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Sellerio Editore Palermo: Il contesto

La peggior specie

Maurizio Torchio

Libro: Libro in brossura

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2026

pagine: 262

Una serie di video scioccanti girati in uno dei più grandi allevamenti e mattatoi del Piemonte, la ValCarni, raggiunge le tv nazionali e diventa di dominio pubblico. Si vede la breve vita infelice degli animali, la brutalità della catena di montaggio che stordisce, sbeffeggia, tortura, per trasformare un mammifero in una bistecca. Un investigatore privato, uno specialista, viene contattato e assoldato dall’azienda. Dovrà infiltrarsi tra gli operai e gli attivisti del posto per scoprire chi abbia divulgato illegalmente quelle immagini. È un’indagine difficile, piena di menzogne e omissioni, di incontri clandestini con informatori incappucciati e militanti dei movimenti ambientalisti. Ne emerge un malcontento violento, un disagio che divide e ferisce le persone, un dolore profondo che accomuna umani e non umani, le persone che provano a costruire un mondo diverso, quelli che se ne fregano, gli animali liberi e quelli implacabilmente destinati al macello. Sullo sfondo le Langhe di questi anni, le colline di un Piemonte dal sapore arcaico che al tempo stesso sono una Disneyland del gusto e del lusso, dove accanto alla vita artigianale di cascine e piccoli borghi convivono capannoni e templi high-tech innalzati al dio della produttività. In La peggior specie capitalismo, paesaggio industriale, lotta no-tav, antispecismi e vegetarianesimo assumono il tono di una discesa agli inferi tra corpi e sangue, dove l’unica bestia dalla quale difendersi è l’uomo. Tramite una lingua raffinata e spietata, Torchio regala ai lettori una narrazione originale e perturbante su alcuni dei grandi temi che accendono il nostro presente. Un romanzo potente, lucido e rigoroso, frutto di quasi tre anni di ricerche vissute anche sul campo.
16,00

Valanga

Raphaël Haroche

Libro: Libro in brossura

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2026

pagine: 180

Autunno 1989. Léonard e Nicolas sono di fronte a un abisso terrificante: hanno appena perso la madre, morta improvvisamente in un incidente. I due fratelli, orfani e spaesati, vengono accolti in un collegio per famiglie benestanti che sorge sul fianco di un’imponente montagna in Svizzera. Da quel momento in poi, nulla sarà più come prima. Nicolas, bambino prodigio del pianoforte, ha soltanto dodici anni, ed è grazie al suo talento se vengono ospitati nel collegio svizzero; Léonard, invece, è appena adolescente, un quindicenne senza più alcun punto di riferimento, improvvisamente costretto a prendersi cura del fratello. Tutt’intorno a loro la realtà assume via via tratti sempre più irriconoscibili, scivola verso un futuro incerto e spaventoso, con la caduta del Muro e quella di Ceausescu, i confini del mondo in cui sono cresciuti diventano incerti, le pochissime sicurezze crollano. E Léonard, di fronte a tutto questo, si ostina a erigere un muro tra sé e gli altri: si scopre incompreso, crudele, cinico, mentre i pericolosi giochi dell’amore e della morte si intrecciano tutt’intorno. Tra lampi di tenerezza e improvvisi scatti di crudeltà, questo romanzo singolare e malinconico si fa cronaca fedele e struggente dell’adolescenza con le sue turbolenze emotive, la violenza, le difficoltà e le paure, la folgorante comparsa dell’amore e il peso insostenibile delle responsabilità. Con Valanga, Raphaël Haroche ci consegna un romanzo che mette insieme Salinger e Palahniuk, un racconto vivo e autentico, punteggiato di nostalgia e di tenerezza, scritto con una lingua affilata e pieno di verità.
16,00

Le belve

Clara Usón

Libro: Libro in brossura

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2026

pagine: 320

Conosciuta come la Tigre, Idoia López Riaño fu una delle più sanguinarie terroriste dell’ETA (Euskadi ta Askatasuna, «Patria basca e libertà») e la più capace di catalizzare l’attenzione dei media, tanto per i suoi attentati quanto per la sua bellezza. La sua storia, costellata di chiaroscuri, si intreccia con quella di Miren, un’adolescente che si sforza di apparire normale in una famiglia che normale non è, con un padre temuto, un poliziotto della vecchia scuola invischiato nei GAL, i Gruppi antiterroristici di liberazione, squadroni della morte composti da poliziotti spagnoli in borghese e da ex militanti franchisti. Sono gli anni Ottanta nei Paesi Baschi: anni di piombo e della guerra sporca tra terrorismo dell’ETA e terrorismo di Stato. Ovunque Miren posi lo sguardo – sugli amici, sul ragazzo che le piace, persino su suo padre – tutti appaiono divisi, costretti a schierarsi da una parte o dall’altra, come belve feroci in una lotta fino alla morte. Clara Usón torna dopo La figlia ad approfondire la frivolezza del male in un romanzo documentato con minuzioso rigore, che nel suo riuscito equilibrio tra fatti reali e invenzione letteraria mantiene il lettore con il fiato sospeso. Sguardo profondo sull’intimità del terrorismo, Le belve ritrae con intensità una generazione scossa dalla violenza, incarnata in due donne le cui vite si legano indissolubilmente a un assassinio irrisolto, nel cuore di una guerra sporca in cui vennero scritte alcune delle pagine più abominevoli della storia recente.
17,00

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