Un saggio autobiografico che, partendo dall'esperienza dell'autrice di origini iraniane, esplora il tema della diaspora. Una diaspora "bastarda" perché rifiuta ogni tentativo di omogeneità: identitaria, ideologica e affettiva. Vivere nella frattura tra mondi diversi permette di vedere la complessità, laddove lo sguardo occidentale preferisce una semplificazione stereotipata e coloniale, che alimenta l'islamofobia. Al centro del saggio c'è l'attacco all'Iran e la lotta del suo popolo per l'autodeterminazione; il concetto del "salvatore bianco" e il femminismo liberale; la diaspora "utile" e la narrazione distorta in cui donne e comunità queer diventano "vittime perfette", pretesti per giustificare la violenza. A fronte di ciò, l'autrice risponde con una riflessione sulla costruzione di reti di solidarietà e sulla non monogamia come scelta personale e politica, prima di tutto postura ribelle rispetto al potere patriarcale e a una normatività preconfezionata che decide sui corpi e sulle vite.
Diaspora bastarda. Iran, decolonialità e relazioni disobbedienti
in uscita
| Titolo | Diaspora bastarda. Iran, decolonialità e relazioni disobbedienti |
| Autore | Marina Misaghinejad |
| Collana | Le Sagge |
| Editore | le plurali |
| Formato |
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| Pagine | 200 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9791280559760 |

