Artemide
Intersezioni. Ricerche di storia. Disegno e restauro dell'architettura
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2020
pagine: 384
Il volume raccoglie le ricerche presentate nei seminari organizzati fra il 2017 e il 2019 presso il Dottorato in Storia, Disegno e Restauro dell'Architettura di 'Sapienza' Università di Roma e ripercorre le tematiche approfondite nel corso di undici sessioni, relative a connotazioni e attributi dell'architettura (Proporzione, forma e struttura; Architettura, forma e funzione; Compiuto e incompiuto in architettura), contesti cronologici specifici (Novecento: progetto e cantiere; Architettura romana fra centro e periferia dell'Impero), dialettica teoretica endogena o esogena (Architettura e città; Architettura e arti visive), argomenti di dibattito attuali (Rappresentazione, costruzione e trasformazione della città; Superfici: materia e immagine; Architettura e concorsi; Effimero — e immateriale — in architettura). Le singole sezioni sono costituite da saggi afferenti ai settori scientifici della storia, del disegno, del restauro e della progettazione architettonica; sono inoltre concluse da riflessioni sintetiche, che sottolineano i nessi fra ricerche eterogenee per argomenti, approcci, metodi e finalità allo scopo di evidenziare le intersezioni disciplinari fra i contributi e favorire, più in generale, una positiva contaminazione tra ambiti distinti in relazione a temi comuni.
Il mostro bicefalo. Percorsi nell'eterologia di Georges Bataille
Marina Galletti
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2020
pagine: 176
«La storia intellettuale del Novecento in Francia, dagli anni Trenta in poi, - scrive Jacqueline Risset - dovrà probabilmente un giorno essere riscritta a partire da presenze meno note, meno evidenti, ma forse più attive e influenti di quelle consegnate dalla storia come centrali e decisive. In particolare a partire dalla presenza di Georges Bataille che non ha smesso, dal 1929 alla sua scomparsa, nel 1962..., di interrogare il suo tempo, di porre senza sosta, con straordinaria lucidità, le questioni fondamentali che ci troviamo a dibattere ancora oggi». Nel globo sempre più «malato di ricchezza» che è il nostro e alla luce del «limite» della «biosfera», una nozione di Bataille in particolare ci interpella: quella, cardinale, di «dépense improduttiva», modellata sull'energia in pura perdita del sole. Essa alimenta nella triplice forma di «manducazione, morte e riproduzione sessuata» l'intera sua opera e la sua stessa «economia generale» che, in antitesi con l'economia capitalista ancorata al principio dell'utile, fa lega con la nozione di «essere nell'istante».
Distretto X. Sguardi plurali sui musei: riflessioni sulle identità di genere
Libro: Libro rilegato
editore: Artemide
anno edizione: 2020
pagine: 112
Distretto X nasce come una sfida, con l’obiettivo di coinvolgere la comunità LGBTQIA+ e la realtà del territorio di Porta Venezia nella creazione di nuovi significati e di nuove letture sul tema dell’identità di genere. Il progetto vuole rispondere alle istanze contemporanee che, come espresso nella Convezione di Faro, devono riconoscere una responsabilità individuale e collettiva nei confronti dell’eredità culturale e, in linea di quando definito da ICOM, il museo è un’istituzione permanente al servizio della società, e del suo sviluppo, aperta al pubblico, che effettua ricerche sulle testimonianze materiali e immateriali dell’uomo e del suo ambiente. La risposta alle tante domande è avvenuta grazie all’incontro e allo scambio con le tantissime realtà presenti sul territorio milanese: ognuna ha fornito una parte della risposta. Distretto X è stato un quadro dipinto a più mani nel quale il potere è racchiuso nel processo. Il concetto chiave sotteso nell’azione è quello del dono e della condivisione, ai partecipanti agli incontri è stato chiesto di riflettere su un’opera scelta e di condividere una personale narrazione partendo da una riflessione di genere nata da un’emozione, un sentimento, una sensazione scaturita dall’incontro con l’opera. Condividere un proprio pensiero e renderlo fruibile è stato un dono volto alla creazione di nuovi significati che possano arricchire e moltiplicare le letture esperienziali delle opere o dell’esperienza delle fruizioni.
Il regno di Ammon
Francesco M. Benedettucci
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2020
pagine: 79
Oltre il patto autobiografico. Da Barthes a Coetzee
Lucia Fiorella
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2020
pagine: 159
Autobiografie al presente, in terza persona, anonime, fantastico-grottesche, autodenigratorie; e ancora: otobiografie, altrobiografie, autofinzioni, biografie e interviste fittizie. Sono solo alcune delle forme che eccedono la celebre teorizzazione di Philippe Lejeune, che con Il Patto autobiografico (1975) ha rifondato gli autobiographical studies; forme che costringono a estendere via via le definizioni e gli spazi letterari delle scritture della vita. Partendo da una ricognizione storiografica sull'impatto del post-strutturalismo (in particolare di Roland Barthes, Jacques Derrida e Paul De Man) sull'autobiografia contemporanea, Lucia Fiorella prende in esame questi casi-limite a livello sia teorico sia critico, illustrando gli aspetti sperimentali delle opere di grandi innovatori del genere, soprattutto J.M. Coetzee, ma anche di artisti come Emilio Isgrò e Christoph Schlingensief.
Vico Consorti 1902-1979. Sculture, monumenti, decorazioni, progetti
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2020
pagine: 256
Il volume ripercorre criticamente l'intera attività dello scultore senese Vico Consorti, a partire dal cospicuo materiale documentario conservato nell'archivio dell'artista, recentemente donato al Dipartimento di Scienze storiche e dei Beni culturali dell'Università di Siena, arricchito ora da acquisizioni originali frutto di nuove ricerche in Italia e all'estero, da Siena a Roma, da Oropa a Bogotá. Quella di Consorti è una personalità artistica apparentemente lineare e aproblematica, la cui vicenda si svolge, per oltre cinquant'anni, all'insegna di una fedeltà al "vero" e alla leggibilità dell'immagine che si iscrive entro i canoni di una mai contestata adesione alla continuità della tradizione. In realtà si tratta di un percorso creativo assai complesso da ricostruire e talvolta da interpretare, alla luce delle varie stagioni che videro Consorti impegnato in contesti storici, politici e culturali molto diversi e anche geograficamente assai distanti tra loro. Dopo la formazione senese negli anni Venti tra simbolismo e tardoliberty, Consorti raggiunge la maturità artistica nella Roma negli anni Trenta, decennio che lo vede coinvolto in diversi e importanti cantieri di regime nella capitale ma anche a Livorno, a Napoli e nella stessa Siena. Con il ritorno a Siena nel dopoguerra, ha inizio per Consorti la fortunata sequenza di significative commissioni d'arte sacra, che dopo la Porta della Riconoscenza nel Duomo senese trova con la Porta Santa per San Pietro in Vaticano la realizzazione più prestigiosa. Negli anni Cinquanta lo scultore trascorre un lungo periodo a Bogotá, dove raggiunge l'architetto Mazzoni per affiancarlo in una serie di lavori a carattere monumentale: un soggiorno problematico ma anche ricco di stimoli e opportunità. Nell'ultima fase di attività, rientrato definitivamente a Siena, Consorti non solo è l'artista di fiducia del conte Chigi Saracini, ma attraverso la sua scultura intrattiene anche un intenso dialogo con la città e le Contrade. È proprio in questa diversità di committenze e di condizioni lavorative, e di conseguenti esiti creativi, che la vicenda di Consorti appare emblematica della complessità del "mestiere d'artista" nelle mutevoli stagioni dell'Italia novecentesca, dal ventennio fascista agli anni della ricostruzione e oltre. Saggi di Marcella Cattaneo, Davide Lacagnina, Marta Lonzi, Martina Marolda, Stefano Moscadelli, Francesca Petrucci, Luca Quattrocchi, Livia Spano.
Sistina e Cenacolo. Traduzione, citazioni e diffusione
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2020
pagine: 416
In che modo i mezzi di traduzione visiva e riproduzione seriale hanno alimentato e trasformato il mito de L’Ultima cena di Leonardo in Santa Maria delle Grazie e gli affreschi della Cappella Sistina di Michelangelo? Partendo da questa domanda il volume offre un’approfondita indagine storico-critica comparativa circa l’utilizzo della stampa, della fotografia, del mezzo cinematografico, di quello televisivo, del web, del re-enactement performativo e della realtà aumentata, come tecniche e strumenti che hanno modificato e ampliato la conoscenza di due opere celeberrime dell’arte italiana tramite diversificate forme di derivazione. In particolare vengono studiate le potenzialità visive e narrative dell’immagine in movimento, considerando sempre il suo rapporto con l’originale che produce altre forme d’arte. Il volume raccoglie saggi critici di studiosi di varie discipline, un omaggio a Leo Steinberg con un testo inedito sulla Creazione di Adamo, riccamente illustrato dalle immagini tratte dalla collezione dello storico dell’arte scomparso nel 2011 e un catalogo ragionato dei materiali audiovisivi prodotti dal secolo XX ad oggi sul Cenacolo e sugli affreschi michelangioleschi della Sistina. Introduzioni di Barbara Jatta, Gianni Canova, Paolo Giovannetti. Saggi e contributi di: Maria Francesca Bonetti, Tommaso Casini, Silvia Cecchini, Gianluigi Colalucci, Irene Sofia Comi, Nino Criscenti, Daniele Di Cola, Paola Di Giammaria, Rosanna Di Pinto, Alberto Fabbiano, Giovanni Fiorentino, Francesco Galluzzi, Virginia Lupo, Pierandrea Villa.
Decorare i palazzi da Raffaello a Zuccari
Giovanna Sapori
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2020
pagine: 336
Come l'architettura costruita o rinnovata del palazzo, la decorazione pittorica degli interni rispondeva ad un progetto di affermazione e di promozione del committente, ad un progetto di vita. Anche nella sua realizzazione il fattore tempo assumeva una importanza specifica, tanto più se interveniva una improvvisa accelerazione per scadenze connesse a nomine, matrimoni o arrivi importanti. La garanzia da parte degli artisti dei tempi di consegna dei lavori, dopo o insieme, da parte del committente, alle inclinazioni del gusto artistico, alle disponibilità finanziarie, ai rapporti, al contesto, era uno dei criteri che potevano orientare la scelta del pittore. Anche nel periodo qui preso in considerazione, si può in generale osservare che il registro per l'incarico era molto vario.Vi sono artisti di riconosciuto talento, incluso quello organizzativo, come Perino del Vaga,Taddeo Zuccari o Vasari, garanti non solo di alta qualità ma anche di rapidità di esecuzione. Ad una fascia decisamente inferiore appartengono i "pratici", gli impresari-pittori, i direttori di cantiere come, ad esempio quell'Adriano Spineo che nel 1555-1556 riceve i pagamenti per il gruppo, composto da Taddeo Zuccari, Leonardo Cungi e Francesco da Siena, al lavoro nell'appartamento del cardinale Carafa nelTorrione dei PalazziVaticani. In Appendice: un censimento di 1.500 numeri tratto dai documenti di archivio (1540-1570) sul lavoro di pittori e stuccatori nei maggiori palazzi romani (collocazione e tipo di intervento, cronologia, compensi), a cura di Patrizia Di Benedetti e Alessandro Giammaria
Proust in progress 1971-2015. Ediz. italiana e francese
Jacqueline Risset
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2020
pagine: 256
Coniugando la lezione della linguistica, della psicanalisi e della sociologia del sacro, Jacqueline Risset ci apre alla figura straordinariamente attuale di un Proust post-cristiano, convocandoci ad una lettura «iniziatica», in cui l’io narrante ci conduce al «cuore oscuro della verità», lungo i sentieri rivelatori di una «discesa agli inferi». Nel crogiolo della sua scrittura – afferma Yves Bonnefoy – “À la recherche du temps perdu” raccoglie l’oro di istanti un tempo pienamente vissuti. Questo grande libro è, più esattamente, un poema in prosa, il più vasto che la storia delle lettere conosca. E Jacqueline Risset lo attesta, quando talora, tra questi saggi francesi e italiani raccolti qui per la prima volta, lo accosta alla “Divina Commedia”, il più grande poema in versi. “Recherche e Commedia”, due itinerari dell’anima di uguale vastità e sguardo, prendono allora a parlarsi da una riva all’altra del pensiero dell’Occidente.
La frontiera nord-orientale dell'impero ittita. Uno studio sulla provincia di Tapika e sulle terre del fiume Kummesmaha
Antonio Carnevale
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2020
pagine: 160
Questa pubblicazione continua la nuova collana di studi archeologici "Atlante del Vicino Oriente antico" in collaborazione con Sapienza Università di Roma - Dipartimento di Scienze dell'Antichità di cui il primo numero è stato "Il Paese di Moab nell'età del ferro". Il volume di Antonio Carnevale sulla frontiera nord-orientale dell'impero Ittita, è il secondo numero a carattere monografico dell'"Atlante del Vicino Oriente antico", un nuovo progetto scientifico, didattico ed editoriale del Dipartimento di Scienze dell'Antichità al quale partecipano archeologi, storici e filologi orientalisti della Sapienza Università di Roma. Questa monografia continua il nostro viaggio sul micro e sul macro-spazio delle culture orientali antiche, delle loro percezioni spaziali e temporali e dei nostri tentativi contemporanei di collocarle all'interno di categorie identitarie, territoriali. A più di un secolo dalla nascita della disciplina, è possibile affermare senza esitazioni che le nostre conoscenze riguardanti la geografia ittita sono ancora molto lontane dal potersi definire soddisfacenti. Il problema fondamentale non si deve individuare tuttavia nell'impossibilità di posizionare alcuni insediamenti su una mappa, ma nella derivante limitazione alla comprensione della storia ittita che necessariamente implica l'assenza di determinate informazioni spaziali. È allo scopo di avvicinarci a questi risultati che ci apprestiamo a tentare una (ri)catalogazione di tutte le informazioni riguardanti la provincia dell'antica città di Tapika e le sue immediate vicinanze.
Leggere le copie. Critica e letteratura artistica in Europa nella prima età moderna (XV-XVIII secolo)
Libro: Libro in brossura
editore: Artemide
anno edizione: 2020
pagine: 320
L’analisi del fenomeno della copia e della riproducibilità artistica è un argomento di crescente interesse nel contesto degli studi storici più recenti volti a recuperarne quei valori e significati a lungo negati dalla critica del Novecento. Il volume si propone di inquadrarne il ruolo nelle arti figurative della prima età moderna dal punto di vista delle fonti testuali, dalla storiografia artistica alla trattatistica tecnica, tra primo Umanesimo e Illuminismo. Lo sguardo proposto mira a leggere copie e riproduzioni ponendo a confronto le riflessioni nell’ambito specifico della letteratura artistica con quelle offerte dalle altre discipline umanistiche, dalla letteratura antica e moderna, alla teoria dell’architettura, e al contempo mira a ricontestualizzare e a restituire le riflessioni critiche e materiali sulla copia tra Italia, Spagna e resto d’Europa, indagando anche fonti e casi di studio sino ad oggi meno noti.
Villa Wolkonsky. Storia della collezione di antichità
Raffaella Bucolo
Libro: Copertina morbida
editore: Artemide
anno edizione: 2020
pagine: 176
La Villa Wolkonsky, oggi residenza dell'Ambasciatore britannico a Roma, custodisce nel suo giardino una ricca collezione di marmi di età romana, patrimonio storico e artistico di valore. Grazie a recenti restauri è stato possibile documentare per la prima volta in modo completo l'intera raccolta di antichità e indagarne la storia, dalla formazione fino all'esposizione odierna. In questo volume si sono ripercorse le vicende stesse della Villa e dei suoi proprietari, in particolare i principi Wolkonsky, grandi amanti della cultura e figure centrali per la nascita e l'incremento della collezione a partire dai primi decenni dell'Ottocento. Attraverso lo studio di documentazione storica e di archivio è stato ricostruito ogni momento riguardante la raccolta e i marmi antichi, dalle provenienze archeologiche e collezionistiche, all'esposizione nel giardino romantico. La Villa fu luogo di incontro per scrittori, artisti e visitatori, di cui si sono riportati gli ammirati commenti e le descrizioni; fu anche investita dai lavori della fervente urbanizzazione postunitaria, durante i quali avvennero numerose scoperte archeologiche e il rinvenimento di vari reperti, in parte confluiti nella collezione stessa. Sede diplomatica prima tedesca, poi inglese, Villa Wolkonsky divenne luogo di rappresentanza, dove la collezione continua ad essere motivo di pregio.

