Compagnia Editoriale Aliberti
Voci sussurrate. Racconti di vita e metodologia del "dono" narrati da chi pratica la medicina popolare
Antonella Bartolucci
Libro: Libro in brossura
editore: Compagnia Editoriale Aliberti
anno edizione: 2025
pagine: 160
«Queste pagine sono un viaggio in un mondo davvero poco conosciuto, sorprendente, affascinante, che sembra appartenere a un tempo diverso dal nostro. Ai più giovani, in particolare, potrà sembrare qualcosa di lontano nel tempo e nello spazio, ma in realtà non lo è. Quella delle guaritrici-segnatrici è una tradizione che fa parte della cultura dei nostri luoghi, dunque delle nostre radici. E, sicuramente, una di loro vivrà non molto distante da noi, forse proprio dietro casa nostra. Non so se i mutamenti sociali e culturali dei prossimi decenni consentiranno al mondo delle guaritrici-segnatrici di sopravvivere, se ne determineranno l’estinzione o, al contrario, una rifioritura». (dalla Prefazione di Italo Garavaldi)
Ti amo da morire
Virginia Zullo
Libro: Libro in brossura
editore: Compagnia Editoriale Aliberti
anno edizione: 2025
pagine: 176
Come interpretare, oggi, i femminicidi e gli infanticidi? Qual è l’apporto del discorso psicanalitico? In questo volume l’analisi degli agghiaccianti casi di cronaca di questi ultimi tempi – l’omicidio di Giulia Cecchettin da parte dell’ex fidanzato Filippo Turetta, l’omicidio di Giulia Tramontano da parte del convivente Alessandro Impagnatiello, l’omicidio dei suoi due gemelli da parte di Chiara Petrolini – e dei personaggi di celebri opere letterarie attraverso i grandi maestri della psicanalisi, da Freud a Lacan. Una tesi sovversiva, quella del discorso psicanalitico, che ci invita a pensare le pulsioni erotiche strettamente connesse a quelle di morte. Prefazione di Antonio Padellaro.
Storia archeologica di Reggio Emilia
Paolo Storchi
Libro: Libro in brossura
editore: Compagnia Editoriale Aliberti
anno edizione: 2025
pagine: 272
Passeggiando per le strade di Reggio Emilia non vedrete neppure un muro romano, una colonna, un capitello. Eppure, l’eredità della città romana è proprio lì, “tatuata” nel disegno stesso della città: il vecchio Crostolo, la piazza forense, gli antichi isolati (le insulae), forse persino il teatro. Percorriamo ogni giorno strade antichissime, senza prestarci neppure attenzione. Questo libro accompagna il lettore in un viaggio appassionato e documentato nella storia archeologica della città, ricostruendo lo sviluppo del paesaggio urbano dalle origini al primo Medioevo, tra scoperte fortuite, scavi programmati, dati toponomastici, documenti d’archivio, lettura geomorfologica del terreno e antiche vedute. Un approccio multidisciplinare, tipico della Topografia Antica. Con uno stile chiaro, ma senza mai banalizzare la complessità, l’Autore sintetizza anni di ricerche scientifiche spesso rimaste inaccessibili al dibattito pubblico e restituisce al passato il suo fascino autentico. Prefazione di Tomaso Montanari. Presentazione di Axel Hémery.
Casa d'altri e altri racconti
Silvio D'Arzo
Libro: Libro in brossura
editore: Compagnia Editoriale Aliberti
anno edizione: 2025
pagine: 192
«"Casa d’altri" è tristezza senza inizio e senza fine, cosmica, travalica i protagonisti gli accadimenti e lo sfondo. Io l’ho percepita. Il paese della mia infanzia la conteneva e, in qualche strano modo, la venerava. "Casa d’altri" è la tragicità del vivere, il baratro della solitudine non illuminata dallo Spirito, la caducità della carne, il dolore che opprime, la sofferenza che annichilisce», scrive Giovanni Lindo Ferretti nella prefazione. «Sette case addossate e nient’altro» dell’appennino emiliano. «Ecco tutta Montelice. Tutta quanta: e nessuno lo sa». Doctor Ironicus (così lo chiamavano da giovane), prete stanco e disilluso, pensa di sapere tutto di quella montagna, di quelle umili anime di provincia. «Vivono», dice al nuovo curato di Braino, diciotto o vent’anni appena, chissà. «E poi muoiono». Finché non conosce Zelinda, una vecchia lavandaia mai vista prima, forse di un paese vicino e che, a quel prete, ha qualcosa da dire, anzi, da chiedere. Ma non subito. Lo farà alla fine di una lunga conversazione, muta, fatta di abili evasioni e sguardi non soliti a comunicare. Come chi sa come tenersi tutto dentro, senza nulla chiedere, a Dio, alla vita, al resto del mondo. E sentendosi, quindi, sempre in casa d’altri.
Io sono colpevole. Gaza: il silenzio ci rende complici
Vauro Senesi
Libro: Libro in brossura
editore: Compagnia Editoriale Aliberti
anno edizione: 2025
pagine: 192
Un libro per capire il genocidio dei palestinesi. «A oltre settecento giorni dall’inizio dell’assalto genocida che Israele ha lanciato contro Gaza nell’autunno del 2023, dopo quel giorno devastante che fu il 7 ottobre per Israele, per chi lo ama e pure chi lo critica, leggere le prime impressioni macchianti la coscienza come “sangue che gronda”, leggere di quando i morti erano “poche” migliaia, o anche i bambini uccisi erano “solo” diecimila, fa quasi venire nostalgia del tempo che fu. La distanza tra i primi mesi dell’assalto distruttivo di Gaza e oggi è la misura dell’indifferenza di troppi al dolore altrui, della nostra consolidata predisposizione al tollerare il male quando non ci tocca, della nostra miseria umana che alla fine ci schiaccia con questa sentenza: non abbiamo imparato niente o quasi dell’orrore che fu». (dalla Prefazione di Francesca Albanese). «Io sono colpevole è un atto necessario. Il titolo stesso è una denuncia che Vauro pronuncia contro sé stesso per non avere fatto e non avere saputo fare abbastanza perché il genocidio fosse impedito. Questa autodenuncia, scaturita da una profonda consapevolezza, ci interroga, ci chiama a chiederci: “Noi cosa abbiamo fatto? E cosa non abbiamo fatto?” Personalmente faccio eco a Vauro: “Anche io sono colpevole!”». (dalla Postfazione di Moni Ovadia)
Aldro. Storia di un orrore perbene
Michele Dalai
Libro: Libro in brossura
editore: Compagnia Editoriale Aliberti
anno edizione: 2025
pagine: 144
«Il telefono squilla, ancora e poi ancora. Nessuno ci fa caso, è un rumore bianco che non disturba la sequenza di gesti precisi e organizzati degli uomini scesi dalle volanti. Alcuni fanno le scale per controllare che nessuno abbia visto. Altri parlano a bassa voce, veloci, nervosi. C’è un ragazzo in terra, morto, ci sono cose da fare». È l’alba di una domenica qualunque, ma per Federico Aldrovandi, diciott’anni appena, uno studente di Ferrara, «ricci scuri come la notte», sarà l’ultima. Era il 25 settembre 2005. Sono passati vent’anni. In un’ora sospesa tra la vita e la morte, si intrecciano le voci di chi lo ha visto, cercato, amato, e di chi lo ha picchiato, ignorato, ucciso. In un racconto corale che attraversa le strade silenziose della città e i pensieri più intimi di chi ha incrociato il suo destino, c’è chi ha sentito le sue urla e ha guardato dalla finestra, chi ha risposto a una chiamata e ha indossato una divisa. Chi ha aspettato un figlio che non è tornato. E poi c’è lui, Federico, che cammina da solo verso casa, inconsapevole che il suo tempo scivoli via, veloce come il suo respiro. Un romanzo, forte e asciutto, scritto con l’aiuto della famiglia Aldrovandi. Per non dimenticare. Per amore della verità.
Zelig Republic. Storia del cabaret più famoso d'Italia
Giangilberto Monti
Libro: Libro in brossura
editore: Compagnia Editoriale Aliberti
anno edizione: 2025
pagine: 256
Nel 1986 apre a Milano il più famoso locale della comicità italiana di fine Novecento, lo Zelig. Tra gli ideatori la coppia umoristica Gino & Michele e il ristoratore Giancarlo Bozzo, che grazie ai buoni uffici del giovane Filippo Penati – futuro sindaco di Sesto San Giovanni e Presidente della Provincia di Milano – rilevano il Circolo di Unità Proletaria, in viale Monza 140, con lo scopo di rivitalizzarne le attività ricreative. Quel nome, ispirato all’omonimo film di Woody Allen, e il marchio omonimo segneranno la comicità italiana per anni. Da Smemoranda in poi le tante società collegate al gruppo iniziale dei fondatori trasformarono il mondo economico che ruotava intorno a Zelig, compresa la famiglia Moratti, in una holding di tutto rispetto, che sfiorò persino la quotazione in Borsa, mentre il marchio Zelig, venduto alle emittenti guidate dalla famiglia Berlusconi, oggi sopravvive in trasmissioni revival. Ultimo baluardo di questa lunga avventura comica rimane il locale omonimo diretto da Giancarlo Bozzo. Da qui sono passati, fra gli altri, Antonio Albanese, Paolo Rossi, Claudio Bisio e Silvio Orlando, Elio e le Storie Tese e Checco Zalone, Giobbe Covatta e Gene Gnocchi, la Gialappa’s Band e Gabriele Salvatores, Ficarra & Picone e Aldo, Giovanni & Giacomo. Giangilberto Monti e Vito Vita raccontano i tanti retroscena della parabola tragicomica di Zelig, ma anche le “discese ardite e le risalite” della città dello spettacolo. A leggerlo sembra una favola, solo che è tutto vero. Prefazione di Giobbe Covatta.
Una storia toscana. Dalle radici americane all'impresa italiana
Francesco Roby Federighi
Libro: Libro rilegato
editore: Compagnia Editoriale Aliberti
anno edizione: 2025
pagine: 144
Quella di Francesco “Roby” Federighi e della sua famiglia è una bella e affascinante storia toscana che si snoda lungo cento anni e più. Nell’estate del 1944, le truppe americane attraversano l’Arno, liberano le zone occupate dai tedeschi e giungono a Pontedera. La prima colonna di soldati si ferma davanti a un grande negozio di tessuti per chiedere informazioni. Sulla soglia c’è un giovane uomo, Enrico Federighi, che fornisce loro le indicazioni in perfetto inglese americano: in cambio riceverà la proposta a collaborare con l’esercito alleato. Come mai quel ragazzo toscano sapeva l’inglese? Bisogna risalire ai primi del Novecento. Alla storia della famiglia Federighi di Santa Maria a Monte, emigrata in California all’alba del secolo e stabilitasi nella Sierra Nevada. Laggiù era nato Enrico, Henry, nel 1912; e nell’America delle grandi frontiere e dell’Ovest sconfinato aveva fatto le esperienze fondamentali della sua vita. Se vuoi riuscire, devi impegnarti con tutto te stesso in ciò che ti appassiona, e farne la tua ragione di vita. Questa è la lezione americana: e a Enrico servirà molto, una volta tornato in Italia alle soglie della Seconda guerra mondiale. L’acquisto, nel 1941, in pieno conflitto, di uno stabile a Pontedera per ampliare l’attività di vendita di tessuti già avviata dalla famiglia, è la conferma che l’intraprendenza, la capacità di rischiare e la visione “lunga” sono le basi del successo. Così l’attività per cui i Federighi sono noti e apprezzati sin dagli anni Trenta si ingrandisce e si consolida dall’immediato dopoguerra, cogliendo al volo l’onda del boom economico degli anni Cinquanta e Sessanta. Francesco “Roby”, nato nel settembre del ’45, muove i primi passi in azienda accompagnando il babbo Enrico nei viaggi in Brianza, per acquistare la merce dai grandi produttori tessili del Nord. È una scuola fondamentale, grazie alla quale, una volta ricevuto il timone dell’azienda dal padre, potrà ulteriormente sviluppare e ingrandire quello che ormai era un “colosso” del commercio all’ingrosso nel suo settore. Verranno poi gli anni Ottanta e i profondi cambiamenti nella distribuzione commerciale: l’avvento della Gdo, che comporta una trasformazione non solo nei numeri, ma anche nel rapporto tra le persone che compongono una filiera. Si affacciano così nuove sfide: l’internazionalizzazione, l’apertura a mercati lontanissimi e a realtà sociali e geografiche allora quasi sconosciute. La volontà e la necessità, che nascono in seno alla famiglia Federighi, grazie soprattutto alle figlie di Francesco, Mariangela e Claudia, e alla moglie Viviana, di diventare anche creatori di prodotti, firmando un proprio marchio, Blanc Mariclo’, e aprendo punti vendita in location di prestigio. E poi la nascita di Borgo Blanc, che mette insieme l’amore per la terra e per la campagna con il gusto per le belle cose e il buon vivere.
Ammazzare stanca. Autobiografia di uno 'ndranghetista pentito
Antonio Zagari
Libro: Libro in brossura
editore: Compagnia Editoriale Aliberti
anno edizione: 2025
pagine: 176
Un'autobiografia cruda e inquietante. Uno dei rari, rarissimi documenti di prima mano sulla 'ndrangheta: perché rari e rarissimi sono i fuoriusciti che hanno raccontato questo mondo, che da fenomeno di criminalità locale è oggi diventato la più potente mafia del mondo. Antonio Zagari da San Ferdinando, nella piana di Gioia Tauro, è un killer di spicco e uomo d'onore. Agli inizi degli anni Novanta, per primo insieme a Saverio Morabito, imbocca la strada del pentimento, raccontando di come le 'ndrine stessero tessendo una ragnatela internazionale, dopo aver conquistato Milano e il Nord Italia, grazie ai nuovi mercati nella droga e al riciclaggio. Zagari, finito sotto protezione, viene trasferito a Varese. Qui consegna il suo memoriale al cronista del quotidiano locale «La Prealpina», Gianni Spartà. Poi un giorno, Zagari ha un terribile incidente in moto. Da allora scompare, né si sa più nulla di lui. Prefazione di Arcangelo Badolati. Con un contributo di Armando Spataro.
Mistero rosso
Maria Cristina Zanti
Libro: Libro in brossura
editore: Compagnia Editoriale Aliberti
anno edizione: 2025
pagine: 304
Sulle dolci colline modenesi, alla vigilia di un importante evento per celebrare le mitiche rosse della Ferrari, avviene una misteriosa aggressione, forse un tentativo di furto. Siamo a Maranello, nella storica sede del Cavallino, dove scompaiono alcuni pezzi della leggendaria Ferrari 312 T4, quella dell’indimenticabile Gilles Villeneuve. Riuscirà il maresciallo Carlo Esposito – alle prese con la sua prima indagine importante, e con l’aiuto della psicoterapeuta Lia Ferrari, grande appassionata di criminologia – a risolvere il caso? Un noir in salsa padana fatto di intrighi, sopraffazioni, tradimenti, spionaggio industriale, mercato della prostituzione e molto altro.
L'enigma di Garlasco. Anatomia di un delitto
Flaminia Bolzan
Libro: Libro in brossura
editore: Compagnia Editoriale Aliberti
anno edizione: 2025
pagine: 160
Il sole picchia forte su Garlasco la mattina del 13 agosto 2007. Nel piccolo centro della provincia pavese, in una giornata come tante, dietro le persiane abbassate di una villetta in via Giovanni Pascoli 8, una ragazza sta per morire. Il suo nome è Chiara Poggi e ha ventisei anni. Laureata in Economia e commercio, impiegata in una società con sede a Milano, Chiara è una giovane donna che trascorre una quotidianità, almeno all’apparenza, priva di ombre o fantasmi: una vita ordinaria, una famiglia presente, una relazione stabile e serena da sei anni. Chiara, per tutti, rappresenta la classica ragazza della porta accanto. Una bellezza acqua e sapone, lontana dagli eccessi, tanto nella forma quanto, sembrerebbe, nella sostanza. Quando Chiara sarà trovata senza vita, la normalità di quella casa, di quella routine, viene spazzata via da una violenza improvvisa e inspiegabile. È evidente fin da subito: non si è trattato di un incidente, Chiara è stata assassinata. Le indagini si aprono, quindi, su uno dei casi giudiziari più discussi e divisivi della cronaca nera italiana degli ultimi decenni. L’indiziato numero uno è Alberto Stasi, fidanzato della vittima, condannato definitivamente nel 2015 per omicidio volontario a sedici anni di carcere. Ma nel 2025 la Procura di Pavia riapre il caso, c’è un nuovo indagato: Andrea Sempio, amico del fratello minore della vittima. A distanza di quasi vent’anni mancano ancora l’arma del delitto e i testimoni in grado di confermare quanto accaduto. E, soprattutto, manca un movente chiaro e definito. Ancora oggi, quindi, sembra che solo il silenzio di via Pascoli custodisca la verità. E, dopo tutto questo tempo, continuiamo a porci la stessa domanda: chi ha ucciso Chiara Poggi?
Ultimo tango a Buenos Aires. Astor Piazzolla, il diavolo e la scommessa di Borges
Cosimo Damiano Damato
Libro: Libro in brossura
editore: Compagnia Editoriale Aliberti
anno edizione: 2025
pagine: 160
Un antico proverbio argentino dice: Nada te puede quitar lo bailado – Niente e Nessuno ti può togliere quello che hai ballato. Nessuno può togliere il Tango a Buenos Aires. Nessuno può togliere Buenos Aires ad Astor Piazzolla. Nessuno può togliere l’anima ad Astor. Un’antica leggenda racconta che Astor Piazzolla abbia venduto l’anima al diavolo in cambio del successo. Dunque El Gato – come lo chiamavano – rivive attraverso una biografia apocrifa scritta da Cosimo Damiano Damato narrata in un dialogo visionario fra Astor Piazzolla e il diavolo. Cosa c’è di vero? Forse è stato solo uno scherzo di Luis Borges. La storia di Astor Piazzolla si intreccia, grazie all’originale e visionaria drammaturgia dell’autore, con il vissuto e l’educazione sentimentale degli altri due grandi miti argentini Carlos Gardel e Luis Borges. «Mi sono innamorato della vita e della musica di Astor Piazzolla grazie a Luis Bacalov con il quale ho condiviso il palco in Piano Soundtrack», racconta Damato. Ultimo tanto a Buenos Aires è il secondo capitolo della sua “Trilogia Argentina” iniziato – sempre per Aliberti – con Hasta siempre Maradona."

