Poiesis (Alberobello)
Profumo francese
Amir Tag Elsir
Libro: Libro in brossura
editore: Poiesis (Alberobello)
anno edizione: 2022
pagine: 120
Il romanzo di Amir Tag Elsir ci racconta con umorismo le avventure di Ali Jarjar, un abitante del quartiere popolare di Ghaib, situato in una grande città del Sudan. Al protagonista è affidato il compito di accogliere nel rione una visitatrice francese, incaricata di condurre uno studio sul Paese. L’attesa della donna, della cui immagine Ali s’innamora, si trasforma in un’ossessione dai risvolti ora grotteschi, ora esilaranti. La vicenda si svolge in una città senza nome, ai confini tra mondo arabo e universo africano, un ambiente dai contorni indefiniti, composto dei vari luoghi in cui il protagonista si muove: le strade gremite di folla, l’ufficio governativo di un funzionario corrotto, le botteghe traboccanti di merci, le case degli abitanti di Ghaib. Davanti agli occhi del lettore sfila una variopinta galleria umana, composta di emarginati, mendicanti, truffatori, scrocconi, reietti, dipinti in tutti i loro pregi e difetti, suscitando il sorriso del lettore e, contemporaneamente, focalizzando l’attenzione sulla miseria e durezza della vita della popolazione.
I giardini segreti di Mogador
Alberto Ruy Sánchez
Libro: Libro in brossura
editore: Poiesis (Alberobello)
anno edizione: 2011
pagine: 155
Quello che le donne chiedono. Essere dentro il loro giardino segreto. Germogliare insieme nel corpo. Parlare con la stessa voce. "I Giardini segreti di Mogador" di Alberto Ruy Sanchez, scrittore messicano, raccontano quanto impossibile sia prestare le parole per dissetare Hassiba, novella Sherazade, cui il suo uomo ogni notte deve descrivere un nuovo giardino per avere accesso al suo amore. Sorta di piramide rovesciata delle Mille e una notte, dove al centro della scena non sono i desideri dell'insoddisfatto signore, ma i fantasmi labirintici, senza entrata né uscita, in cui il giardiniere si deve aggirare per immedesimarsi in ogni possibile cosa. Ci misi del tempo a capire che dovevo trasformare completamente i movimenti, il modo di ascoltarla, lo sguardo; doveva essere un'altra la musica del sangue, la pazienza del tatto. L'eros stesso deve trovare un suo linguaggio per descriversi senza mediazione. "I Giardini segreti di Mogador" segnano così, una spirale dopo l'altra, l'avvicinamento incantato alla stanza dorata dei desideri.

