Ci sono raccolte poetiche che non chiedono soltanto di essere lette: vogliono essere attraversate. La silloge di Mite Balduzzi è una di queste. Ogni sezione, ogni testo, appare come una soglia che immette nel territorio mobile di un io lirico in costante ridefinizione, impegnato nell’indagine del sé, del legame con l’altro, del proprio destino di essere umano gettato nella vita. Fin dalle prime pagine, la voce di Mite Balduzzi si impone per la sua originale duplicità: essenziale e insieme visionaria, diretta ma nutrita di simboli, accessibile eppure stratificata. È una poesia che cerca la radice e la vertigine, il battito e il silenzio. La prima caratteristica che colpisce è la musicalità spezzata, ottenuta attraverso un uso calibrato dell’enjambement, della sospensione, della frammentazione del verso. Mite Balduzzi sembra costruire la sua lingua per stratificazioni successive, quasi temesse che una parola intera detta tutta d’un fiato possa tradire il fragile equilibrio dell’interiorità.
Vivo. Poesie molecolari e disaggregate
| Titolo | Vivo. Poesie molecolari e disaggregate |
| Autore | Mite Balduzzi |
| Argomento | Poesia e studi letterari Poesia |
| Collana | Nuove voci |
| Editore | Gruppo Albatros Il Filo |
| Formato |
|
| Pagine | 124 |
| Pubblicazione | 01/2026 |
| ISBN | 9791223615324 |

