Aurora Boreale
Il diavolo nella mia libreria
Alfredo Panzini
Libro: Libro in brossura
editore: Aurora Boreale
anno edizione: 2022
pagine: 120
"Il diavolo nella mia libreria" è indubbiamente uno dei migliori romanzi di Alfredo Panzini, uno dei grandi protagonisti della cultura italiana del ‘900. La storia ruota attorno alla morte di una vecchia zia e a un’insolita eredità: un gatto di nome Tombolino e «un cassone di abete pieno di vecchia cartaccia e libri». Dapprima il protagonista è determinato a disfarsi di quegli ingombranti volumi ammuffiti, ma non trova nessuno disposto ad acquistarli. Si lascia allora vincere dalla tentazione di improvvisarsi bibliofilo e si immerge a capofitto tra le loro pagine ingiallite, scoprendo classici greci e latini, testi di filosofia e, soprattutto, di teologia e di questioni religiose. Un raffinato e divertente capolavoro intellettuale, un sorprendente viaggio negli archetipi del mito, una irriverente satira del dogmatismo religioso e del moralismo, degli orrori dell’inquisizione e delle ipocrisie del perbenismo borghese, attraverso i mutamenti politici e sociali della civiltà moderna. Il tutto attraverso un serrato e costante dialogo con il diavolo, quel diavolo che si diverte delle miserie umane, ma che spesso non altro è che lo specchio della nostra stessa coscienza.
La lanterna di Diogene
Alfredo Panzini
Libro: Libro in brossura
editore: Aurora Boreale
anno edizione: 2022
pagine: 210
Alfredo Panzini, scrittore poliedrico, saggista, critico letterario, accademico e lessicografo, è stato uno dei grandi protagonisti della cultura italiana nella prima metà del Novecento. Allievo di Giosuè Carducci, esordì nel 1893 con il romanzo Il libro dei morti, al quale seguirono altre numerose opere. Godette di grande stima e di importanti riconoscimenti internazionali, tanto che la critica statunitense lo celebrò come il miglior scrittore di prose italiane. Panzini era solito trascorrere a Bellaria le vacanze estive. E su Bellaria come “meta” è incentrato il romanzo “di viaggio” La lanterna di Diogene, che, pubblicato nel 1907, lanciò Panzini all’attenzione sia della critica che del grande pubblico. È il racconto di uno spensierato viaggio di cinque giorni in bicicletta compiuto dall’autore da Milano a Bellaria: una fuga dalla città verso la libertà della campagna. Lasciandosi alle spalle il caos della metropoli, la scuola, le lezioni, gli esami, armato solo della propria pipa, della sua vecchia bicicletta e di un piccolo bagaglio, Panzini incontra piccoli borghi e città, colline e pianure, ma soprattutto una serie di disparati personaggi caratterizzati da grande umanità.
On ancient medicine
Ippocrate
Libro: Libro in brossura
editore: Aurora Boreale
anno edizione: 2022
pagine: 54
Lotario. Poemetto lirico
Carlotta Ferrari
Libro: Libro in brossura
editore: Aurora Boreale
anno edizione: 2022
pagine: 68
Nel poemetto lirico Lotario, scritto nel 1867, Carlotta Ferrari ci narra le gesta, i drammi e gli amori di Lotario I°, nipote di Carlo Magno, Re d'Italia dall'822 all'850, poi Re di Lotaringia e Imperatore carolingio dall'840 all'855.
Nel regno delle chimere
Cordelia
Libro: Libro in brossura
editore: Aurora Boreale
anno edizione: 2022
pagine: 142
Virginia Tedeschi Treves, nota artisticamente con lo pseudonimo di Cordelia, nacque a Verona nel 1849. È stata una delle più grandi scrittrici italiane negli anni a cavallo tra la fine del XIX° e gli inizi del XX° secolo. Manifestò fin da giovane una marcata vocazione alla scrittura, favorita dal matrimonio nel 1870 con il fratello del celebre editore Treves. Esordì come scrittrice nel 1879, con il romanzo "Il regno della donna", sotto il nome di Cordelia, la figlia più giovane di Re Lear nell’omonima tragedia di William Shakespeare, una ragazza bella, intransigente e fiera. Ben presto venne riconosciuta pubblicamente come un’intellettuale raffinata, in grado di fare della propria casa un salotto letterario assai ambito e, contemporaneamente, di lavorare a pieno ritmo sulla scena editoriale nazionale. Fu autrice di numerose opere, prevalentemente dedicate all’infanzia e a un pubblico femminile. "Nel regno delle chimere", edita a Milano nel 1898, è una raccolta di avvincenti racconti fiabeschi, caratterizzati da scenari che alternano con grande sapienza narrativa mistico ed esotico e suggestioni in grado di coinvolgere ed attrarre allo stesso modo adulti e bambini.
Avarchide. Poema epico e iniziatico
Luigi Alamanni
Libro: Libro in brossura
editore: Aurora Boreale
anno edizione: 2022
pagine: 780
Luigi Alamanni, poeta, umanista, fine erudito, diplomatico e iniziato pitagorico, è stato uno dei personaggi più interessanti e al contempo meno noti e celebrati del Rinascimento. Allievo del filosofo Francesco Cattani da Diacceto e membro dell’Accademia Platonica Fiorentina, ebbe una vita avventurosa, in buona parte trascorsa lontano dalla sua Firenze, impegnato e coinvolto in congiure e in tentativi di rovesciamento del potere mediceo. La sua produzione letteraria è vasta e comprende generi diversi (tragedie, commedie, poemi epici, ecloghe, orazioni, satire, elegie), e vi si ravvisa tutta l’impronta del clima culturale platonico-pitagorico degli Orti Oricellari. L’Avarchide, imponente poema edito postumo nel 1570, è una rivisitazione dell’epica omerica e virgiliana. La struttura è desunta dall’Iliade, mentre la trama, di impronta francese, risente delle influenze culturali assimilate dal poeta alla corte di Francesco I. Al centro della narrazione vi è l’ira di Lancillotto, il più valoroso e fidato dei cavalieri del leggendario Re Artù, elevato a novello Achille, il cui ruolo si rivela determinante per la conquista di Bourges (l’antica Avaricum, da cui il titolo di Avarchide).
Un'unica tradizione primordiale?
Nicola Bizzi
Libro: Libro in brossura
editore: Aurora Boreale
anno edizione: 2022
pagine: 54
Molte scuole di pensiero esoterico ed iniziatico, sia in Oriente che in Occidente, tendono a sostenere, con inaudita e dogmatica insistenza e talvolta cronometrica ricorrenza, la presunta esistenza di un'Unica Tradizione Primordiale e di un'ipotetica unità trascendente di tutte le religioni. La Tradizione Misterica degli Eleusini Madre, la più antica e longeva scuola iniziatica dell'area mediterranea, ha però sempre contrastato e respinto con forza una simile visione. Secondo tale elitaria scuola, infatti, non sarebbe affatto vero che tutte le religioni che col tempo si sono formate e/o differenziate proverebbero indistintamente da una mitizzata “religione primordiale” enunciata dalla visione pitagorico-platonica, in quanto adattamenti del Palaios Logos nella forma di uno Hieros Logos specifico ad ogni singola forma spirituale. E in questo suo nuovo saggio lo storico ed iniziato eleusino Nicola Bizzi ce ne spiega il motivo.
La tradizione primordiale
Guido De Giorgio
Libro: Libro in brossura
editore: Aurora Boreale
anno edizione: 2022
pagine: 80
Guido De Giorgio (1890-1957), da molti meglio conosciuto con lo pseudonimo di Havismat, è stato uno dei più interessanti mistici ed esoteristi italiani del XX° secolo. Laureatosi in Filosofia, conobbe a Parigi René Guénon, del quale divenne uno dei migliori discepoli, collaborando con le riviste Le Voile d’Isis e L’Initiation. Si avvicinò successivamente a Julius Evola, collaborando attivamente con le riviste Ur, La Torre e Diorama Filosofico. Tradizionalista e anti-modernista, accusò l’Europa del suo tempo di essere divenuta scientista e di soffocare la ricerca spirituale dell’uomo, ma si orientò sempre più verso una esasperata visione cristocentrica, appiattendosi sulla dottrina di Santa Romana Chiesa e dei suoi dogmi. Il suo non volersi piegare alla modernità, a un progresso anti-umano e alle degenerazioni della mondanità, lo portò a trovare rifugio sulle montagne piemontesi, dove visse quasi da asceta e eremita gli ultimi trent’anni della sua vita. La presente nuova edizione della sua opera La Tradizione Primordiale è corredata da un saggio introduttivo in cui Nicola Bizzi si focalizza sui limiti e sulle contraddizioni del pensiero di un personaggio comunque da riscoprire.
La potente voce della dea. 5 monologhi teatrali sul femminile integrato
Libro: Libro in brossura
editore: Aurora Boreale
anno edizione: 2022
pagine: 108
Questo libro è un potente atto d’amore e uno straordinario strumento di consapevolezza e di risveglio. Ve ne accorgerete leggendolo. Un libro pensato per dare voce al teatro in un momento in cui non vi sono altri modi per fare passare messaggi boicottati dal mainstream. Le autrici, attive nel gruppo ScuolAgire Italia, hanno espresso la propria creatività in un momento storico in cui sembrava che ogni occasione fosse buona per stroncarla. Significativa la scelta di personaggi femminili poco conosciuti, alcuni mitici o entrati nel mito, altri assolutamente reali, che con il loro esempio di donne, madri e lavoratrici stanno dando lustro alla nostra storia. La potente voce della Dea si compone di cinque monologhi pensati per il teatro, un teatro all’aperto o al chiuso, grande come un anfiteatro o piccolo come un salotto di casa, da leggere insieme, magari in cerchio, da condividere con chi si ama, per ritessere trame brutalmente spezzate negli ultimi due anni. La cultura è la migliore arma contro le tenebre dell’ignoranza. Quando il maschile e il femminile si integrano tutto diventa più facile, tutto ricomincia ad avere senso e vivere su questo pianeta diventa ancora più bello.
Isis, the Virgin of the world
Manly Palmer Hall
Libro: Libro in brossura
editore: Aurora Boreale
anno edizione: 2022
pagine: 62
Ercol, Cibele, Vesta e la Minerva. Le rime di Pietro dei Faitinelli
Nicola Bizzi
Libro: Libro in brossura
editore: Aurora Boreale
anno edizione: 2022
pagine: 54
Pietro dei Faitinelli, detto il Mugnone, nacque a Lucca nell’ultimo quarto del XIII° secolo, con tutta probabilità tra il 1280 e il 1290. È stato indubbiamente uno dei più interessanti poeti italiani di quel politicamente turbolento, ma culturalmente e letterariamente assai fecondo, periodo a cavallo tra il XIII° e il XIV° secolo. Ebbe una vita intensa e tumultuosa, caratterizzata dall’impegno politico nella parte guelfa e segnata dalla dolorosa esperienza dell’esilio. La sua produzione poetica, di cui ci restano diciassette sonetti e una canzone, molto si distanzia dallo spirito stilnovistico e da quegli accenti prettamente amorosi, anche in chiave mistico-simbolica, che tanto caratterizzarono le opere di molti autori del suo tempo, e ci offre un prezioso spaccato della società toscana basso-medioevale. Nei suoi versi predomina una marcata e pungente satira politica e sociale, derivante principalmente dalla disillusione di un uomo dal carattere forte, veemente e battagliero nei confronti della politica partecipata – alla quale per buona parte della sua esistenza aveva fermamente creduto – e dalle traversie politico-militari in prima persona dall’autore vissute.

