fbevnts Vendita online di DVD e libri di narrativa, tascabili, per ragazzi, professionali | Libreria Storielleria | Pagina 5
Vai al contenuto della pagina

Mondadori: Frecce

Il XXI secolo appartiene alla Cina? Conversazione sul futuro del mondo

Il XXI secolo appartiene alla Cina? Conversazione sul futuro del mondo

Libro: Copertina morbida

editore: Mondadori

anno edizione: 2012

pagine: 93

L'impetuosa, straordinaria crescita economica della Cina e gli evidenti segni di declino dell'Occidente, investito da una crisi - non solo finanziaria - che sembra irreversibile, sono senz'altro i due fatti più rilevanti dell'inizio del Terzo millennio. Ma questo significa, automaticamente, che sarà la Cina la potenza dominante del XXI secolo? E, in caso di risposta affermativa, a quali equilibri porterà il nuovo scenario internazionale? Quali conseguenze avrà sulle nostre vite? Su queste domande cruciali si sono confrontate e scontrate, in occasione del settimo Munk Debate tenutosi a Toronto il 17 giugno 2011, alcune delle menti più brillanti e competenti dell'odierno panorama culturale, dando vita a una vivace discussione in cui si sono delineati due schieramenti contrapposti. Da una parte, Henry Kissinger, Nobel per la pace e segretario di Stato americano sotto la presidenza Nixon, e Fareed Zakaria, opinionista e conduttore di un popolare e influente programma di politica internazionale sulla CNN, ritengono che la Cina sarà troppo impegnata a tenere a bada le tensioni interne e quelle con i Paesi limitrofi per poter diventare la potenza egemone a livello planetario. Un ruolo che la Cina non potrebbe ricoprire, secondo loro, anche perché priva dell'influenza culturale e del "soft power" necessari a esercitare una convincente supremazia. Dall'altra, invece, Niall Ferguson e David Daokui Li, economista e docente in varie università cinesi e statunitensi.
12,00 €

Ve lo do io Beppe Grillo

Ve lo do io Beppe Grillo

Andrea Scanzi

Libro: Copertina morbida

editore: Mondadori

anno edizione: 2012

pagine: 369

Come è stato possibile che un comico, da solo e contro tutti, abbia messo in scacco un'intera classe politica? Qual è la strada che conduce dal Festival di Sanremo al blog, tra i più cliccati al mondo, e al recente boom elettorale? Perché Grillo è assurto al rango di "leader" politico? Come ha fatto a divenire il "megafono" del Movimento 5 Stelle, che secondo i sondaggisti è già la seconda forza elettorale del Paese, a neanche tre anni dalla sua fondazione? Questo libro, uscito nel 2008 e ora aggiornato, è assieme la prima inchiesta su un fenomeno assolutamente nuovo e anomalo della politica italiana e l'accurata biografia dell'artista genovese. È un'analisi ricca di retroscena, interviste e fatti inediti. Andrea Scanzi, quasi un insider, ha seguito prima da spettatore e poi da giornalista tutti gli snodi della carriera di Grillo, ricostruendo la storia di un incursore non allineato: un portatore sano della tracimante indignazione degli italiani. Il libro segue l'intero suo percorso, dagli esordi Rai agli spot pubblicitari, dagli spettacoli teatrali alla fugace carriera cinematografica, focalizzando l'attenzione sulla "scoperta" della Rete, il linguaggio del blog e il popolo dei "grillisti", fino al successo delle ultime elezioni amministrative e alla conquista di Parma. Un cortocircuito carico di elettricità, che ha proiettato Grillo al centro dell'attenzione politica. Con una prefazione di Marco Travaglio.
12,00 €

Ai liberi e forti. Valori, visione e forma politica di un popolo in cammino

Ai liberi e forti. Valori, visione e forma politica di un popolo in cammino

Maurizio Sacconi

Libro: Copertina rigida

editore: Mondadori

anno edizione: 2011

pagine: 112

Oltre novant'anni fa il partito popolare di don Luigi Sturzo lanciò un celebre appello "ai liberi e forti" a "cooperare ai fini superiori della Patria senza pregiudizi né preconcetti"; un manifesto rivolto ad allargare la partecipazione popolare a uno Stato unitario nato in contrapposizione a una parte importante della società italiana. Maurizio Sacconi propone oggi un manifesto analogamente dedicato a "un popolo di liberi e forti che, ancorato ai valori della tradizione nazionale, ha saputo resistere al fascino delle ideologie totalitarie, che diffida degli interessi particolari che pretendono di farsi bene comune ed è responsabilmente orientato a non attendere con passività dallo Stato le risposte ai propri bisogni, perché intento a costruirle attraverso forme comunitarie". Ora come allora, egli ritiene di dover porre alla base di una nuova stagione di sviluppo dell'Italia la funzione guida del popolo umile e laborioso, cui si sono ricorrentemente contrapposti nella storia unitaria gli interessi più ristretti di élite cosmopolite e antinazionali, di borghesie orientate al facile arricchimento attraverso rendite e favori pubblici, di corpi separati dello Stato. Solo quando si afferma questo primato il senso della nazione coincide con il senso dello Stato, ovvero i valori della tradizione - la persona, la famiglia, la comunità - sono compiutamente assunti a riferimento delle politiche pubbliche.
17,50 €

Il caratteraccio. Come (non) si diventa italiani

Il caratteraccio. Come (non) si diventa italiani

Vittorio Zucconi

Libro: Copertina rigida

editore: Mondadori

anno edizione: 2009

pagine: 256

Perché siamo come siamo, noi italiani? Perché ci piacciamo sempre di meno e cominciamo a trovarci antipatici? Che cosa è accaduto nella nostra storia nazionale, da Porta Pia alle Veline, che ha fatto di noi quello che siamo diventati: rissosi, astiosi, perennemente arrabbiati contro gli altri e sfacciatamente ipocriti, capaci di celebrare il Family Day un giorno e di tradire la stessa Family il giorno dopo? Vittorio Zucconi sceglie, fra i tanti possibili, dieci eventi chiave della storia d'Italia - dalla presa di Roma alla Grande Guerra, dal fascismo al boom economico, da Tangentopoli a Berlusconi, passando per la tv di Mike Bongiorno, i furgoncini Ape e la "gioiosa macchina da guerra" post comunista - in cerca di quel "cromosoma storto" che non ha permesso di "fare gli italiani". Sì, perché l'homo italicus, incline a denigrarsi con passione, ha ormai maturato la certezza di non possedere un vero carattere nazionale, ma un caratteraccio. Prendendo spunto da un ciclo di "lezioni americane" tenute agli studenti di una prestigiosa università del Vermont, il Middlebury College, Zucconi mette da parte, rispettosamente, Boccaccio e Cavour per rivisitare, con la sua ironia affettuosa tessuta di esperienze personali e con la coscienza di rivolgersi non ad accademici, ma a chi dello storia italiana sa molto poco (cioè quasi tutti), pregiudizi e cliché sul dramma pirandelliano degli italiani in cerca di se stessi.
18,50 €

Confini. Dialogo sul cristianesimo e il mondo contemporaneo

Confini. Dialogo sul cristianesimo e il mondo contemporaneo

Camillo Ruini, Ernesto Galli Della Loggia

Libro: Copertina rigida

editore: Mondadori

anno edizione: 2009

pagine: 196

Una delle domande di fondo poste dall'attuale dibattito sull'identità culturale dell'Europa è se il cristianesimo, storicamente radicato in un Occidente sempre più secolarizzato e sollecitato dal problematico incontro con altre fedi e civiltà, riuscirà a conservare la sua dimensione profetica, e se l'Occidente laico potrà ancora riconoscere nella parola di Gesù un punto di riferimento etico e spirituale privilegiato. Sul futuro della democrazia e sul ruolo del cristianesimo - e, in Italia, della Chiesa cattolica - due acuti osservatori del nostro tempo, lo storico Ernesto Galli della Loggia, di formazione laica, e il teologo Camillo Ruini, si confrontano in un serrato contraddittorio ricco di spunti di riflessione e acute intuizioni. Un sintetico excursus dall'illuminismo ai giorni nostri, necessario per individuare i momenti più significativi nell'evoluzione dei rapporti tra società civile e istituzione ecclesiastica, introduce all'analisi della situazione del nostro paese, dove il cattolicesimo ha trovato la sua massima espressione politica nei quarant'anni di governo della Democrazia cristiana e dove il Concordato rappresenta tuttora un motivo di scontro ideologico. Nella discussione entrano inevitabilmente questioni decisive per la nostra epoca, e spesso oggetto di roventi polemiche, come i limiti da porre alla scienza e alla tecnologia nella manipolazione della natura, o le istanze etiche che discendono da concezioni della vita e della morte agli antipodi.
18,00 €

Il tramonto della democrazia. Il fallimento della politica e il fascino dell'autoritarismo

Il tramonto della democrazia. Il fallimento della politica e il fascino dell'autoritarismo

Anne Applebaum

Libro: Libro rilegato

editore: Mondadori

anno edizione: 2021

pagine: 168

Nell'ultimo decennio il mondo è divenuto protagonista di mutamenti politici, economici e sociali sempre più rapidi, che stanno portando alla creazione di nuove realtà politiche volte a cambiare, o addirittura stravolgere, le regole della democrazia occidentale. Una nuova generazione di élite fautrici di idee illiberali e autoritarie sta ottenendo un crescente consenso tra le masse e, dunque, una maggiore influenza. Oltreoceano, la presidenza di Trump, con il suo «America First», ha infiammato gli animi dei suprematisti bianchi. Guardando all'Europa, Polonia e Ungheria sono oggi governate da due partiti apertamente autoritari. Nel Regno Unito, Boris Johnson si è fatto portavoce di una nostalgia «restauratrice» mirata a rovesciare le odierne istituzioni britanniche e a inculcare un sentimento anti-UE che ha condotto alla Brexit. L'aumento esponenziale della popolarità del partito nazionalista Vox in Spagna ha messo in allerta i più anziani, che avvertono nella sua retorica degli echi franchisti, un richiamo nazionalista da cui neanche l'Italia è immune. Partendo dalla propria esperienza personale – il lento ma inesorabile spostamento su posizioni decisamente reazionarie di amici che avevano a lungo condiviso i suoi stessi ideali di progresso e libertà –, Anne Applebaum ripercorre le tappe dell'ascesa di queste nuove élite del mondo occidentale, artefici di un'inquietante svolta politica, e riflette sugli aspetti che determinano la loro presa emotiva. Dalla polarizzazione politica e dei social media – ormai divenuti il luogo in cui la verità deve quotidianamente fare i conti con narrazioni false e tendenziose – alla diffusione di teorie complottiste e di un senso di nostalgia per un passato migliore, Applebaum individua gli strumenti e le tattiche usate per raggiungere e affascinare quanti preferiscono un'unica voce al pluralismo democratico, in cammino verso il suo tramonto. Ma, forte delle sue convinzioni, l'autrice ribadisce una verità innegabile: «Nessuna vittoria politica è mai definitiva e nessuna élite – populista, liberale, aristocratica – domina per sempre. La storia di ogni grande civiltà include periodi culturalmente illuminati e altri di cupo dispotismo. Anche la nostra storia, un giorno, apparirà così».
18,00 €

Come diventare una spia. Addestramento mentale per agenti del KGB

Come diventare una spia. Addestramento mentale per agenti del KGB

Denis Bukin

Libro: Libro rilegato

editore: Mondadori

anno edizione: 2018

pagine: 270

Non sono le armi e neppure i gadget hightech: la vera risorsa di una spia risiede nel cervello e soprattutto nella capacità mnemonica. La necessità di non lasciare tracce spesso rende impossibili le registrazioni e l'unica cosa su cui una spia può fare affidamento è la propria mente. Grazie a questo libro, ricco di esercizi utilizzati per addestrare le spie più abili al mondo, non solo migliorerai la tua memoria e affinerai l'attenzione, ma trasformerai il tuo cervello in una efficacissima macchina capace di registrare e apprendere tutto quello che ti accade intorno.
18,50 €

La fine delle banche. Il denaro, il credito e la rivoluzione digitale

La fine delle banche. Il denaro, il credito e la rivoluzione digitale

Jonathan McMillan

Libro: Libro rilegato

editore: Mondadori

anno edizione: 2018

pagine: 232

È possibile immaginare un futuro senza banche? È realistico ipotizzare un sistema finanziario indipendente dall'attività bancaria? E, soprattutto, è possibile scongiurare una nuova crisi come quella che nel 2007-2008 ha trascinato l'economia mondiale in una delle più gravi e a tratti perduranti fasi recessive della storia, con costi sociali altissimi che i governi, in particolare quelli dei paesi occidentali, da un decennio stentano a fronteggiare? Jonathan McMillan, nom de plume dietro il quale si celano due esperti del settore - un accademico e un investment banker -, sembra non avere dubbi. Il nostro sistema bancario, sostiene McMillan, è fondamentalmente instabile, soggetto a ogni genere di speculazione finanziaria e, come hanno dimostrato i tanti fallimenti di importanti istituti di credito, capace di sottrarsi alla vigilanza dei vari organi di controllo e alle valutazioni delle agenzie di rating. La rivoluzione digitale, poi, ha complicato tutto, rendendo le transazioni bancarie più complesse, i flussi di denaro meno trasparenti, i prodotti finanziari sempre più aleatori. Difficilmente, quindi, un settore così esposto e deregolamentato potrà sopravvivere a lungo. Tuttavia, secondo McMillan è proprio questa la buona notizia, perché l'inevitabile fine delle banche così come le abbiamo conosciute negli ultimi trent'anni suggellerà l'inizio di un sistema finanziario moderno, sicuro e funzionale. Affinché questo veda la luce sono sufficienti alcune regole e innovazioni molto semplici, che vanno dalla ridefinizione del ruolo del settore pubblico e delle banche centrali a nuovi criteri nell'erogazione del credito - come l'adozione di piattaforme peer-to-peer per l'allocazione dei prestiti -, dall'introduzione di norme finalizzate a scoraggiare le speculazioni finanziarie alla sempre maggiore diffusione della moneta elettronica, dal reddito incondizionato o «di base» per assicurare la stabilità dei prezzi a una cornice legale che garantisca un monitoraggio continuo e sicuro dell'attività creditizia. L'obiettivo, sostiene McMillan, è la disintermediazione bancaria, cioè la possibilità per famiglie e imprese di accedere al credito in forme nuove, creative e funzionali, spezzando quel legame tra credito e creazione di moneta che costituisce oggi una delle principali criticità del sistema bancario. La fine delle banche offre dunque un ventaglio di soluzioni innovative, non convenzionali, forse addirittura rivoluzionarie. Secondo alcuni critici, assolutamente irrealistiche e impraticabili. Ma perché attendere la prossima crisi finanziaria per metterle in atto? Forse, allora, potrebbe essere troppo tardi.
19,00 €

Collusion. Come la Russia ha aiutato Trump a conquistare la Casa Bianca

Collusion. Come la Russia ha aiutato Trump a conquistare la Casa Bianca

Luke Harding

Libro

editore: Mondadori

anno edizione: 2017

pagine: 336

Mosca, luglio 1987: il magnate Donald Trump visita per la prima volta la Russia su invito del governo sovietico. Londra, dicembre 2016: Luke Harding incontra in segreto in un pub di Londra Christopher Steele, ex agente del M16 (i Servizi di intelligence britannici) per parlare dei legami con la Russia del neopresidente Trump. Harding segue due tracce: i soldi e il sesso. Washington, gennaio 2017: un esplosivo dossier preparato da Steele sostiene che il Cremlino ha «coltivato e sostenuto» Trump per anni ed è in possesso di informazioni compromettenti sul suo conto. Trump risponde su Twitter: «Fake news». In "Collusion", il giornalista Luke Harding svela la natura del trentennale rapporto di Trump con la Russia; lo fa sulla base di esclusivi materiali inediti e consultando fonti della comunità dell'intelligence internazionale. Harding accompagna il lettore alla scoperta di tutti i particolari non dicibili e inquietanti della vicenda «Trump-Russia», un evento di tale portata da coinvolgere spionaggio mondiale, banche offshore, loschi contratti immobiliari, il concorso di Miss Universo, la criminalità organizzata, il riciclaggio, i dissidenti avvelenati, la pirateria informatica e le elezioni più sconvolgenti di tutta la storia americana. I nomi russi coinvolti conducono dritti al cuore del Cremlino; quelli americani sono ormai arcinoti e includono lo stratega della campagna elettorale repubblicana Paul Manafort. Un atto di denuncia che porta allo scoperto il più grande scandalo politico dell'era moderna. La Russia sta sovvertendo a proprio vantaggio l'ordine mondiale e la democrazia americana. È una questione che ci riguarda tutti.
20,00 €

Dossier Hamer. Inchiesta su una tragica premessa di cura contro il cancro

Dossier Hamer. Inchiesta su una tragica premessa di cura contro il cancro

Ilario D'Amato

Libro: Libro rilegato

editore: Mondadori

anno edizione: 2017

pagine: 216

1978, isola di Cavallo: il giovane Dirk Hamer viene colpito da una fucilata mentre dorme su uno yacht. Morirà quasi quattro mesi dopo, al termine di una lenta, dolorosa agonia fra le braccia del padre, il medico tedesco Ryke Geerd Hamer. Poco dopo la scomparsa del figlio, entrambi i genitori del ragazzo si ammalano di cancro. Operato, il padre sopravvive. Non così la moglie Sigrid che, curata dal marito secondo la Nuova Medicina Germanica da lui stesso inventata in quegli anni, muore: è la prima di una lunga scia di morti che le teorie dell'ex medico – oggi radiato dall'Ordine – si lasceranno dietro in Europa e oltreoceano. Hamer non ha dubbi: la causa dei tumori sono conflitti e traumi che innescano una naturale reazione di difesa del corpo. Basta risolverli per guarire da qualsiasi malattia, senza seguire i protocolli scientifici. Anzi, la «malattia» in sé non esiste proprio: è un preciso «Programma Speciale, Biologico e Sensato» sviluppato dalla natura per rimediare a un evento traumatico. E lo sviluppo di un tumore è il segno positivo del risanamento in corso. Nel caso del cancro, a uccidere i pazienti sono semmai chemioterapia, chirurgia, morfina, cioè gli interventi messi in atto dalla «medicina ufficiale», che li utilizza benché colpevolmente consapevole della loro assoluta inutilità, anzi della loro nocività. Dossier Hamer ripercorre la vita dell'ex medico tedesco e quella, tragica, di alcuni malati che hanno seguito le sue teorie, morti fra atroci dolori eppure convinti di essere sulla via della guarigione. È il caso di Ellen Pegoraro che, scoperto di avere un tumore al seno e, insieme, di essere incinta, decide di affidarsi a un medico hameriano le cui teorie la conducono presto alla morte; di Marina Lallo, uccisa da un neo che non aveva voluto farsi asportare; di Eleonora Bottaro, scomparsa a 18 anni per un linfoma dichiarato guaribile. Sono solo alcuni dei malati nei quali le idee di Hamer hanno fatto breccia, rinchiudendoli nelle spire di un isolamento caparbio, quasi settario, che li ha spinti a negare la realtà e a rifiutare qualsiasi aiuto. Grazie a una documentatissima indagine durata oltre un decennio, Ilario D'Amato getta nuova luce sull'inquietante Nuova Medicina Germanica e le tante teorie che ne discendono, divulgate in convegni e seminari, suggerite col passaparola, diffuse su internet. Teorie che, come dimostrano gli ultimi casi di cronaca, continuano a mietere vittime in Italia e nel mondo.
18,00 €

La fine del terrorismo. Oltre l'ISIS e lo stato di emergenza

La fine del terrorismo. Oltre l'ISIS e lo stato di emergenza

Benedetta Berti

Libro: Copertina rigida

editore: Mondadori

anno edizione: 2017

pagine: 230

Il terrorismo, vale a dire l'uso indiscriminato della violenza contro civili, è una tattica adottata spesso nel corso della storia da gruppi armati decisi a sfidare un nemico più forte per raggiungere obiettivi politici o militari, ma anche da governi dittatoriali per garantirsi l'assoluta sottomissione dei propri cittadini. Ma l'attuale moltiplicarsi di attacchi e attentati terroristici di matrice islamista sempre più efferati e cruenti ha creato in Occidente un diffuso clima di insicurezza e di paura, esacerbato dalla sensazione di essere in balìa di un avversario invisibile e incontrollabile. Come si può scongiurare una simile minaccia al tempo stesso incombente e sconosciuta? Benedetta Berti, analista di politica internazionale, tenta di rispondere a tale interrogativo esaminando la genesi e le attività dei numerosi gruppi jihadisti che quasi ogni giorno sono alla ribalta della cronaca, a partire da quello più noto e più potente, autoproclamatosi Stato Islamico di Iraq e Siria: l'isis. Dallo studio delle sue radici e rivendicazioni, del contesto in cui sono nati e si sono affermati, dei modi in cui si finanziano e fanno proseliti emerge uno scenario molto lontano dallo stereotipo del terrorista islamico clandestino, armato di kalashnikov e nascosto in una grotta. Come le multinazionali sul mercato globale, molti gruppi armati hanno sviluppato complessi modelli di business per arricchirsi; come i partiti politici moderni, hanno capito l'importanza del consenso; come le agenzie pubblicitarie di successo, hanno ideato campagne di marketing basate su un'ottima conoscenza della Rete. Fino ad assumere i compiti e le funzioni di un vero e proprio Stato: dalla gestione dell'«ordine pubblico» alla raccolta dei rifiuti, alla costruzione di scuole e strutture sanitarie. In un quadro così complesso, le armi non sono l'unico, né forse il più efficace strumento per sconfiggere il terrorismo. È invece necessario, secondo Benedetta Berti, prosciugare le fonti che lo alimentano e, in particolare, rimuovere la causa prima di ogni forma di ribellione e insurrezione, in Medio Oriente come altrove: l'esistenza di Stati inefficienti e corrotti, dove la forbice della diseguaglianza sociale è eccessivamente ampia e il dissenso viene soffocato con il carcere e la tortura.
18,50 €

La voragine. La folle scommessa dei derivati di Stato. I contratti segreti con le banche. Il buco nei conti pubblici di cui nessuno parla

La voragine. La folle scommessa dei derivati di Stato. I contratti segreti con le banche. Il buco nei conti pubblici di cui nessuno parla

Luca Piana

Libro: Libro rilegato

editore: Mondadori

anno edizione: 2017

pagine: 156

Più di 23 miliardi di euro. È questa la cifra che lo Stato italiano ha perso in soli quattro anni, dal 2011 al 2015, sui contratti derivati sottoscritti dal Tesoro con grandi banche d'affari internazionali. Un fiume di denaro destinato purtroppo a ingrossarsi, visto che da qui al 2021 sono più che probabili ulteriori perdite per altri 24 miliardi di euro. Ma cosa sono i «derivati», di cui spesso si sente parlare e di cui altrettanto spesso si ignora l'esatto significato? Qual è la differenza fra uno swap e una swaption, fra un Cross currency swap e un Interest rate swap? Luca Piana scava nel mondo sommerso della finanza e ne rivela metodi e strumenti, tra cui appunto i derivati… Ricostruisce quando il governo centrale – ma anche Regioni, Province e perfino microscopici Comuni – hanno cominciato a usarli e per quali motivi. E spiega perché, a un certo punto, hanno avuto effetti così devastanti sulle casse pubbliche, oltre che su quelle delle amministrazioni locali. In particolare vengono ricostruiti i dettagli dei derivati sottoscritti dallo Stato italiano con una banca d'investimento americana, che hanno costretto il Tesoro a sborsare ben 3,1 miliardi di euro, versati per giunta proprio nel momento in cui l'allora premier Mario Monti stava fronteggiando il rischio di non poter più pagare le pensioni e gli stipendi dei dipendenti pubblici. Senza dimenticare che al Parlamento e all'opinione pubblica è sempre stata ed è tuttora negata la possibilità di prendere visione di questi contratti, rendendo di fatto impossibile una valutazione piena e trasparente della gravità della situazione. E, soprattutto, impedendo agli esperti di analizzare le ragioni che hanno spinto i dirigenti dello Stato italiano a imbarcarsi in operazioni dal profilo di rischio elevato, in alcuni casi addirittura speculativo. Ma se molti aspetti di questa complessa vicenda restano ancora oscuri, una cosa è chiara fin d'ora: nei conti pubblici del nostro Paese si è aperta un'immensa voragine, e la colpa è da addebitare – almeno in parte – ai derivati e, quindi, ai governi della Seconda Repubblica che li hanno sottoscritti.
17,00 €

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.