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George Harrison. Il beatle riluttante

George Harrison. Il beatle riluttante
Titolo George Harrison. Il beatle riluttante
Autore
Traduttore
Editore Caissa Italia
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 368
Pubblicazione 2026
ISBN 9788867292172
 
25,00 €

 
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George Harrison è stato il Beatle più enigmatico: il "quiet one", il chitarrista sempre un passo indietro rispetto a Lennon e McCartney. Ma quella discrezione forzata celava in realtà una personalità complessa, inquieta e profondamente determinata a trovare la propria voce. Philip Norman ricostruisce in vivace dettaglio la parabola di Harrison: dall'infanzia a Liverpool alla conquista del mondo con i Beatles, dalle frustrazioni creative all'esplosione artistica della carriera solista, fino alla ricerca spirituale che ha segnato la sua maturità. Attraverso testimonianze, aneddoti e un ritratto umano che non indulge al mito, emerge un artista dalle molte contraddizioni che ha lasciato un'impronta unica nella cultura contemporanea. E se il suo contributo alla musica è sotto gli occhi di tutti - con i suoi riff definitivi, canzoni cult comeSomething e While my guitar gently weeps, e un album triplo da leggenda - la sua rivoluzione è passata anche per il giardinaggio, il cinema e, soprattutto, la filantropia. Perché dove ha messo le mani George Harrison nulla è più rimasto come prima. «George faceva da catalizzatore. Portava una certa calma tra questi due caratteri forti [Paul e John]. Lo si notava proprio perché non si metteva in mostra. Quando faceva un assolo, non c'era un "guardatemi" nel suo modo di porsi; diventava un tutt'uno col pezzo che stava eseguendo. Fuori dal palco era un ragazzo impertinente e vanitoso ma era anche calmo e divertente, dava sempre l'impressione di essere un tipo con i piedi ben piantati per terra. Qualcosa di lui ti faceva capire che aveva una buona famiglia alle spalle, che aveva dei bravi genitori e che era cresciuto nell'affetto.» Klaus Voormann «George era un po' un tipo solitario, in realtà. John e Paul gareggiavano l'uno contro l'altro, la loro collaborazione era più una competizione; uno proponeva qualcosa e l'altro diceva: "Ehi, posso fare un po' meglio di così." George invece non aveva nessuno con cui lavorare, aveva solo sé stesso.» (George Martin)
 

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