Tradizionalmente considerata come metodologia di indagine dotata di capacità intrusiva minore di quella concernente la captazione del contenuto delle conversazioni e delle comunicazioni, l'attività acquisitiva dei dati esteriori delle comunicazioni telefoniche e telematiche, sebbene di per sé estranea, per definizione, ai contenuti comunicativi, si rivela tutt'altro che "neutra"; dimostrando una marcata attitudine ad aggredire un'ampia cornice di diritti fondamentali (dal diritto alla segretezza sul fatto storico dell'intervenuta comunicazione, al diritto alla tutela della sfera privata, a quello alla libera determinazione dei propri dati personali). È allora doveroso, da parte del legislatore, superare l'assunto della modesta "invasività" di questo pur utile strumento di acquisizione probatoria, così come ben rimarcato dalla storica sentenza Digital Rights Ireland e Seitlinger della Corte di Giustizia dell'Unione europea, predisponendosi, al contempo, un intervento novellatore, lungo le coordinate segnate dai princìpi di legalità e proporzione, ispirato a criteri e modalità garantistiche, in piena conformità alla cornice dei valori costituzionali coinvolti.
L'acquisizione nel processo penale dei dati «esteriori» delle comunicazioni telefoniche e telematiche
| Titolo | L'acquisizione nel processo penale dei dati «esteriori» delle comunicazioni telefoniche e telematiche |
| Autore | Elena Andolina |
| Argomento | Diritto Diritto di specifiche giurisdizioni |
| Collana | Univ. Magna Graecia Catanzaro-Dipartimento di scienze giuridiche, storiche, economiche e sociali |
| Editore | CEDAM |
| Formato |
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| Pagine | 491 |
| Pubblicazione | 04/2018 |
| ISBN | 9788813365806 |

