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Dieci uccelli estinti e altri voli

in uscita
Dieci uccelli estinti e altri voli
Titolo Dieci uccelli estinti e altri voli
Autore
Traduttore
Collana Poesia, 4
Editore Ubiliber
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 112
Pubblicazione 2026
ISBN 9791256470983
 
16,00 €

 
0 copie in libreria
Il libro è di prossima pubblicazione
Disponibile dal 06-11-2026
Il libro si apre con i dieci uccelli estinti, una serie di poesie-ritratto ispirate a partire dai testi ottocenteschi del naturalista tedesco Alfred Brehm e dell'ornitologo inglese John James Audubon. Il procedimento è semplice e radicale: Abhinando estrae dalle descrizioni naturalistiche originali i passaggi più carichi di vita, le abitudini, i corteggiamenti, le stranezze, i difetti, e li isola sulla pagina fino a farne poesia. Il gallinaccio delle Hawaii che viaggia di notte. I pappagalli delle Seychelles che fanno tutto insieme, anche ammalarsi. Il nibbio delle Canarie che su ogni spiaggia dove vive impone il suo ordine. Martha, l'ultima piccione viaggiatrice, morta il primo settembre 1914 allo zoo di Cincinnati, che racconta in prima persona gli stormi che oscuravano il sole, i nidi abbattuti con le asce. Quello che emerge non è nostalgia né denuncia ma un qualcosa di più sottile, uno sguardo ricco di attenzione, che è poi lo stesso gesto contemplativo che il monaco pratica nel silenzio del monastero. Intorno agli uccelli si dispone un mondo animale più largo. Il lupo che osserva il branco da una distanza di diffidenza. Il gatto con il pelo irto in fondo alle scale. Il martin pescatore seduto tra le orecchie morbide di un asino sulla riva del torrente. La malvarosa che fiorisce nel bosco di castagni mentre Nino, l'asino, scappa all'ultimo momento. La natura in queste poesie non è mai sfondo né consolazione: l'interlocutrice. Abhinando ha spiegato in una conversazione con la poetessa Chandra Candiani, che firma la traduzione italiana e l'introduzione, che la poesia per lui è sempre stata uno strumento di indagine, è «la più possibile priva di censure». Non scrive pensando a un lettore né a un messaggio. Scrive per capire cosa accade dentro di sé. Solo quando il risultato gli sembra esteticamente valido e potenzialmente interessante per altri, considera la possibilità di condividerlo. Questo rigore, morale prima ancora che letterario, si sente in ogni verso: nessuna facilità, nessuna decorazione inutile, nessun conforto gratuito.
 

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