Ogni pittura è paesaggio proprio perché c'è un io che la muove e che vi si muove all'interno. Freud distingueva bene l'Io dall'Es, cioè da quella parte incontrollata che è partecipe delle nostre pulsioni. L'Es è amorale, l'io si sforza di essere morale. Credo si possa dire che la pittura sia una pulsione che spinge costantemente l'Io verso i territori dell'Es. Il dipinto è la pronuncia dello sguardo sul paesaggio che appartiene più profondamente al pittore, che a suo modo ci invita con l'opera, a un nuovo guardarci dentro.
Il paesaggio dell'io
| Titolo | Il paesaggio dell'io |
| Curatori | A. Mello, N. Nuti |
| Argomento | Arti, cinema e spettacolo Storia dell'arte: stili artistici |
| Collana | Arte contemporanea |
| Editore | Masso delle Fate |
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| Pagine | 64 |
| Pubblicazione | 01/2012 |
| ISBN | 9788860392527 |

