Alla fine della Prima guerra mondiale, assieme all'Impero Austro-ungarico, spariva nel cuore dell'Europa Moresnet, un piccolo Stato neutrale, schiacciato tra Belgio, Germania e Paesi Bassi, che nel 1908 aveva scelto di adottare una lingua al di sopra delle parti. Non il francese, il tedesco o il nederlandese, ma un idioma facile e immediato creato da Ludwik Lejzer Zamenhof: l'esperanto. Una lingua che nell'intento del suo ideatore, non voleva offendere, non voleva sminuire o sovrapporsi agli altri idiomi nazionali, ma essere solo una sorta di arbitro imparziale per agevolare il dialogo e la risoluzione dei conflitti. Una lingua neutrale. Prefazione di Gianluca Volpi.
La lingua neutrale. Una voce fuori dal coro per ricostruire l'Europa
| Titolo | La lingua neutrale. Una voce fuori dal coro per ricostruire l'Europa |
| Autore | Camilla Peruch |
| Prefazione | Gianluca Volpi |
| Argomento | Scienze umane Storia |
| Collana | Iteranda, 34 |
| Editore | Kellermann Editore |
| Formato |
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| Pagine | 80 |
| Pubblicazione | 11/2020 |
| ISBN | 9788867670949 |

