Einaudi: Piccola biblioteca Einaudi. Big
Il quotidiano è politico. L'attivismo individuale oggi
Federico Zuolo
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 192
Dalla fine del secolo scorso, la politica tradizionale si è rivelata incapace di rispondere a nuove sfide, da quelle della cri
Pensieri 1914-1951
Ludwig Wittgenstein
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 192
Questo libro è la nuova edizione italiana del testo conosciuto in tedesco come Vermischte Bemerkungen, in inglese come Culture
Misbehaving. La nascita dell'economia comportamentale
Richard H. Thaler
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
Che cos'è la salute mentale? Genealogie e prospettive critiche
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 360
"Che cos'è la salute mentale?" riformula la domanda provocatoria che Franco Basaglia poneva quasi sessant'anni fa in un celebr
La scrittura e la differenza
Jacques Derrida
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 408
Nella sua introduzione Gianni Vattimo traccia un profilo del filosofo di grande perspicuità, e fa il punto della fortuna de La
Postmodernismo. Ovvero la logica culturale del tardo capitalismo
Fredric Jameson
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 608
Il postmodernismo è finito, è l'etichetta appiccicata a una stagione ormai conclusa e riposta su uno scaffale accanto a tanti
Disagio ambientale. Dai traumi della guerra all’ecoansia
Adriano Zamperini
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 240
«Disagio» è una parola-valigia al cui interno vengono raccolti alla rinfusa piccoli e grandi patimenti. Nel libro, l'autore ricorre a questo termine per indicare la sofferenza umana generata dalle aggressioni, invasioni, contaminazioni, violazioni che vengono agite per il tramite dell'ambiente e nell'ambiente. Non piú considerato lo sfondo della vita ma un protagonista. E spesso sono le esperienze catastrofiche di rottura e dislocazione forzata a rendere evidente quanto i luoghi siano depositi di appartenenza e significato. Il lettore è cosí invitato a intraprendere un percorso in diversi paesaggi del disagio: la Grande Guerra, il Secondo conflitto mondiale, le invasioni territoriali e la lotta per lo spazio, la deprivazione sensoriale durante la guerra fredda, la bomba atomica e la contaminazione dell'ambiente in tempo di pace, l'Antropocene e l'ecoansia. Un malessere che non viene affrontato sfogliando pagine di testo di quella o quell'altra teoria, bensí entrando nel mondo e muovendosi al suo interno. Collocandosi nel teatro degli eventi. E restituendo la consapevolezza dell'importanza dell'ambiente per comprendere e prendersi cura delle tante forme di disagio che affliggono gli esseri umani.
L'anti-Edipo. Capitalismo e schizofrenia
Gilles Deleuze, Félix Guattari
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2025
pagine: XL-456
Il punto di partenza di questo volume, che suscitò già al suo apparire in Francia nel 1972 un dibattito vivacissimo, è una critica della psicoanalisi di ogni scuola, ma soprattutto freudiana, accusata di prevaricazione autoritaria in difesa del capitalismo. Gli autori ritengono di poter identificare le ragioni e il momento di quella involuzione, indagando il meccanismo che portò Freud dalla scoperta del complesso di Edipo alla sua formulazione teorica. Dopo aver descritto il funzionamento del desiderio come produzione e «macchina desiderante», analogo al lavoro, gli autori attribuiscono la sua rimozione originaria alla repressione sociale, timorosa del carattere rivoluzionario e sovversivo del desiderio. L’inconscio non sarà piú il luogo del desiderio reale ma un insieme di credenze e di rappresentazioni indotte (dalla struttura sociale, dagli agenti familiari, dallo psicoanalista). Deleuze e Guattari passano poi a studiare il modo di formazione della struttura edipica nella società primitiva, in quella barbarica e nel capitalismo; e giungono a definire il processo schizofrenico come limite del capitalismo. Affrontando il rapporto tra psicoanalisi e marxismo, l’opera ha come obiettivo polemico i limiti del freudo-marxismo tradizionale (Reich, Marcuse, Fromm) e del lacanismo, ma anche quelli di alcune tendenze dell’antipsichiatria contemporanea. Questo classico del pensiero contemporaneo propone, forse per la prima volta, una premessa epistemologica per una critica materialistica della psicoanalisi, mettendone in luce l'insieme delle connotazioni ideologiche e idealistiche, a partire dalla dimostrazione del carattere secondario dell'inconscio freudiano, e dalla sua concreta articolazione con le forze sociali e produttive del capitalismo.
Lettere 1925-1975 e altre testimonianze
Hannah Arendt, Martin Heidegger
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2025
pagine: 336
"Quando la bufera sibila intorno alla baita - scrive Heidegger nel 1925 trascorro una pausa di tranquillità sognando l'immagine di una fanciulla che con l'impermeabile, il cappello calcato fin sopra i grandi occhi quieti, entrò per la prima volta nel mio studio e, timida e riservata, diede una breve risposta a tutte le domande, e solo allora capisco che la vita è storia". Timida e ingenua, emblema della purezza, simile a una dea greca o a una santa: così viene dipinta la studentessa Hannah Arendt dal suo autorevole professore nelle prime lettere di questo epistolario. Esse segnano l'inizio di un intenso legame affettivo, che, pur in forme molto diverse nel tempo, lega per tutta la vita due dei più importanti pensatori del Novecento. Il carteggio, in questa edizione integrale, scandisce in tre tappe la storia di questo legame: dalle lettere della relazione tra il maestro e l'allieva, il vedersi, fino alla pacata amicizia dell'autunno della loro vita, passando per il momento più difficile, il ri-vedersi, la Arendt torna in Germania molti anni dopo aver abbandonato il suo amore senza prospettive e il suo paese preda del nazismo. La ricchezza di queste lettere trascende la dimensione personale: tra le maglie della conversazione quotidiana traspare la profondità della riflessione sul mondo dei due autori. Essa si intreccia con il loro amore fino a dar vita a una sovrapposizione particolarmente suggestiva tra il piano dei sentimenti e quello del pensiero filosofico.
Micenei e Ittiti. Due imperi a confronto
Louis Godart, Stefano De Martino
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2025
pagine: 368
Durante la seconda metà del II millennio a.C. due grandi realtà politicamente e geograficamente distinte segnarono la storia della Grecia, dell’Egeo e dell’Anatolia: l’Impero miceneo e l’Impero ittita. Micenei e Ittiti fanno parte della vasta gamma dei popoli indo-europei. I Micenei occuparono il Sud della penisola balcanica alla fine del III millennio a.C. Nel XVII secolo a.C., a contatto con la brillante civiltà minoica, ne impararono le arti e la scrittura prima di imporsi ai loro maestri e di conquistare l’isola di Creta nel 1450 a.C. Gli Ittiti, approdati in Anatolia a loro volta nel III millennio a.C., ebbero con le comunità hattiche locali un rapporto di forte interazione che può essere paragonato a quello riscontrabile fra la cultura minoica e quella micenea. Per la prima volta un volume propone un’analisi delle due società, quella micenea e quella ittita, dal momento della nascita dei due stati a quello che vide i due imperi confrontarsi per il controllo di alcune città anatoliche, tra cui Mileto e probabilmente Troia, per arrivare alla crisi che, alla fine del XIII secolo a.C., portò alla loro dissoluzione.
Un nuovo mondo inizia. La storia della Rivoluzione francese
Jeremy D. Popkin
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2025
pagine: XVIII-702
La Rivoluzione francese è stato forse l'episodio piú drammatico della storia, il big bang che inaugurò il mondo contemporaneo, definendone indelebilmente gli obiettivi e il vocabolario. La democrazia, il populismo, il liberalismo, il conservatorismo, il socialismo, il nazionalismo, il femminismo, l'abolizionismo e l'imperialismo illuminato sono tutti eredi dell'immenso sconvolgimento iniziato a Parigi nel 1789. I principî della Rivoluzione francese rimangono l'unica base possibile per dare vita a una società giusta, anche se a distanza di oltre due secoli quegli ideali sono lungi dall'essere stati universalmente realizzati e vengono spesso contestati. Jeremy Popkin accompagna il lettore dall'assalto alla Bastiglia alla stesura della Dichiarazione dei diritti dell'uomo, e dall'avvento del regno del terrore all'irresistibile ascesa di Napoleone. Il suo racconto segue passo dopo passo i rivoluzionari nel loro tentativo di realizzare l'assioma secondo cui «tutti gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti». Sintetizzando anni di studi, questo libro dà spazio, accanto a protagonisti come Robespierre, Danton e Mirabeau, di cui dipinge vividi ritratti, anche ai molteplici comprimari, offrendo una ricostruzione esemplare, esente da ideologie e ricca di originali prospettive, dei drammi, dei convulsi dibattiti, delle ambiguità e dei lasciti di quell'evento capitale.

