Edizioni ETS: Testi e studi di cultura classica
Studi sul «Cornu copiae» di Niccolò Perotti
Fabio Stok
Libro
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2003
pagine: 237
Studi leopardiani
Giorgio Brugnoli, Roberto Rea
Libro
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2001
pagine: 126
Nella città di arcadia. Cultura fluviale e extra-territorialità nella poesia di occasione di Paolo Rolli
Francesca Santovetti
Libro
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2000
pagine: 218
L'eroe al bivio: modelli di «Mors voluntaria» in Seneca tragico
Nicoletta Palmieri
Libro
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 1999
pagine: 208
Studi danteschi. Volume Vol. 2
Giorgio Brugnoli
Libro
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 1998
pagine: 214
Didone mascherata. Per il codice genetico di Emma Bovary
Tiziana Privitera
Libro
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 1996
pagine: 86
L'ablativo assoluto nella Pharsalia. Riflessioni sul testo e sullo stile di Lucano
Rosa Maria Lucifora
Libro
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 1991
pagine: 172
Identikit di Lattanzio Placido. Studi sulla scolastica staziana
Giorgio Brugnoli
Libro
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 1988
pagine: 82
Il cielo di Lucano
Patrizio Domenicucci
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2013
pagine: 120
Tra le osservazioni e gli "excursus" di carattere scientifico inseriti nel "Bellum civile", Lucano mostra di prediligere le questioni celesti, ripercorrendo tutta l'ampia gamma dei temi nei quali si articola il complesso rapporto instaurato dalla civiltà greca e romana con il cielo. Astronomia, della quale il poeta tratta con dovizia di particolari anche problemi non toccati dall'epica tradizionale, astrologia, credenza nell'immortalità astrale delle anime e nella funzione premonitrice di taluni fenomeni celesti trovano posto in un poema, il cui fascino scaturisce anche dall'originale contaminazione tra epos storico e poesia didascalica.
L'arte dell'autoelogio. Studio sull'orazione 28K di Elio Aristide
Lorenzo Miletti
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2011
pagine: 242
L'elogio di sé è stato sempre - o quasi sempre - considerato una pratica da evitare, una pericolosa e fastidiosa concessione al proprio narcisismo. Il mondo antico non faceva differenza: i trattati retorici greci e latini invitavano ad evitare ogni autoelogio, a meno che questo non fosse reso strettamente necessario da circostanze quali, ad esempio, l'obbligo di ribattere ad un'accusa o di ripercorrere, per difenderlo, il proprio operato. Anche quando necessario, tuttavia, l'autoelogio era tanto più apprezzato quanto più si mostrava misurato. A questa linea di tendenza, ben maggioritaria, si oppone con forza l'orazione 28 K del retore greco Elio Aristide, vissuto nel II secolo d.C., famoso per la sua eloquenza e per la sua devozione totalizzante al dio Asclepio, di cui sono testimonianza i celebri "Discorsi sacri". L'orazione trae spunto da una critica che il retore aveva ricevuto proprio perché aveva elogiato se stesso apertamente, durante una declamazione. La sua tesi è, nei fatti, opposta a quella dominante: l'autoelogio è lecito, anzi auspicabile, quando si è una personalità eccellente, ed egli - naturalmente - si ritiene tale. Partendo dal presupposto che tacere i propri meriti è una forma di ipocrisia, Aristide sostiene che mostrare il carattere straordinario della propria eloquenza è quasi un obbligo, che si rivela di grande utilità per il prossimo. A riprova di ciò, ripercorre tutta la letteratura greca del passato...
«Sedula cura docendi». Studi sull'«Anthologia latina» per/con Riccardo Scarcia
Libro
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2011
pagine: 132
L'Anthologia latina è un'ampia raccolta di poesie latine, risalenti per lo più alla Tarda Antichità, che documentano la vivacità culturale e la raffinatezza formale di un'epoca che ha incontrato negli ultimi anni un crescente interesse da parte degli studiosi. In questo volume sono analizzati alcuni componimenti appartenenti a questa raccolta, con l'obiettivo di metterne a fuoco i problemi filologici, la cultura e l'interesse letterario. I diversi contributi sono stati presentati e discussi nel corso della giornata di studi in onore di Riccardo Scarcia che si è svolta a Roma, nell'Università di Tor Vergata, il 29 ottobre 2008. Il volume comprende anche una bibliografia dei lavori scientifici di Riccardo Scarcia.
Vates operose dierum. Studi sui fasti di Ovidio
Libro: Copertina morbida
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2010
pagine: 272
La tensione fra genere elegiaco ed epico; la rilettura, spesso ironica e trasgressiva, del mito; il costante dialogo a più voci con l'intertesto; l'approccio relativistico nei confronti della tradizione: tutto ciò rende i Fasti di Ovidio un poema di straordinaria vitalità, un "calendario polifonico" in cui il vates operosus dierum rifonda e ricrea il tempo di Roma, intessendo una sottile, ambigua trama di tradizione e di sperimentalismo e offrendo un'immagine di Roma più duttile e più moderna, in una voluta oscillazione tra adesione all'ideologia del potere e polemica rottura con l'ordine costituito. In linea con la rinascita di interesse per l'opera calendariale del poeta di Sulmona, il presente volume mira a porre l'attenzione, attraverso i diversi saggi che lo compongono, su aspetti significativi dell'opera, dalla riscrittura del mito e della tradizione all'intertestualità fino alla nuova, "pacifica", identità della Roma di Augusto modellata dalla sapiente mano del poeta. La "modernità" dei Fasti, che si rivela pienamente nella fortuna del poema attraverso i secoli, innerva anche la seconda parte del volume, dedicata ad una breve storia della "tradizione" dell'opera, allo scopo di attirare l'attenzione sul ruolo, non di secondo piano, svolto dai Fasti nella cultura e nella letteratura successive, a partire dall'età Flavia e dalla lirica di Stazio fino al Medioevo e al Rinascimento, per giungere nel pieno dell'età moderna con la filologia e l'antiquaria del Settecento.

