Neri Pozza: Bloom
Cose da fare di notte al circolo polare
Leonardo Piccione
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
pagine: 352
Io e la lepre
Chloe Dalton
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2026
pagine: 304
Durante la pandemia, Chloe Dalton abbandona la città per ritirarsi in campagna, prendendo le distanze dal suo ruolo di influente consigliera politica. È un inverno rigido e solitario. Un giorno, imbattutasi in un cucciolo di lepre abbandonato, decide di prendersene cura. Accudire una lepre selvatica è un’impresa quasi impossibile; eppure, contro ogni aspettativa, la giovane leprotta sopravvive. Ha così inizio un tentativo paziente e profondo di colmare l’abisso tra le specie, un processo di apertura e ascolto che porta la narratrice a osservare il mondo da una prospettiva radicalmente diversa. "Io e la lepre" è una storia vera e intensamente toccante, che intreccia un legame straordinario a riflessioni profonde sul nostro rapporto con la natura.
Scrivere lettere d'amore prima di diment come si fa
Eley Williams
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
pagine: 192
L'uomo verde
Kingsley Amis
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2026
pagine: 256
Maturo etilista, fissato col sesso e tormentato da un ego fatuo, Maurice Allington è il proprietario dell’Uomo Verde, prestigiosa locanda di posta sulla strada per Cambridge, che vanta origini antichissime, e non solo quelle: come tutte le locande di solida tradizione britannica, sulla guida turistica dichiara, oltre al menù tipico, infestazione di spettri. Poiché la vita di Maurice è una gimcana tra clienti assillanti, un anziano padre bisognoso di cure, una stramba figlia adolescente e la giovane seconda moglie in cerca di attenzioni, il crollo nervoso è sempre in agguato. Pure la salute non manca di procurargli qualche cruccio, per il whisky e i cibi grassi sempre a portata di bocca. Non giova, dunque, che il fantasma residente dell’Uomo Verde (non certo un’ombra innocente che incute educati brividi bensì lo spettro secentesco del fu dottor Underhill, negromante perverso e probabile uxoricida) decida di manifestarsi dopo lunghissima latitanza proprio a Maurice Allington. In rigorosa assenza di altri testimoni. Anche perché Underhill ha intenti malvagi e un feroce aiutante per portarli a compimento. Così Maurice sarà costretto a sospendere la coltivazione dei suoi bassi istinti per combattere non solo l’incredulità di chi lo circonda, ma anche le spaventose forze oscure che minacciano quanto gli è più caro. Scritto nel 1969, L’Uomo Verde è l’incursione nell’horror del versatile maestro d’ironia che fu Kingsley Amis, cui dobbiamo romanzi che reggono il passare dei decenni. Lettura insolita e crudele in tempi di correttezza politica, questo atipico romanzo di genere non si ritrae davanti a questioni esistenziali ma nemmeno teme gli sberleffi all’ortodossia, di convenzioni e religioni.
Molto dipendeva dal futuro. Diari 1922-1974
Cecil Beaton
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2025
pagine: 560
È stato fotografo di regine e dive, ha rincorso Marilyn Monroe nella sua stanza d’albergo ubriacandola di parole e consumando tre rullini. È stato costumista, scenografo da Oscar, cronista socialite, dandy estenuato, artista mercuriale. Questo e molto di più è stato Cecil Beaton, che ha attraversato il Novecento e i suoi tanti mondi. Beaton conosceva e fotografava tutti, tutti conoscevano Beaton e si facevano fotografare da lui: i reali d’Inghilterra, Winston Churchill, Picasso, Greta Garbo, André Gide, Audrey Hepburn, Rudolf Nureev, i Rolling Stones. Vanitoso e sottile, favolosamente pettegolo e talvolta perfido, ha annotato in diari fluviali la sua esistenza, la sua arte, il suo secolo, dai Roaring Twenties al frastuono della guerra fino all’elegante disincanto della vecchiaia. Con sguardo acuto e teatrale su sé stesso e sull’intorno, ha riversato nelle sue cronache quotidiane introspezione e mondanità, ironia e malinconia: dietro gli scintillanti ricevimenti a Corte e i ritratti luminosi di Dietrich, Chanel o della giovane Elisabetta II, ha lasciato trapelare la sua vulnerabilità, la sua ossessione per la bellezza, che per tutta la vita ha tentato di sottrarre alla tirannia del tempo. Da quel fiume di scritti privati, Laura Grandi ha saputo costruire, con empatia e intelligenza, una autobiografia di Sir Cecil Beaton come non l’avete mai letta: oltre cinquant’anni di amicizie, viaggi, mirabolanti incontri, avventure creative, dalla voce sofisticata e contraddittoria di un grande protagonista della cultura britannica. Un ritratto in movimento di un’epoca irripetibile. La magnifica opera di un diarista eccentrico e meticoloso, in ogni momento consapevole che l’arte, come la vita, è palcoscenico.
Salvare e distruggere. Sei lezioni americane
Thanh Nguyen Viet
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2025
pagine: 160
Ogni anno da cent’anni, la Harvard University, l’ateneo più prestigioso del mondo, dà la parola a una figura che si sia distinta nella letteratura, nella musica o nelle arti visive, per un ciclo di sei conferenze sull’influenza delle attività creative umane nella vita pubblica. Eliot, Frost, Stravinskij, Borges, Paz, Calvino, Eco, Gordimer, Morrison, e poi ancora Cage, Wenders, Pahmuk: sono alcuni tra i nomi che hanno riempito questo secolo di “Lezioni americane”. Nel tempo di disumanità che ci tocca vivere, nessuno meglio di Viet Thanh Nguyen poteva raccogliere il testimone. Nato in un paese devastato dalla guerra, da quando è stato in grado di farlo si è occupato ogni giorno della sua vita delle storie di conflitti, di migrazioni, di memoria, quelle raccontate e quelle taciute. Nessuno meglio di lui poteva dire della responsabilità dello scrittore in un’epoca di violenze e autocrazie, in cui regimi e Stati esercitano il controllo sul linguaggio attraverso la sua sopraffazione, in cui il senso del celebre «la bellezza è verità, la verità bellezza» di Keats si è perduto. Tuttavia, da par suo, l’autore de Il simpatizzante gioca con la letteratura e si diverte con la filosofia; parla di Melville, Said, Shakespeare, Agamben e Derrida, ma anche di Palestina, Vietnam, America; scuote le nostre coscienze, ci fa piangere e poi ridere. Lui, l’outsider per definizione, l’autore “minore” perché asiatico americano, che chiama con forza alla solidarietà verso le vittime di ogni disumanità, le vittime di razzismo, di colonialismo, di guerra. Lui, lo scrittore che non arretra davanti alla responsabilità di chi scrive come atto supremo di alterità, ma al contrario affronta l’onere a testa alta, consapevole che la scrittura può salvare, la scrittura può distruggere.

