ll progetto è una sfida con l’unicità dello strumento utilizzato: la fotografia istantanea, in particolare la polaroid. Manipolare attraverso accostamenti, tagli, ricostruzioni, assemblamenti, scomposizioni e ricomposizioni un materiale su cui non si può più tornare indietro diventa un esercizio di pensiero lento, di attesa, di sfida, di paura anche, paura di sbagliare. Una necessità sicuramente è il riappropriarsi dell’errore non rimediabile e che non vuole essere rimediato. L’utilizzo dell’autoscatto diventa un modo per allontanarsi, ritrovarsi, riconoscersi e poi perdersi nuovamente. L’identità si specchia nella propria ombra, nel ricordo, nel sogno. Scrive a riguardo Monica Mazzolini: “Nel passaggio da istante a oggetto tangibile Francesca Della Toffola si trasforma in demiurgo. I suoi interventi sulle stampe evidenziano lo scavo psicologico che, oltrepassando i limiti della superficie e del corpo in essa imprigionato, creano nuovi limiti, un nuovo fulcro ed una differente misura ma anche inediti varchi e barriere, relazioni tra luce e oscurità.”
Nel buio ho trovato l'azzurro e l'oro
| Titolo | Nel buio ho trovato l'azzurro e l'oro |
| Autore | Francesca Della Toffola |
| Argomento | Arti, cinema e spettacolo Fotografia e fotografi |
| Editore | Autopubblicato |
| Formato |
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| Pagine | 96 |
| Pubblicazione | 10/2023 |
| ISBN | 9791221045642 |

