Controluce (Monte Compatri): Dialetti
Il dialetto monticiano nella poesia di Tarquinio Minotti
Elena Campolongo
Libro: Libro rilegato
editore: Controluce (Monte Compatri)
anno edizione: 2017
pagine: 160
In questo lavoro si analizzano i principali tratti linguistici del dialetto monticiano, fino a ora poco studiato e di cui non esistono attestazioni antiche, attraverso il corpus poetico di un autore contemporaneo, Tarquinio Minotti, il quale pubblicò “Ricordi, cronaca e poesie in dialetto monticiano” nell’ultimo decennio del Novecento. La poesia dialettale di Tarquinio Minotti rappresenta una testimonianza importante: la presenza contestuale all’interno del corpus di tratti linguistici piuttosto antichi e di sviluppi recenti lascia intuire che ci si trova di fronte a un momento di transizione linguistica intimamente legata alla trasformazione che la società monticiana sta vivendo da qualche decennio non solo per via dell’immigrazione sia interna che estera, ma anche grazie alla crescente scolarizzazione dei suoi abitanti. Veramente pochi sono oggi i dialettofoni puri e proprio per questo risultano interessanti gli italianismi che emergono dallo spoglio del corpus, risultato di un dialogo continuo tra italiano e dialetto, un’interazione che pian piano sta producendo quella nuova «gamma di varietà e di registri, che rappresenta la reale novità della situazione attuale».
Racconti inediti in dialetto monticiano. Il dialetto di Monte Compatri
Tarquinio Minotti
Libro: Libro rilegato
editore: Controluce (Monte Compatri)
anno edizione: 2017
pagine: 80
I dialetti rappresentano una ricchezza culturale della memoria popolare italiana. Da essi si trae il racconto di momenti di grande partecipazione collegata a conoscenze, prassi e comportamenti legati alle attività e alla cultura di uomini e donne che nei secoli si sono raffrontati con un territorio aspro. Il dialetto è un patrimonio che, essendo basato sulla memoria, viene trasmesso oralmente ed è allacciato alla realtà di piccole comunità che tramite esso ne conservano la tradizione. L’assenza di regole scritte e la pratica quotidiana, aperta alla contaminazione di altri dialetti e all’ingresso di nuove parole, determina un pesante rischio di scomparsa o di forte snaturamento. Con questa nuova pubblicazione Tarquinio propone una serie di racconti inediti ma – ciliegina sulla torta – alla fine del libro è riportata una esposizione di Maurizio Dardano – professore di storia della lingua italiana dell’Università degli Studi di Roma Tre – dal titolo esplicativo: “Note sul dialetto di Montecompatri”. Nella disamina il professor Dardano commenta i racconti di Tarquinio Minotti ed espone un esame attento e minuzioso del dialetto monticiano.
Storielle paesane de lu Monde e de 'ndurnu
Franco Raponi
Libro: Libro rilegato
editore: Controluce (Monte Compatri)
anno edizione: 2016
pagine: 128
"Appartengo a una famiglia di gente che racconta. Siamo cresciuti tra le storie dei nonni paterni e materni, a noi bambini piaceva fare il teatro nelle lunghe serate d’estate che passavamo in campagna e i miei ricordi d’infanzia comprendono in gran parte un piatto di dolci, un ciambellone caldo, una cucina rumorosa e qualcuno che chiacchiera, ridacchia e racconta mentre prepara da mangiare. Per cui non mi stupisco che qualcuno finalmente abbia deciso di mettere per iscritto quelli che non rappresentano solo un bellissimo pezzo della storia della mia famiglia, ma raccontano proprio un passato diverso, semplice e autentico, che sembra cosi lontano dai tempi moderni. E ricordo perfettamente il modo in cui parlavano i miei nonni tra di loro, e con i loro figli. E quando noi piccoli timidamente provavamo a masticare qualche parola di dialetto, la risposta stupita di mia nonna era sempre “ma che nde ce mannu a la scòla?” Perché il dialetto rappresentava la lingua imperfetta delle persone umili, di chi non aveva potuto studiare, mentre loro erano così orgogliosi che noi delle giovani generazioni potessimo studiare e ottenessimo qualche buon voto... ." (Ilaria Raponi)
«Qua vota» 'n dialettu
Anacleto Schina
Libro: Copertina rigida
editore: Controluce (Monte Compatri)
anno edizione: 2016
pagine: 96
Le 'liriche' contenute nel libro sono profonde, alcune addirittura fiabesche. Popolate di luoghi, di avvenimenti e di usanze che il progresso ha spietatamente cancellato, ma che Leto ci restituisce in forma quasi onirica, conducendoci per mano al ritrovamento del tempo perduto. In ogni poesia, qualunque sia l'argomento che tratta (la ciumaca, la fiera, lu sorellu, monde salomone...), c'è un soffio di quella vita genuina che un tempo aleggiava su Monte Compatri e sui paesi limitrofi, non ancora contraffatta dall'aggressione della cosiddetta civiltà dei consumi. La scrittura semplice, lineare, priva di qualsiasi orpello intellettualistico è il vero valore aggiunto di questa raccolta e le conferisce quel tocco di schiettezza paesana che sembra quasi sbocciare dalla coscienza collettiva di tutti i monticiani.

