Hans J. Morgenthau - padre, con Reinhold Niebuhr, del realismo politico americano - è una delle figure che hanno ridefinito il modo in cui guardiamo ai rapporti tra le nazioni. Questo volume raccoglie i suoi saggi chiave, svelando il filo conduttore di un pensiero spesso accusato di cinismo, ma in realtà profondamente umano. Morgenthau smaschera le illusioni e il moralismo del diritto internazionale e la fede ingenua nella scienza come bussola di un agire politico che resta, nella sua essenza, perenne lotta per il potere. Da questa premessa nasce la sua provocatoria "etica del male": non esiste la purezza morale, la vera responsabilità sta nel saper individuare il male minore e nel praticare la suprema virtù della prudenza. Quando gli Stati lo dimenticano e trasformano i propri interessi in crociate ideologiche, il rivale diventa un nemico da annientare. In questo cortocircuito, che spinse Morgenthau a opporsi alla guerra del Vietnam, la diplomazia cede il passo alla logica militare, mettendo in crisi i fondamenti morali e storici dell'Occidente. Sulla riflessione dell'autore pesa anche l'ombra dell'arma nucleare, che per la prima volta spezza ogni rapporto tra i fini strategici e la violenza necessaria a raggiungerli. Un testo che ci aiuta a capire l'eterno ritorno della politica di potenza e le forme che questa assume nel nostro presente.
L'eterno ritorno della politica di potenza
in uscita
| Titolo | L'eterno ritorno della politica di potenza |
| Autore | Hans J. Morgenthau |
| Curatore | L. Zambernardi |
| Traduttore | A. Canesso |
| Collana | Saggi, 195 |
| Editore | Scholé |
| Formato |
|
| Pagine | 320 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788828408123 |

