fbevnts Vendita online di DVD e libri di narrativa, tascabili, per ragazzi, professionali | Libreria Storielleria | Pagina 9
Vai al contenuto della pagina

Passigli: Passigli narrativa

Sotto l'attonita freddezza di questi occhi

Sotto l'attonita freddezza di questi occhi

Salvador Espriu

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2013

pagine: 117

Con il titolo "Sotto l'attonita freddezza di questi occhi" sono qui raccolti e tradotti per la prima volta in italiano sedici racconti di Salvador Espriu: una scelta organica ed esemplare, compiuta dalla giovane studiosa Amaranta Sbardella attraverso l'intero arco della produzione del grande scrittore catalano. La narrativa di Espriu colpisce immediatamente per la molteplicità di temi e di modi, unita a una straordinaria versatilità stilistica - e linguistica: Espriu è stato un vero campione del plurilinguismo - che lo pone tra i maestri del genere: dialoghi, monologhi, pseudotrattati, narrazioni in prima e terza persona, e personaggi e ambienti d'ogni genere e risma. Come scrive Gabriella Gavagnin nella prefazione, "tutta l'opera letteraria di Espriu avverte la tensione, enorme, tra la dispersione della realtà (...) e la ricerca di un percorso diverso, disagevole o labirintico, attraverso cui perseguire l'unità perduta". Una tensione che è drammatica ed umoristica insieme, un po' come è avvenuto da noi con Pirandello, un autore che certamente ha con Espriu diversi punti di contatto, anche per una comune, forte vocazione nel cogliere l'universale umano partendo dal particolare e persino, geograficamente, dal "locale". Da questi racconti di Espriu, infatti, sorge un ricchissimo campionario di tipi umani, che si muovono alla stregua di marionette in balia di forze più grandi di loro.
16,50

Giorno d'estate

Giorno d'estate

Irène Némirovsky

Libro: Libro in brossura

editore: Passigli

anno edizione: 2013

pagine: 154

Nell'ambito dell'opera di Irene Némirovsky, i cui romanzi sono stati pubblicati principalmente da Adelphi, la Passigli Editori ha in programma l'edizione integrale dei racconti, che costituiscono una dimensione particolarmente felice della sua narrativa. Dopo la raccolta "Siamo stati felici", pubblicata in questa stessa collana, vengono dunque qui riuniti con il titolo "Giorno d'estate" alcuni altri racconti inediti o poco noti, a testimoniare ancora una volta la grande capacità di Irene Némirovsky di penetrare nelle pieghe più riposte dell'animo umano. E se "Giorno d'estate", "Domenica" e "Natività" si presentano come tre delicati studi sulle diverse età della vita, con "L'inizio e la fine" e con "Vincoli di sangue" vediamo nuovamente prorompere la passione fino al sacrificio più estremo, che sia l'assassinio dell'amata o sia la devastazione della propria stessa vita, immolata sull'altare di un amore impossibile. Cinque racconti di straordinaria intensità, che per lucidità di analisi psicologica già rivelano la scrittrice che di lì a breve avrebbe pubblicato i suoi grandi romanzi - da "Due" a "I doni della vita", da "I cani e i lupi" a "I fuochi dell'autunno" - fino alla riscoperta del suo capolavoro scampato alla deportazione ad Auschwitz, quella "Suite francese" che è stata uno dei maggiori successi internazionali di questi ultimi anni.
14,50

Siamo stati felici

Siamo stati felici

Irène Némirovsky

Libro: Libro in brossura

editore: Passigli

anno edizione: 2013

pagine: 160

Con il titolo "Siamo stati felici" sono qui riuniti nove racconti di Irene Némirovsky, per la prima volta tradotti in italiano, tutti incentrati su figure femminili. Apparsi su alcune delle principali riviste francesi tra il 1933 e il 1942, anno della sua tragica scomparsa, questi racconti videro la luce accanto a quelle grandi opere come "L'affare Kutilov" (1930), "Il vino della solitudine" (1935), "Jezabel" (1936), "I cani e i lupi" (1940) che già avevano consacrato la scrittrice ebrea di origine ucraina come una delle maggiori narratrici di lingua francese della sua epoca. In tutti questi racconti, splendidi sono i ritratti delle donne protagoniste, che riflettono sugli episodi più intensi, a volte più drammatici, della propria esistenza; episodi legati a un amore incontrato e vissuto, oppure incontrato e perduto, ma sempre in ogni caso chiave di volta del loro destino. L'amore come passione, certo, ma con tutti i suoi ingredienti più contrastanti: la gioia incontenibile, il piacere travolgente, la sudditanza psicologica, la sofferenza estrema. E quasi sempre la felicità è al passato, nel ricordo, a volte enigmatico, a volte remoto ma sempre ben presente, di un tempo in cui 'siamo stati felici', per quel "sapore che soltanto l'amore può dare alla vita, un sapore di frutto, appetitoso, succulento, quasi aspro, un sapore di labbra giovani".
14,50

Due ragazze

Due ragazze

Anthony Trollope

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2012

pagine: 116

"Non ha senso perdere la testa quando si parla di affari". Questa frase, detta al proprio innamorato da una delle protagoniste di questo racconto - una delle "eroine" della piccola città di Plumplington -, riassume o meglio ancora svela l'ironico leitmotiv dell'intera vicenda narrata. Infatti, eroi e antieroi qui si assomigliano molto, e si differenziano soprattutto per i diversi ruoli sociali, che li obbligano a macchinose strategie per tentare di imporre la propria volontà. Nessuno sembra fare eccezione, neppure l'influentissimo dottor Free-born, che parteggia sì per le due ragazze che vorrebbero sposare i loro spasimanti contro la volontà dei rispettivi padri, ma che a suo tempo aveva pensato bene di dare in moglie le proprie figlie ad uomini cui non mancava alcuna delle caratteristiche di 'censo' pretese dai genitori delle due eroine - ed ora da lui giudicate assurde o persino ridicole. Tutto il racconto, insomma, si basa su una sorta di 'gioco delle parti', dove la 'parte' forse più cospicua la gioca l'epoca in cui la storia è ambientata: l'epoca di Trollope, quell'età vittoriana che prese il nome dal lungo regno della regina Vittoria (1837-1901). 'Epoca vittoriana' oggi è quasi divenuto sinonimo, sotto certi aspetti, di 'ipocrisia sociale'; il racconto di Trollope permette di penetrare più a fondo le ragioni di questa 'ipocrisia', mettendoci a contatto con una realtà sociale cristallizzata a tal punto da offrirsi come rituale cui, volenti o nolenti, nessuno si può sottrarre.
14,50

Carta straccia

Carta straccia

Juan J. Millás

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2012

pagine: 155

Partendo da un assunto tipico del genere poliziesco - un assassinio dall'apparenza di suicidio e un assassino che non sembra mai essere tale -, Juan José Millàs costruisce un romanzo che, mentre da un lato esalta le caratteristiche del genere, dall'altro se ne serve per affrontare un tema che è insieme psicologico e letterario: il conflitto tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere, tra l'apparenza e la realtà. Il racconto procede con la velocità e con la sobrietà di un copione cinematografico, che però non vuole rinunciare a nessuno dei diversi registri, mescolando parodia e melodramma, humour e lirismo. I personaggi, tutti caratterizzati da tratti inconfondibili e da dialoghi brillanti che volutamente echeggiano i maestri del genere - alla Chandler o alla Hammett, per intenderci - alla fine paiono tutti coinvolti in un gioco più grande di loro, in una sorta di metafisica confusione dei ruoli che irride alle loro personalità, alle loro stesse identità, fino ad arrivare al ribaltamento conclusivo che costituisce il sorprendente finale del romanzo e, insieme, l'estremo suggello parodico del genere poliziesco.
16,00

La maledizione di J. Edgar

La maledizione di J. Edgar

Marc Dugain

Libro: Libro in brossura

editore: Passigli

anno edizione: 2011

pagine: 328

Il film di Clint Eastwood "J. Edgar", che vede protagonista Leonardo Di Caprio, ha riportato prepotentemente alla ribalta il personaggio di Edgar J. Hoover, del quale, in occasione del suo funerale, Ronald Reagan disse: "Nel corso del XX secolo, nessun uomo ha rivestito tanta importanza per il proprio Paese quanto Hoover": cosa verissima, ma di quale materia era fatta l'importanza di quest'uomo, capo dell'FBI dal 1924 al 1972, sotto ben otto presidenti? Hoover aveva esteso una propria rete di controllo capillare sulla vita di tutti i più importanti cittadini del Paese, dai Presidenti alle stelle di Hollywood, dai capi mafiosi agli oscuri politici di provincia - rete che si intersecava con le più importanti vicende americane di un cinquantennio, dalla 'caccia alle streghe' della Commissione McCarthy alla tolleranza verso la mafia, dalle vicende della seconda guerra mondiale alla crisi di Cuba, dal Sessantotto alle proteste contro la guerra in Vietnam, dagli assassinî di John e Robert Kennedy alla morte di Marilyn Monroe - attribuendosi il ruolo di Lord Protettore di un'America tradizionale e conservatrice. Ma come convivevano in Hoover il più rigido puritanesimo americano e la sua condizione di omosessuale? Questo romanzo è basato su di un presunto memoriale di Clyde Tolson, amante di Hoover e vicedirettore dell'FBI, e ricostruisce un personaggio e un periodo apparentemente inconciliabili, svelando quanto il 'sogno americano' sia costituito anche da realtà in conflitto tra di loro.
18,50

L'ottava casa

L'ottava casa

Bernardo Atxaga

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2011

pagine: 225

Nel 1903 a Yangambi, nel cuore del Congo belga, è di stanza un distaccamento della Force Publique, l'esercito privato di re Leooldo II: al comando, il capitano Lalande Biran, poeta e pittore dilettante, che ha lasciato in patria una moglie tanto bella quanto esigente, così che si trova costretto a trafficare con mogano e avorio per soddisfarne gli inesauribili appetiti. Il suo braccio destro è il luogotenente Van Thiegel, un ex-legionario che traffica insieme a lui, e intanto sogna di soffiargli la moglie. Attorno a loro si muovono gli altri protagonisti, dal servo Donatien all'ufficiale Chrisostome, il più prodigioso tiratore che abbia mai messo piede in quei luoghi, personaggio strano e silenzioso, che pare non interessarsi a null'altro che ai suoi doveri di militare e, soprattutto, sembra completamente alieno ai richiami del sesso femminile. Ma in realtà il vero protagonista di questo romanzo è quel lembo di terra completamente snaturato dal colonialismo dell'epoca, nel quale si trovano a vivere come straniati tanto gli indigeni quanto gli europei, senza peraltro dimenticare gli animali della giungla, i mandrilli oggetto di tiro a bersaglio da parte dei militari, i serpenti come 'longa manus' della vendetta...
16,50

Luoghi lontani e mondi immaginari. Grandi storie di avventura e di fantascienza

Luoghi lontani e mondi immaginari. Grandi storie di avventura e di fantascienza

Fernando Savater

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2011

pagine: 243

Dopo il recente "Pirati e altri avventurieri", Fernando Savater dedica un nuovo volume ai romanzi d'avventura e all'arte di raccontare storie. Naturalmente non mancano neppure qui gli 'avventurieri', e tuttavia cambiano i mondi che li vedono agire, che vanno dagli affascinanti paesaggi dell'Africa e dalle sterminate pianure del Far West, ai luoghi immaginati dai maestri della fantascienza di ieri e di oggi. Al centro gli scrittori più amati, come Jules Verne e come H.G. Wells; ma senza trascurare un corollario di scrittori oggi meno rinomati ma le cui opere restano intramontabili, a cominciare da quell'Arthur C. Clarke cui si deve il racconto da cui Stanley Kubrick trasse il suo indimenticabile "2001 Odissea nello spazio". Come sempre, Savater riflette a tutto campo e in profondità su ciascuno dei temi, degli autori e delle opere trattate, spaziando tra letteratura e cinema, tra grandi personaggi e grandi interpreti; ma lo fa soprattutto come un lettore appassionato e instancabile che lotta contro ogni pregiudizio che vada ad inficiare il piacere della lettura, che si tratti di Tolkien o che si tratti di Harry Potter, perché in definitiva l'arte di raccontare è anche l'arte di saper leggere.
18,50

Miss cuori solitari

Miss cuori solitari

Nathanael West

Libro: Libro in brossura

editore: Passigli

anno edizione: 2011

pagine: 123

Dove poteva nascere questo romanzo rivoluzionario se non nella New York della Grande Depressione? E da dove poteva trarre la sua travolgente carica ironica se non negli ambienti ebraici dell'Upper West Side, dove Nathanael West, precursore di scrittori quali Saul Bellow e Philip Roth, è nato e cresciuto? "Miss cuori solitari" è così il capostipite di una grande tradizione letteraria, ma anche teatrale e cinematografica, americana. Nel romanzo, lo straniamento del protagonista - un giornalista titolare di una rubrica di consigli sentimentali e di vita - è sottolineato dal fatto che il suo vero nome non venga mai rivelato: è per tutti semplicemente 'Miss Lonelyhearts', un uomo che soffre per l'abisso di dolore, di ignoranza, di sfruttamento, di miseria che rivelano le lettere delle sue lettrici, alle quali non riesce a dare risposte soddisfacenti al di là di un consolatorio ottimismo di maniera. Ma anche il suo mondo personale è vuoto, solitario, così come l'intera città è piena di personaggi stereotipati come il suo caporedattore Shrike, l'eterna fidanzata Betty, i colleghi, la moglie di Shrike, con la quale ha una relazione... È un mondo completamente falsato, sradicato, infelice, solitario e costruito su ideali fuorviami: "Gli uomini hanno sempre combattuto la loro condizione miserevole con il sogno. Benché un tempo i sogni avessero un grande potere, oggi sono stati ridotti a un grado puerile dal cinema, dalla radio e dai giornali", riflette Miss Lonelyhearts.
14,50

La cascata

La cascata

David Vogel

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2011

pagine: 113

Forse niente più di una malattia lenta e avvolgente può provocare una prorompente voglia di vita, un desiderio di 'normalità' e insieme di evasione che spezzi l'angusta cornice di giornate tutte spese all'interno di un sanatorio. Per questo il sanatorio non è soltanto il luogo cupo della malattia e della cura, è anche una sorta di microcosmo esemplare, come possiamo vedere in questo breve romanzo di David Vogel del 1925, che non a caso segue a un solo anno di distanza il capolavoro di Thomas Mann "La montagna incantata". Se apparentemente siamo molto lontani dal paesaggio idilliaco della Costa Azzurra che ambientava "Davanti al mare" - l'altro romanzo breve di Vogel pubblicato in questa stessa collana - in realtà ritroviamo anche ne ha cascata la forza e la suggestione della natura, ingigantite anzi perché sembrano rappresentare il polo opposto della vita costretta del sanatorio, come se i maestosi scenari alpini che lo circondano non potessero che incombere sul destino dei suoi ospiti. E quello che accade al protagonista Irme Ornik, la cui principale occupazione, e preoccupazione, è di guarire al più presto e andarsene: si prova la temperatura ogni due ore, è terrorizzato dal vento gelido che spira dalle cime del monte Mendel... Ma il destino ha in serbo per lui qualcosa di diverso, qualcosa di imprevisto e di imprevedibile.
14,50

L'enigma del cavalier Agnelli

L'enigma del cavalier Agnelli

Oddone Camerana

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2011

pagine: 96

Il Cavalier Giovanni Agnelli, fondatore della Fiat, è stato definito 'eroe solitario ed enigmatico del capitalismo italiano'. Pensieroso e solo lo vede anche un funzionario di polizia incaricato di pedinarlo per le strade di Torino nel 1920, mentre la città è teatro di violenti scontri sociali. Estromesso dalla 'sua' azienda, dove un centralino risponde anonimamente "Fiat-Soviet", nelle sue passeggiate solitarie il Cavalier Agnelli ripercorre geometrie urbane, luoghi storici della memoria, simboli della cultura della sua Torino, confrontandosi con l'enigma di come ritrovare una ragione per tornare a dirigere un'industria che la guerra ha sfigurato e ingigantito, e a cui i tempi impongono di cambiare. Il Cavaliere aveva infatti considerato il proposito di trasformare la Fiat in una cooperativa e aveva progettato di dimettersi dalla sua guida. L'autore mette in scena una città, e atmosfere e problemi che, al di là delle molte diversità tra quel tempo e il nostro, sono ancora attuali. Un appassionato 'viaggio', dunque, che forse più di qualsiasi altra opera illustra la solitudine dell'imprenditore davanti ai grandi eventi della storia e alle responsabilità del comando. Almeno fino a quando l'impresa fa riferimento a un uomo e a una famiglia, e non a un'anonima multinazionale nelle mani di managers lontani da legami con una città e con la società.
13,50

Baroni in camicia rossa

Baroni in camicia rossa

Giovanna Motta

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2011

pagine: 156

Don Gerardo è un nobile calabrese che, come altri suoi pari, è deluso dalla monarchia borbonica e conquistato all'idea dell'Italia unita. Certo, non ha il carisma né il prestigio del principe di Salina, e d'altra parte la Calabria non è la Sicilia, ma una realtà ancora più dura e difficile dove contadini affamati e nobiltà terriera si contendono le magre risorse di una terra poco feconda, gravata da un sistema sociale arcaico e dal brigantaggio vissuto come unica possibilità di protesta sociale. Attraverso le vicende del protagonista e dei suoi numerosi parenti e amici si segue così un momento particolare della grande Storia, quando il Risorgimento consente di immaginare una nuova realtà anche là dove monarchie reazionarie si opponevano al cambiamento. Antiche ambizioni e passione liberale fanno di don Gerardo un personaggio singolare, un eroe "minore" che in quella porzione di mondo immobile da secoli mette a repentaglio la sua vita per la causa unitaria.
15,50

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.