediato dell'Italia fascista e della Germania nazista a fianco degli insorti? Che cosa ci andò a fare Mussolini in Spagna? Quando lo decise? Perché? Come organizzò l'intervento sia sul piano militare sia su quello della propaganda che, per il carattere anche ideologico della contesa, comportò uno spiegamento di mezzi senza precedenti? Un'analisi a quattro voci affronta, da diverse prospettive disciplinari (storia, storia militare, cinema), la partecipazione fascista alla Guerra di Spagna svelando aspetti sconosciuti o poco noti di quanto accadde anche dietro le quinte.
Fu la Spagna! Lo sguardo fascista sulla guerra civile spagnola. Catalogo della mostra (Bolzano, 17 novembre 2017-15 gennaio 2018)
Libro: Copertina morbida
editore: Ibis
anno edizione: 2017
pagine: 206
"Tra il 1936 e il 1939 più di 80.000 italiani parteciparono alla Guerra Civile Spagnola a sostegno dei generali golpisti. L'insurrezione militare contro il governo repubblicano finì per trasformarsi in un conflitto europeo nonostante il Patto di Non Intervento sottoscritto da diversi paesi, tra cui l'Italia, per evitare l'internazionalizzazione del conflitto. Dal momento in cui - nella prima metà del XIX secolo - si sviluppò la tecnica di riproduzione fotografica a oggi, le immagini sono state una potente forma di comunicazione. Ma fu in Germania che, a partire dagli anni Trenta, grazie all'influenza dell'opera di Stefan Lorant, redattore capo della rivista «Münchner Illustrierte Presse», la fotografia non servì più solo ad accompagnare le notizie, ma si trasformò nella principale voce narrante della storia. Sebbene sin dall'inizio la fotografia non fosse esente da strumentalizzazione e controllo, fu con l'avvento del fascismo e del nazismo che si trasformò in uno strumento della propaganda politica. L'intervento italiano non fu solo militare. La decisione di Mussolini di creare l'Ufficio Stampa e Propaganda determinò l'uso dei mezzi di comunicazione come un'arma di manipolazione delle masse a sostegno del contributo fascista dell'Italia alla guerra e a fini politici. Nella commemorazione dell'80º anniversario dello scoppio della Guerra Civile Spagnola, il Museu d'Història de Catalunya ha presentato la mostra "Fu la Spagna!" come strumento per riscoprire la storia attraverso i documenti fotografici. Le immagini proposte, per la maggior parte inedite, ci offrono tre visioni molto diverse ma complementari, e ci permettono di comprendere la guerra attraverso la propaganda politica, la documentazione istituzionale delle azioni militari e da una prospettiva privata, più intima e personale, dei volontari che vi presero parte. Siamo grati ai curatori della mostra Daniela Aronica e Andrea Di Michele per l'imponente lavoro di ricerca e documentazione che hanno svolto. Con il loro lavoro hanno recuperato le informazioni che danno senso alle immagini e al loro contesto, entrambi essenziali per trasformare una semplice fotografia in un documento sociale che ci permette di costruire la memoria e ricostruire la storia." (Dalla Prefazione di Margarida Sala i Albareda Direttrice Museu d'Història de Catalunya)
Fu la spagna! Der faschstische blick auf den Spanischen Bürgerkireg. Catalogo della mostra (Bolzano, 17 novembre 2017-15 gennaio 2018)
Libro: Copertina morbida
editore: Ibis
anno edizione: 2017
pagine: 206
"Tra il 1936 e il 1939 più di 80.000 italiani parteciparono alla Guerra Civile Spagnola a sostegno dei generali golpisti. L'insurrezione militare contro il governo repubblicano finì per trasformarsi in un conflitto europeo nonostante il Patto di Non Intervento sottoscritto da diversi paesi, tra cui l'Italia, per evitare l'internazionalizzazione del conflitto. Dal momento in cui - nella prima metà del XIX secolo - si sviluppò la tecnica di riproduzione fotografica a oggi, le immagini sono state una potente forma di comunicazione. Ma fu in Germania che, a partire dagli anni Trenta, grazie all'influenza dell'opera di Stefan Lorant, redattore capo della rivista «Münchner Illustrierte Presse», la fotografia non servì più solo ad accompagnare le notizie, ma si trasformò nella principale voce narrante della storia. Sebbene sin dall'inizio la fotografia non fosse esente da strumentalizzazione e controllo, fu con l'avvento del fascismo e del nazismo che si trasformò in uno strumento della propaganda politica. L'intervento italiano non fu solo militare. La decisione di Mussolini di creare l'Ufficio Stampa e Propaganda determinò l'uso dei mezzi di comunicazione come un'arma di manipolazione delle masse a sostegno del contributo fascista dell'Italia alla guerra e a fini politici. Nella commemorazione dell'80º anniversario dello scoppio della Guerra Civile Spagnola, il Museu d'Història de Catalunya ha presentato la mostra "Fu la Spagna!" come strumento per riscoprire la storia attraverso i documenti fotografici. Le immagini proposte, per la maggior parte inedite, ci offrono tre visioni molto diverse ma complementari, e ci permettono di comprendere la guerra attraverso la propaganda politica, la documentazione istituzionale delle azioni militari e da una prospettiva privata, più intima e personale, dei volontari che vi presero parte. Siamo grati ai curatori della mostra Daniela Aronica e Andrea Di Michele per l'imponente lavoro di ricerca e documentazione che hanno svolto. Con il loro lavoro hanno recuperato le informazioni che danno senso alle immagini e al loro contesto, entrambi essenziali per trasformare una semplice fotografia in un documento sociale che ci permette di costruire la memoria e ricostruire la storia." (Dalla Prefazione di Margarida Sala i Albareda Direttrice Museu d'Història de Catalunya)

