Edizioni ETS: Storia e politica
Finanza pubblica, debito e moneta nel Granducato di Toscana (1814-1859)
Marco Cini
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2011
pagine: 276
Nella prima metà dell'Ottocento, i processi economici del Granducato di Toscana risultarono sensibilmente influenzati dalle modalità attraverso cui le istituzioni formali ed informali concorsero a plasmare i dispositivi monetari e le dinamiche finanziarie regionali. Il sistema monetario, rappresentando l'anello di congiunzione fra la finanza pubblica e l'economia reale, costituì indubbiamente il canale principale attraverso cui si propagarono le tensioni che periodicamente si manifestavano nelle due sfere sopra accennate. Un soccorso alle imperfezioni del mercato monetario fu apportato dall'edificazione di un articolato sistema bancario, che incise efficacemente sulle condizioni generali della liquidità, dando ordine al sistema dei pagamenti, riducendo il costo del denaro e favorendo le transazioni commerciali. A conferire stabilità al sistema economico concorse anche la politica fiscale del governo, la cui moderazione permise agli operatori economici di disporre di livelli di liquidità più elevati. L'equilibrio realizzatosi negli anni della Restaurazione - conseguito tuttavia al prezzo di incrementare notevolmente l'indebitamento statale - fu irreversibilmente alterato dall'irrompere della crisi del 1848-1849, in seguito alla quale lo Stato e i molteplici attori economici iniziarono ad esercitare congiuntamente sul mercato monetario regionale una crescente pressione, che il medesimo, per come era strutturato, non era assolutamente in grado di sostenere.
Le studentesse dell'Università di Pisa (1875-1940)
Annamaria Galoppini
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2011
pagine: 428
Studiando i problemi della condizione femminile, come vado facendo da molto tempo, era naturale incontrare quello dell'accesso delle donne all'istruzione, in particolare all'istruzione superiore, nel quale le esponenti del movimento di emancipazione (prima fra tutte, Anna Maria Mozzoni) avevano visto il mezzo (insieme con il lavoro extradomestico) per liberare le donne dalla loro plurisecolare inferiorità civile e politica. L'occasione mi è venuta dalla "Festa della Toscana", dedicata dalla Regione nel 2002 alla storia delle donne, nella sua dimensione regionale e nelle sue articolazioni locali. In una città come Pisa, la storia dell'istruzione femminile superiore si salda con quella della sua antica e celebre Università. Lunghe indagini archivistiche e documentarie mi hanno portato ad elaborare elenchi di iscritte e di laureate e diplomate, con statistiche, grafici e tabelle sulla situazione delle studentesse pisane fino al 1940 e, su questa base, a costruirne la storia. Si è venuto così a delineare anche un profilo di storia dell'Università pisana, in quegli stessi anni: una storia, allo stato, tutta da scrivere.
La nobiltà civica senese nel settecento delle riforme
Cinzia Rossi
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2013
pagine: 162
Il volume si colloca nell'ambito di ricerche, per la maggior parte condotte su fonti archivistiche, volte a ricostruire i lineamenti storico-istituzionali dei ceti dirigenti toscani nell'età moderna. L'indagine prende le mosse dal concetto di nobiltà civica e da un rapido esame di alcune dottrine giuridiche che ne costituiscono il supporto (Bartolo da Sassoferrato, Bartolomeo Cipolla, Pompeo Neri), per poi affrontarne genesi e sviluppi in un ambiente particolarmente significativo, quello della città di Siena, dove il filologo ed erudito Celso Cittadini ebbe a tratteggiare la figura, destinata a un grande successo, della "nobiltà condizionata". Viene illustrato il nesso tra la "cittadinanza di reggimento", di remota estrazione medioevale, e l'emergere della nuova coscienza nobiliare. I privilegi del ceto aristocratico, animato da nostalgici sentimenti "repubblicani", trovarono dapprima una pacifica, e anche proficua, collocazione nell'ambito degli istituti di governo propri dell'età medicea. Gli equilibri cominciarono però a incrinarsi col regime, tendenzialmente "illuminato", della Reggenza lorenese, alla quale si ascrivono, fra l'altro, due importanti indagini dell'anno 1743, la prima relativa alle "maisons nobles" e ai singoli individui che le componevano, la seconda ai "magistrats", alla loro "jurisdiction" e ai loro "ministres". Ne scaturisce un quadro di grande vivacità e interesse.
Storia e rivoluzione. Saggio su Antonio Gramsci
Carmelo Calabrò
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2012
pagine: 117
Questo libro indaga l'intreccio tra analisi critica della storia italiana e prospettiva rivoluzionaria nel pensiero di Antonio Gramsci. Della fase precarceraria, sono messi in luce contrasti e complementarietà tra i giudizi sull'età giolittiana e la ricerca di una via alla rivoluzione ispirata al modello dei Soviet, ma con radici culturali e ideologiche che affondano nel contesto italiano. La lettura dei Quaderni è affrontata a partire dall'interpretazione gramsciana del Risorgimento, laboratorio esemplare di una concezione filosofica, la filosofia della prassi, che in modo programmatico postula l'unità di storia e politica. Gramsci vede il Risorgimento come momento iniziale di una vicenda che giunge fino al fascismo senza sostanziali soluzioni di continuità. È una visione problematica, incentrata sulla volontà di rilevare le cause originarie di mali strutturali la cui risoluzione rinvia al progetto di riforma intellettuale e morale, oltre che economica, da affidare al soggetto collettivo identificato col moderno principe, protagonista di un disegno teorico-politico complesso e attraversato da molteplici tensioni.
L'istituto consolare tra sette e ottocento. Funzioni istituzionali, profilo giuridico e percorsi professionali nella Toscana granducale
Marcella Aglietti
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2012
pagine: 440
La profonda trasformazione che l'istituto consolare subì tra Sette e Ottocento non è stata finora sottoposta a uno studio organico nella prospettiva della storia delle istituzioni politiche. L'autrice, a partire dall'analisi del ruolo svolto dai consoli esteri e propri del Granducato di Toscana, intende invece mostrare come abbia costituito uno snodo centrale per la ridefinizione di nuovi, più efficaci strumenti di governo e di rappresentanza. Sulla base di fonti provenienti da numerosi archivi italiani ed esteri, si approfondisce così il processo con il quale lo Stato, nel corso della progressiva conversione in un compiuto ordinamento giuridico-amministrativo, riconfigurò gli antichi rappresentanti delle "nazioni" mercantili in un gruppo di funzionari fedeli e ad elevata professionalizzazione. Questo mutamento coinvolse e interessò una molteplicità di aspetti: dalla definizione dello status di "straniero" a una più compiuta affermazione del principio di sovranità nazionale.
Democracy and risorgimento
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2011
pagine: 270
Nobili, patrizi e cavalieri. Contributi alla storia dei ceti dirigenti toscani nel Settecento
Cinzia Rossi
Libro: Copertina morbida
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2011
pagine: 186
Il volume raccoglie quattro recenti saggi e relazioni congressuali, pubblicati negli anni 2006-2010, che vengono riproposti con modifiche più o meno rilevanti, spesso anche molto ampie, dirette ad armonizzarne i testi e gli apparati delle note, nonché a meglio precisarne o a svilupparne il contenuto. Le indagini ruotano intorno alla legge nobiliare toscana del 1750 e all'edizione definitiva e aggiornata - di qualche anno antecedente - degli statuti dell'Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano. I protagonisti sono alcuni dei personaggi più significativi della vita politica e amministrativa del Granducato all'epoca della Reggenza, quali Pompeo Neri, Giulio Rucellai, Pio dal Borgo, Antonio Mormorai e, da ultimo, il curatore e interprete della raccolta della legislazione medicea e della prima età lorenese, Lorenzo Cantini. Costituiscono l'oggetto di questi studi i lineamenti storico-istituzionali dei ceti dirigenti all'inizio delle riforme settecentesche e soprattutto quelli della nobiltà civica, o, per meglio dire, delle nobiltà civiche proprie delle varie comunità della Toscana.
Prismi di identità. Alla ricerca dell'unità dell'esperienza tra analogia e analisi trascendentale. Saggio su Kant
Lucia Nocentini
Libro: Copertina morbida
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2010
pagine: 180
L'approdo del cosmopolitismo kantiano rende un'inequivocabile testimonianza dell'istanza di perfettibilità insita nella genesi stessa dell'indagine critica che, quale teleologia rationis humanae, ripropone continuamente il senso di una meta aperta e perennemente in fieri. A ciò è del resto da connettere lo stesso carattere regolativo del criticismo kantiano, che, proprio in virtù di una sistematica distinzione tra piano ontico e piano ontologico, respinge rigorosamente ogni proiezione al livello della realtà di ciò che appartiene invece al livello della possibilità. Se è indubbiamente vero che Kant concede al futuro uno statuto assiologico, come tempo dell'approssimarsi umano all'ideale normativo sorretto dal Sollen, la priori storico che ne deriva risulta non dotato di una valenza costitutiva (e perciò stesso fondante), ma solo regolativa. In tal senso la saggezza kantiana riflette in maniera problematica l'esigenza di pensare l'istanza politica all'interno della svolta trascendentale non quale hortus conclusus, ma invece come razionalità teoretico-pratica aperta e disponibile per le molteplici forme dell'umana esperienza e dunque potenzialmente multiculturale.
Silvestro Centofanti. La vita e il pensiero politico di un liberale cattolico
Danilo Barsanti
Libro: Copertina morbida
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2010
pagine: 236
L'idea di studiare a fondo Silvestro Centofanti parte da lontano, da quando venti anni fa tracciai dopo attenta e paziente ricerca archivistica le vicende allora del tutto sconosciute dell'università di Pisa nella prima metà dell'Ottocento e mi resi conto dell'importanza che aveva avuto Centofanti nella formazione ideologica di quella generazione di giovani studenti che corsero generosamente a combattere e a morire a Curtatone e Montanara. La sua lezione sul risorgimento italiano del 15 marzo 1848 mi aveva particolarmente impressionato e quell'appello a Carlo Alberto perché volesse prendere la "fulminatrice spada" e salire sul "magnanimo cavallo" per gettarsi nella lotta contro l'Austria mi era rimasto nel cuore. Da allora volevo vedere quanto la forza della parola, trasmessa da una cattedra accademica, potesse operare nella maturazione della coscienza nazionale di un popolo oppresso e volevo capire di conseguenza quanto importante fosse stato l'apporto di personaggi anche secondari, come il Nostro, nella elaborazione di un comportamento politico accanto alle figure carismatiche del risorgimento. Il mio lavoro vuole proprio illustrare chi era Silvestro Centofanti e il ruolo di grande comunicatore da lui ricoperto fra gli italiani del suo tempo, senza alcuna pretesa di scoprire e rivendicare aspetti originali del suo pensiero, che originale non è.

