Affinità Elettive Edizioni: I quaderni di Atena
«E quinci il mar da lungi, e quindi il monte». Poeti e luoghi
Umberto Piersanti, Sara Serenelli
Libro: Libro in brossura
editore: Affinità Elettive Edizioni
anno edizione: 2025
pagine: 178
Finalmente una regione si accorge della poesia, le Marche. Quest’ultime sono terra di borghi, borghi tra i più belli d’Italia fraterni a quelli umbri e toscani. Era dunque importante legare la poesia ai borghi che costituiscono il carattere fondamentale della regione. Il paesaggio è stupendo, dai colli aspri del Montefeltro immortalati nelle tele di Giovanni Santi, di Timoteo Viti, di Raffaellin del Colle e tanti altri a quelli più morbidi e pacati dell’anconetano e del maceratese. L’Appennino costituisce la linea d’orizzonte per tutta la regione. Sono i monti azzurri, quelli di Leopardi.
Se mai vedi quel paese
Umberto Piersanti, Andrea Lepretti
Libro: Libro in brossura
editore: Affinità Elettive Edizioni
anno edizione: 2024
pagine: 132
Il fanese Jacopo del Cassero incontra Dante in Purgatorio. E gli si rivolge con l’espressione: “Se mai vedi quel paese / che siede tra Romagna e quel di Carlo”. Dal momento che il dominio di Carlo II d’Angiò si estendeva dall’Abruzzo alla Sicilia, è come se il grande fiorentino avesse detto quel paese che sta tra Romagna e Abruzzo. Definizione sostanzialmente esatta anche per i nostri tempi. Dunque, c’è un’identità in questa regione al plurale, spesso negata, che ha radici antichissime. Umberto Piersanti ne esplora il paesaggio attraverso i secoli nei dipinti e nella letteratura. Lo fa con uno spirito non localistico: in questa terra di mezzo operarono artisti di tutte le parti d’Italia e oltre. Dunque, lo sguardo su una terra, di mezzo e di confine, vista nel complesso della civiltà italiana ed europea. Nel racconto di Lepretti il Montefeltro diventa una patria poetica, una terra di scelta e di elezione, in contrasto con il richiamo del vasto mondo rappresentato da Bologna. Un libro questo dove locale e universale si incontrano e si compenetrano. Del resto, il grande Paolo Volponi soleva dire che in Italia niente è più universale del locale.
Nell'antico Ducato. Dodici racconti
Umberto Piersanti
Libro: Copertina morbida
editore: Affinità Elettive Edizioni
anno edizione: 2022
pagine: 112
Una prosa straordinaria, diretta, veloce, quella di Piersanti in questi racconti dedicati alla sua terra, ma nello stesso tempo di un'intensità lirica totale. Non si tratta di prosa lirica: in modo non molto dissimile dal Pavese di "La luna e i falò", è piuttosto l'occhio dell'autore a essere un occhio di poeta. Uno sguardo che si palesa nel rapporto viscerale con la terra, gli alberi, i ceppi, i profumi. È la natura che il poeta urbinate ha conosciuto nell'infanzia e che la memoria ha trasformato in mito, in un "altrove": quella dei canestri di vimini, dei carri di buoi, delle anime dei boschi, dei folletti nelle fonti che popolano i racconti di chi ha abitato "la casa in fondo al fosso". Una natura che non è mai solo uno sfondo, ma è sempre parte del quadro: boschi, querce, ornelli, scotani fiammeggianti, tutto si muove dentro una conoscenza empatica che non è quella del botanico, ma di chi ha un rapporto quasi panico con la natura. Poiché la terra è concretezza, è la donna che accoglie e prende. È la natura bellissima e atroce, una vera e propria patria poetica, come quella di un suo indimenticabile verso, è "l'eterno, scontato, stupendo passo delle stagioni".
Gianni, il civismo è il profumo della vita. Parole e gesti, sguardi e paesaggi odorosi di Gianfranco Giannini, figlio del Montefeltro
Valentina Galli, Salvatore Giannella
Libro: Libro in brossura
editore: Affinità Elettive Edizioni
anno edizione: 2022
pagine: 316
«Cade a proposito il tema umano del civismo di Gianni, che questo libro evoca in suo nome, giocando sul cambio di ruolo con il famoso ottimismo di Tonino Guerra» (Luca Cesari). «Gianni Giannini era un uomo dalla vita profumata: di fiori gialli, pane e arte. Se ne stava al lato della piazza di Pennabilli, nell'amato Montefeltro, con la camicia rosa che gli andava larga, i polsini ripiegati all'interno. Agitava la mano benedicente, l'indice esile indicava sempre qualcosa di nuovo. Era stato un cacciatore di bellezza e quando non la trovava, la creava lui. Aveva fatto del suo borgo una capitale estetica… » (Gabriele Romagnoli).

