L’età della Restaurazione vide approfondirsi la distanza fra Stato e società e aggravarsi il problema della relazione fra i due poli. Le formazioni italiane preunitarie rivendicavano poteri assoluti mentre emulavano la monarchia amministrativa napoleonica, rafforzando il governo senza procurarsi una legittimazione radicalmente nuova. La tensione derivante da questa scelta e dalla conseguente esclusione di gran parte della società dalla sfera politica chiamò in causa l’amministrazione di polizia. A questa i poteri pubblici delegarono un complesso di compiti, mossi al contempo dagli intenti repressivi severamente contestati dalla memorialistica risorgimentale e dalla necessità di ottenere franchi riscontri dai governati, senza cedere alle moderne istanze costituzionali. Il tema è affrontato dapprima focalizzando il caso del Regno Lombardo-Veneto e della sua famigerata polizia, poi aprendo all’area italiana con un sondaggio delle teorie e dei saperi condensati nella manualistica professionale.
Polizia e statualità nel primo Ottocento: l'esperienza lombardo-veneta e la cultura
| Titolo | Polizia e statualità nel primo Ottocento: l'esperienza lombardo-veneta e la cultura |
| Autore | Simona Mori |
| Collana | Stato, esercito, controllo del territorio |
| Editore | Rubbettino |
| Formato |
|
| Pagine | 274 |
| Pubblicazione | 09/2017 |
| ISBN | 9788849851977 |

