Salerno Editrice
Il regno del più forte. La lunga contesa per l'Impero di Alessandro Magno (IV-III sec. A.C.)
Omar Coloru
Libro: Libro in brossura
editore: Salerno Editrice
anno edizione: 2022
pagine: 151
"Babilonia, giugno 323 a.C. La morte di Alessandro Magno getta lo scompiglio tra i Macedoni: chi dovrà succedere al trono di uno dei piú vasti imperi della storia se i due eredi legittimi sono un figlio che deve ancora nascere e un fratellastro affetto da un ritardo mentale? Si diffonde addirittura la voce che in punto di morte il sovrano abbia detto che lascerà il suo regno al migliore dei suoi generali. La competizione per l’eredità di Alessandro innesca una lotta di potere senza esclusione di colpi aprendo di fatto l’età dei Diadochi, i Successori di Alessandro che dopo decenni di conflitti daranno vita ai regni ellenistici. L’autore esplora le dinamiche in gioco in questo periodo mostrando come lo scenario geopolitico emerso dalle guerre sia stato plasmato dall’interazione dei fattori di forza e debolezza. Quello dei Diadochi è infatti un mondo precario in cui il potere va continuamente confermato, gli equilibri delle forze e i ruoli sociali si ribaltano in modo improvviso trasformando i forti in deboli e viceversa. Tra signori della guerra, avventurieri e regine combattive, l’età dei Diadochi cambierà per sempre il corso della storia nel Mediterraneo."
Uccidere il tiranno. Storia del tirannicidio da Cesare a Gheddafi
Aldo Andrea Cassi
Libro: Libro in brossura
editore: Salerno Editrice
anno edizione: 2022
pagine: 180
Il destino dei tiranni è quello di doversi guardare dall’ombra che il potere proietta alle loro spalle: il tirannicidio. Non c’è tiranno che non sia stato esposto alla possibilità di essere rimosso con la forza, come se la tirannide implichi la possibilità dell’omicidio non solo di fatto, ma anche di diritto. Per questo la tradizione politico-giuridica occidentale si è interrogata sin dalle sue origini, in Grecia, se, quando e in quali termini fosse lecito uccidere il tyrannus. Da allora ogni epoca ha affrontato la questione con appassionati dibattiti, accese polemiche, esplosive (in senso figurato e non) dimostrazioni, lungo un fil rouge che questo saggio segue fino ai giorni nostri, ripercorrendo colpi di Stato, attentati e brutali linciaggi. Perché, se la tirannia è una costante dell’esperienza politica – pur con modalità e forme diverse, da Cesare a Gheddafi, da Ipparco a Luigi XVI – lo sarà sempre anche la necessità di rovesciarla, e come recita il motto dei tirannicidi: Sic semper tyrannis!
Antonio Machado
Giovanni Caravaggi
Libro: Libro in brossura
editore: Salerno Editrice
anno edizione: 2022
pagine: 320
Antonio Machado (1875-1939), una delle voci poetiche più autentiche del primo Novecento ispanico, visse nel periodo inquieto fra la restaurazione della monarchia borbonica, la proclamazione della Seconda Repubblica e la sua sconfitta al termine di una sanguinosa guerra civile. Dalla natia Siviglia, ricordata sempre con nostalgia, si trasferì giovanissimo a Madrid, dove maturò la sua vocazione poetica. Per oltre un ventennio fu professore di lingua francese a Soria, Baeza e Segovia; tornò poi nella capitale, presto sconvolta da un conflitto feroce, che lo costrinse all’esodo a Valenza e a Barcellona, e infine a una precipitosa fuga verso la Francia; prostrato dai disagi, morì a Collioure, appena varcata la frontiera. Le varie tappe della sua attività letteraria, segnate spesso da vicende tormentose, vengono illustrate con precipuo riferimento al progressivo sviluppo della creazione lirica, sempre più orientata verso il superamento del solipsismo intimistico, in un impulso esigente di apertura all’altro, e nella conseguente ricerca di un linguaggio poetico in grado di esprimere emozioni e sentimenti condivisibili coralmente. Un’attenzione costante viene rivolta alla costruzione graduale delle singole raccolte, confluite di volta in volta nelle successive edizioni delle Poesías completas. Nuove proposte interpretative sono ora avallate dalla rivalutazione di testi manoscritti di recente acquisizione. Occupa uno spazio adeguato anche l’analisi della variegata produzione in prosa, dall’ambizioso progetto di una scrittura apocrifa alle vibranti tensioni dell’epistolario; sono evocate anche le vivaci esperienze teatrali condivise con il fratello Manuel, in una feconda comunanza d’intenti.
Manfredi di Svevia
Paolo Grillo
Libro: Libro in brossura
editore: Salerno Editrice
anno edizione: 2022
pagine: 292
Di Manfredi di Svevia si ricorda soprattutto il celebre ritratto tracciato da Dante nel Purgatorio (“biondo era, bello e di gentile aspetto”), mentre la sua esperienza quale re di Sicilia (1258-1266) è da molti considerata una semplice appendice minore del grande regno del padre, Federico II. Schiacciato fra il poeta e l’imperatore, Manfredi è stato spesso ridotto a un’immaginetta oleografica, ritratto come il bel giovane morto troppo presto e vittima di una sorte ingiusta e delle trame dei papi e di Carlo d’Angiò. In tal modo, però, non si rende giustizia a una figura ben più complessa e sfaccettata, in grado di scalare il trono partendo dalla posizione di figlio illegittimo e di giungere, per qualche anno, a essere uno dei sovrani più potenti del Mediterraneo. Questo libro vuole ricostruire i molti volti di un uomo che fu amante della filosofia e della musica e spietato persecutore dei propri nemici, protagonista di un’ascesa conquistata con abilità e cinismo e abilissimo promotore della propria immagine, custode del ricordo della grandezza paterna e complice degli abusi degli zii materni. Comunque, uno dei grandi protagonisti della vita europea del Duecento.
Nella terra del genio. Il Rinascimento, un fenomeno italiano
Marco Pellegrini
Libro: Libro in brossura
editore: Salerno Editrice
anno edizione: 2021
pagine: 304
Il Medioevo non fu affatto un’età oscura, eppure esso apparve squallido e obsoleto a un gruppo di spiriti visionari e insoddisfatti, che nell’Italia del primo Quattrocento sentirono il bisogno di lasciarsi il passato alle spalle e inaugurare un’epoca di creatività senza precedenti. Sostenitori di una missione al tempo stesso culturale e civile, costoro non esitarono a buttare all’aria un intero assetto di valori, tradizioni e idee, giudicandolo al tramonto. Fu grazie a questo atto di ribellione che prese vita il Rinascimento. Ma in che modo sopraggiunse tale svolta? Quali furono i fattori che innescarono il cambiamento? E perché esso nacque proprio in Italia, e non altrove? Contributi provenienti da epoche e culture diverse confluirono nel grande mito della “renovatio” universale, che indusse i suoi adepti a osare il salto verso l’impensabile. Il presente libro conduce il lettore fra i sentieri esplorativi di un emozionante movimento di risveglio: un’avventura dello spirito grandiosa, raccontata attraverso l’esame delle cause, delle condizioni e degli elementi che resero possibile il «miracolo» rinascimentale.
Forme e figure della saggistica di Calvino
Sergio Bozzola
Libro: Libro in brossura
editore: Salerno Editrice
anno edizione: 2021
pagine: 200
Di Italo Calvino (1923-1985) sono sempre state approfondite, discusse, analizzate le forme narrative della sua prolifica attività di scrittore. L'interesse degli studiosi si è invece solo saltuariamente soffermato sulla sua attività critica. Oggetto di questo volume è proprio la scrittura saggistica di Calvino, da Una pietra sopra (1980, ma con testi che vanno dal 1955 alla fine degli anni Settanta) a Collezione di sabbia (1984), fino alle postume Lezioni americane, ovvero le tre raccolte di saggi composte direttamente o indirettamente dall'autore stesso e dunque pensate come insiemi. A partire da uno spoglio ampio e sistematico della lingua e dello stile calviniani (come a tutt'oggi ancora non è stato fatto al di fuori del dominio narrativo), sono esaminati l'organizzazione del macrotesto, i modi di costruzione dei singoli saggi, le forme dell'argomentazione, i fenomeni di incrocio e contaminazione di generi e tipologie testuali (emersioni narrative nella scrittura saggistica, funzione delle descrizioni, dialoghi, ecc.); quindi, in un progressivo dettagliamento della prospettiva, le figure dell'elocutio (come la ripetizione e l'accumulazione), le metafore critiche e il linguaggio figurato. Fenomeni e forme vengono collocati entro la cornice di un "primo" e di un "secondo" Calvino, prima, durante e dopo il cambiamento che coinvolge la sua intera esperienza intellettuale e letteraria lungo gli anni Sessanta del Novecento: dalle posizioni piú ideologiche e agonistiche del primo decennio postbellico, all'atteggiamento scettico e alla postura appartata che caratterizzeranno narrativa e saggismo fino alle Lezioni americane.
Medioevo inquisitoriale. Manoscritti, protagonisti, paradossi
Marina Benedetti
Libro: Libro in brossura
editore: Salerno Editrice
anno edizione: 2021
pagine: 255
Nel 1252 l’inquisitore Pietro da Verona viene assassinato. È questo vero e proprio cold case medievale a rafforzare il potere dell’officium fidei, per cui si arriva ad accusare di eresia perfino alcuni santi. Nel XIV secolo, da Avignone, il papa impiega gli inquisitori per combattere i signori della penisola italiana. A Milano, nel 1437, Bernardino da Siena condanna dal pulpito il maestro d’abaco cittadino dando avvio a una serie di processi in cui i principali testimoni risultano i suoi studenti. Sono solo alcuni frammenti del “Medioevo inquisitoriale” raccontato in questo libro, una vicenda ricostruita attraverso documenti inediti, protagonisti più o meno noti, a partire dal XIII secolo fino alla crociata contro i valdesi del 1488. L’inquisizione medievale si nutre spesso di luoghi comuni che l’autrice si impegna a sfatare, ricostruendo una vicenda dalle origini complesse e dagli esiti talvolta paradossali. Ne emerge un nuovo ritratto del Medioevo e una trama in cui santi, inquisitori e inquisiti si confondono, i frati partecipano alle crociate, le inchieste vengono annullate, gli inquisitori sono santi, i processi escono dagli archivi e circolano nell’Europa del XVII secolo.
Matilde di Canossa
Paolo Golinelli
Libro: Libro in brossura
editore: Salerno Editrice
anno edizione: 2021
pagine: 473
La straordinaria vicenda umana di una donna di grande tempra, figlia e madre sfortunata, con un’innata attitudine al comando, si inserisce da protagonista in uno dei periodi più intensi di conflitti e trasformazioni sociali della storia d’Europa. Questo libro ci racconta la storia della potente Matilde (1046-1115) e di Canossa che percorrono come pietra di paragone tutto il secondo millennio, nell’esaltazione di grandissimi poeti, come Dante e Petrarca, Ariosto e Tasso, Carducci e Pascoli, e nel disprezzo dei polemisti anticattolici, dai Centuriatori di Magdeburgo a Voltaire fino a Bismarck, che rese l’andare a Canossa un’espressione proverbiale. Ogni capitolo del libro si apre con un’illustrazione che funge da viatico alla lettura, rendendola accattivante. A cominciare dalle famosissime miniature medievali, dai ritratti dei grandi artisti rinascimentali come Lucas Kranach il vecchio, Perugino, Michelangelo, Federico Zuccari, Orazio Farinati, fino alle opposte rappresentazioni dell’incontro di Canossa, alle immagini idilliache della Matelda dantesca nei preraffaeliti di fine Ottocento, e dei luoghi matildici delle viaggatrici inglesi che spesso accompagnavano i loro racconti di viaggio con disegni colorati.
Dante giudice pentito e altri studi danteschi
Manlio Pastore Stocchi
Libro: Libro in brossura
editore: Salerno Editrice
anno edizione: 2021
pagine: 164
La prima parte di questo libro raccoglie studi riguardanti la collocazione storico-culturale dell'opera dantesca, della quale si sottolineano sia gli aspetti che trascendono i limiti del pensiero e delle convenzioni culturali medievali, sia quelli che partendo dai saperi giuridico, scientifico e letterario del Medio Evo, sviluppano con genialità spunti essenziali per la concezione stessa della Commedia. Una vasta e approfondita conoscenza dei trattati di fisica, di geografia, di astronomia e astrologia composti da scienziati arabi e medio-latini quali Alhazen, Vitellione, John of Holiwood, Albumasar, Guido Bonatti, ecc. consente all'autore di affrontare e risolvere questioni storiche ed esegetiche rimaste finora irrisolte, come la determinazione del giorno preciso in cui Dante nacque, che qui si stabilisce sulla base di una testimonianza finora ignorata e di un'analisi delle sparse allusioni astrologiche fornite da Dante stesso. La seconda parte comprende saggi dedicati a luoghi della "Commedia" e a personaggi quali Ulisse, Brunetto Latini e Cacciaguida; e si conclude con una rilettura complessiva del poema - "Dante giudice pentito" - in cui se ne studia l'itinerario compositivo rilevando i momenti in cui il Poeta modifica o ritratta più o meno esplicitamente, in corso d'opera, giudizi e condanne.
Roma prima di Roma. Miti e fondazioni della Città eterna
Gianluca De Sanctis
Libro: Libro in brossura
editore: Salerno Editrice
anno edizione: 2021
pagine: 208
Asilo e rifugio per reietti, città promiscua, che cresce accogliendo gli stranieri e i vinti, concedendo la libertà agli schiavi, dove mescolare il sangue non è un tabù, ma una virtù: così appare Roma ai suoi albori attraverso i luoghi della memoria e i miti di fondazione. Lungi dall’essere motivo di imbarazzo, come avrebbero voluto i suoi nemici, questi racconti divennero la pietra angolare sulla quale i Romani costruirono la propria “identità” civile e politica. Molte sono le “Rome” che hanno preceduto quella di Romolo, eppure vi è una costante, una sorta di filo rosso che le unisce tutte: una costituzione “aperta”, che si esprime nella capacità di accogliere e integrare lo straniero. I miti delle origini insegnavano che la romanità non scorre nel sangue di chi la possiede, non è, dunque, un dato biologico, testimone di purezza, ma piuttosto un merito culturale, che si guadagna per mezzo delle virtù sociali, adottando valori e modelli di comportamento condivisi, rispettando il diritto, obbedendo alle leggi. Si poteva nascere Romani, ma, cosa ben più importante, lo si poteva diventare.
Elisabetta Farnese. Duchessa di Parma, regina consorte di Spagna, matrona d'Europa
Giulio Sodano
Libro: Libro in brossura
editore: Salerno Editrice
anno edizione: 2021
pagine: 432
«Scaltra come una zingara»: così Alberoni definì Elisabetta Farnese (1692-1766) pensando alle sue doti politiche. Regina consorte tutt'altro che passiva e dietro le quinte, la sua figura si presta all'analisi dell'apporto muliebre alla realizzazione della sovranità monarchica europea, in sintonia con l'attenzione della più recente storiografia alla regalità femminile, al ruolo delle regine consorti, nonché all'influenza delle donne nella costruzione delle corti. Le vicende della Farnese vanno infatti ricollocate in un quadro di studi profondamente rinnovato negli ultimi decenni. In questa biografia si presta quindi attenzione alla formazione della futura regina di Spagna negli anni del tramonto degli antichi stati principeschi italiani, decadenti, ma con corti ancora vivaci e in grado di rappresentare dei modelli culturali e artistici. Proprio il destino della penisola italiana rappresenta il cuore della successiva politica internazionale della regina di Spagna. Si è voluto superare lo stereotipo della "madre ambiziosa", per cogliere maggiormente i disegni complessivi di Elisabetta. La vita della regina di Spagna ha fatto i conti con i nodi internazionali che caratterizzarono il vecchio continente nella prima metà del Settecento: il conflitto a livello mondiale tra le potenze coloniali della Francia e dell'Inghilterra; la crisi e la resilienza dei paesi mediterranei; l'affermazione prima degli Asburgo di Vienna e l'emergere poi della Prussia come nucleo tedesco alternativo all'interno dell'Impero. È in questo quadro assai complesso che Elisabetta Farnese attuò un'attenta politica volta all'affermazione della dinastia. Fu soprattutto grazie al suo operare, energico e non sempre convenzionale, che nacquero numerose branche della famiglia dei Borbone, destinate a dominare con tratti assai comuni l'Europa della seconda metà del Settecento.
Gli ultimi crociati. Templari e francescani in Terrasanta
Antonio Musarra
Libro: Libro in brossura
editore: Salerno Editrice
anno edizione: 2021
pagine: 180
Templari e francescani nacquero dal tentativo di fornire un orizzonte nuovo alla religiosità laicale. Entrambi, benché in tempi diversi, mantennero uno stretto legame con la Terrasanta, custodendone i luoghi in favore dei pellegrini, armati e non. Dal loro confronto emergono notevoli somiglianze ma anche differenze sostanziali, pur nella continuità e nella tensione tra crociata e missione, che entrambi incarnavano. L’ideale “passaggio di testimone” dall’uno all’altro ordine avrebbe portato, nei primi decenni del Trecento, alla fondazione della Custodia Terrae Sanctae – ancora oggi attiva –, istituzione che avrebbe raccolto il legame profondo instaurato coi Luoghi Santi dal Tempio sino alla sua soppressione, nel 1312. Per entrambi gli ordini, la Terrasanta rivestiva un ruolo particolare; un ruolo troppo spesso banalizzato nel tradizionale accostamento degli uni alla guerra e alla difesa del territorio, degli altri alla pace (se non a un anacronistico “pacifismo”). Questo libro mostra come la realtà fosse piú complessa, raccontando la storia del rapporto fra templari e minori, tra laicato cristiano, crociata e Terrasanta.

