C'è un gesto che inaugura la lunga transizione alla modernità politica prima ancora che essa disponga dei concetti per pensarsi come tale. È quello che compie Alessandro VI nel 1494 quando traccia una linea su una mappa ancora piena di zone vuote: la raya. Da quella linea nasce qualcosa di più profondo di una semplice spartizione coloniale. Non è una battaglia, né una rivoluzione, non una fondazione, ma è l'emergere di un piano astratto su cui tutto il resto potrà dispiegarsi. È qui che prende avvio la lunga transizione alla modernità: una trasformazione discreta e radicale del cosmo in spazio. Il cosmo e il piano segue quella trasformazione ripercorrendo la grammatica spaziale di mappe, immagini, oggetti-storia, fino alle foto di sonde interstellari, ricostruendo la formazione di quel trascendentale spaziale che ha reso possibile l'ordine politico moderno, ma anche le sue promesse di emancipazione e le sue violenze. Oggi che lo spazio si fa instabile, che eccede il piano che lo aveva reso governabile, continua tuttavia a essere attraversato dalle sue logiche. È in questa tensione che si situa il presente: tra un dispositivo che non regge più e l'impossibilità di pensare del tutto al di fuori di esso.
Il cosmo e il piano. Genealogia e dissoluzione dello spazio moderno
| Titolo | Il cosmo e il piano. Genealogia e dissoluzione dello spazio moderno |
| Autore | Marcello Boemio |
| Collana | Studia humaniora, 104 |
| Editore | Orthotes |
| Formato |
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| Pagine | 384 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788893145541 |

