Squilibri
Un palcoscenico per due. La storia di Jessica a Fede, ovvero di una cantante soprano e del suo cagnolino da «seconda chana»
Mauro Neri
Libro: Libro in brossura
editore: Squilibri
anno edizione: 2019
pagine: 95
La vita di Jessica non è semplice, in giro per il mondo, ogni sera in un teatro diverso, ma cantare è la sua passione e il suo lavoro. Fede è un cagnolino senza padrone che viene da difficili esperienze, e che ha solo bisogno di essere coccolato. L'incontro con Jessica dà un senso alla sua vita di piccolo randagio e lo proietta nel magico mondo dell'opera lirica. Il loro incontro è l'inizio di una grande amicizia. Un palcoscenico per due& personaggi fuori dal comune, che ti accompagneranno nella scoperta di tutto ciò che si nasconde dietro al sipario di velluto rosso. Età di lettura: da 10 anni.
Cantare la festa. Il ciclo festivo in Calabria
Leonardo R. Alario
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Squilibri
anno edizione: 2019
pagine: 103
Non c'è rito domestico o pubblico, individuale o collettivo, religioso o civile, ordinario o festivo, che non sia informato dal canto. Il canto si manifesta quindi nella ricorrenza dei tempi ciclici che, nel calendario festivo, scandiscono le criticità dei mutamenti stagionali, quando le forme della festa confermano la tradizione e le relazioni comunitarie. Si canta, perché è festa. È festa, perché si canta. Della sterminata messe di canti, di cui risuona la festa, in questo lavoro si propone una selezione dei repertori che comprendono i tre cicli fondamentali del Natale, del Carnevale e della Pasqua così come si vivono in alcuni luoghi della Calabria. Attraverso le sedimentazioni dei tempi storici, tra liturgia e folclore, si delineano le ragioni e la varietà delle risposte locali, in un viaggio tra i suoni e i cibi, i personaggi e le memorie orali di un piccolo mondo in festa.
Bulat Okudžava. Vita e destino di un poeta con la chitarra
Giulia De Florio
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Squilibri
anno edizione: 2019
pagine: 136
Poeta, scrittore e autore per il cinema e il teatro, Bulat Šalvovič Okudžava è conosciuto in patria soprattutto come il padre della canzone d’autore russa, colui che per primo, in quella sterminata nazione di poeti, ha riportato la poesia alla sua originaria forma musicale, con esiti straordinariamente felici. Le sue liriche si snodano lungo trame sottili che, alla semplicità di temi universali come l’amore e la guerra, annodano una fitta rete di rimandi e allusioni, stemperando in una dolente e malinconica ironia una materia biografica altrimenti incandescente perché lacerata da ferite e disillusioni patite innanzi tutto sulla propria pelle. Storie minime, a volte persino banali, affidate a melodie altrettanto semplici ma irresistibili, conferiscono alle sue canzoni un’eccezionale forza espressiva, elevandole al rango di capolavori da collocare di diritto nel pantheon mondiale della canzone d’autore, accanto a quelle di autori come Brassens, Ferré o Atahualpa Yupanqui. Con scritti di Sergio Secondiano Sacchi e Alessio Lega, le fotografie di Roberto Coggiola e, nel cd allegato, l’inedito concerto che Okudžava tenne a Sanremo nel 1985 quando gli venne assegnato il Premio Tenco.
Idioma da tinta-Lingua dell'inchiostro
Yolanda Castano, Isaac Garabatos
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Squilibri
anno edizione: 2019
pagine: 64
Lingua dell'inchiostro è un raffinatissimo e spericolato esercizio di levitazione del linguaggio sul suono, tutto giocato sulla ricchezza dei significati e sulla loro, non innocente, ambiguità. Il linguaggio di Yolanda Castaño è sempre affilatissimo. La Galizia e la sua lingua sono qui allegoria potente di un mondo dove identità sia sinonimo di apertura, inclusione, dialogo, una scommessa in cui ogni scelta poetica, formale, è, in sé, un atto profondamente politico. Ma "Lingua dell'inchiostro" è anche una lunga e complessa riflessione sull'amore: quello per i luoghi e quello per i corpi, quello per le lingue e quello per i ritmi. Mentre la musica di Isaac Garabtos dà alle parole l'intensità e la dinamica necessarie a far volare i segni traducendoli in suoni e spaziando dall'elettronica al jazz, dal rock alla world music con una sonorità travolgente, creando una nuova lingua, fatta di fiato e di inchiostro, d'alfabeto e di saliva.
Io non ci sono più
Peppe Fonte
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Squilibri
anno edizione: 2019
pagine: 48
Peppe Fonte scrive canzoni da quando aveva quindici anni, complice l’incontro, ancora ragazzino, con Piero Ciampi e poi la frequentazione con il suo principale collaboratore, Pino Pavone, come lui calabrese e avvocato. Cantautore di razza, scrive dunque canzoni come si usava un tempo, ispirate e nude. Storie vissute, accadute ad un metro di distanza, nelle quali la grande melodia italiana si sposa con una poesia del quotidiano e la musica, riecheggiando tra Livorno, Parigi e New Orleans, risuona allo stesso tempo della bellezza struggente della provincia italiana. Figlia della scuola classica della canzone d’autore con leggere contaminazioni derivate dalla frequentazione di altri generi, anche la scrittura musicale sottolinea questa ostinata direzione di marcia, ulteriormente evidenziata dall’orientamento degli arrangiamenti verso una precisa aspirazione artistica: arrivare agli altri nella maniera più semplice e vera possibile.
Nella corte dell'Arbat. Le canzoni di Bulat Okudžava
Alessio Lega
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Squilibri
anno edizione: 2019
pagine: 48
Padre della canzone d’autore russa, Bulat Okudžava forma con Vladimir Vysockij e Aleksandr Galič la triade sacra dei “bardi”, i “poeti con la chitarra” che riannodarono con ballate essenziali il filo della speranza nel cosiddetto periodo della stagnazione (1960-1985). Le sue canzoni sono un patrimonio di poesia che affonda melodicamente nel ricco folklore georgiano e armeno (le terre del padre di Bulat, fucilato durante il terrore staliniano, e della madre inghiottita dal Gulag) e linguisticamente nel gergo popolare degli abitanti dell’Arbat, il quartiere-mondo di Mosca paradigma della vita, della guerra e dell’arte. Alessio Lega fa rivivere in italiano la magia e l’incanto di questi piccoli miracoli espressivi che, affidati a melodie semplici ma irresistibili ed annodati attorno a storie minime, riflettono le tensioni e le speranze di un intero popolo come accade soltanto nei capolavori della letteratura mondiale e della grande canzone d’autore. Alessio Lega è riuscito a rendere in italiano non soltanto il senso delle poesie canzoni di Bulat Okudžava ma, soprattutto, lo spirito che le ha caratterizzate nel tempo. (Gian Piero Piretto)
Il giorno, poi la notte
Alessandro Centolanza
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Squilibri
anno edizione: 2019
pagine: 48
Il giorno, poi la notte di Alessandro Centolanza è un’opera prima alquanto anomala perché rivela subito la personalità di un artista maturo, con tanti suoni e tante vite alle spalle, oltre che centinaia di ore sui palchi e in studio. Un’anomalia che risalta soprattutto dalle scelte musicali così distanti dalle mode del momento e di una incredibile e fascinosa alternanza di stili, a conferma di una formazione maturata soprattutto sul campo, tra New Orleans e Milano, suonando per ore in locali pieni di gente, tra avventori distratti, ballerini instancabili, fumo, alcool e tanta fatica. Swing e ballate, manouche e jazz, valzer e atmosfere rock-blues si annodano così al suo racconto che, altra sorprendente anomalia, si leva lontano da ogni tentazione epica come da ogni deriva intimistica per cantare con grande ironia dubbi e malesseri di un popolo immaginario, perso in qualche periferia urbana tra “lavori ottusi e sguardi delusi”. Sognando sulle macerie di chi non sa o non osa sognare, si inventa così un alfabeto di emozioni per ridere di se stesso e del mondo e per tentare, con leggerezza, di sciogliere le pene che ognuno si porta dentro.
Tutto sbagliato
Emanuele Belloni
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Squilibri
anno edizione: 2019
pagine: 48
Un lavoro in cui si parla e canta di carcere, di detenzioni e di pene ma anche, e soprattutto, di musica e di canzoni che hanno come sfondo il carcere e le storie personali dei suoi abitanti temporanei. Piccole storie di una quotidianità ordinaria se non fosse che si consumano all'interno di un microcosmo fatto di silenzi ipnotici, di partitelle tra detenuti, di gendarmi che si innamorano delle criminali più incallite e delle stesse criminali che, interrogate trovano forse l’ultima voce amica prima di sentirsi chiudere le sbarre del blindo dietro le spalle. E da questo microcosmo si levano le voci dei suoi protagonisti, come nel brano registrato nel braccio G11 di Rebibbia insieme ad un gruppo di detenuti. E altre voci ancora come quella di Nâzım Hikmet con l’ultimo slancio prima della fuga da Alcatraz, quella vera, quella dei fratelli Anglin nella loro storica fuga durante le ore del corso di canto. E, come a riveder le stelle, la speranza che tutto sia dolce, come dolce è il tempo che un padre trascorre con sua figlia che è la certezza che niente sia, poi, così tutto sbagliato. Con la produzione artistica di Riccardo Tesi e scritti di Belloni, Carlo Bna e Mauro Armuzzi.
Palma de sols
Mauro Palmas
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Squilibri
anno edizione: 2019
pagine: 48
Un viaggio senza tempo sulle antiche rotte di un mare testimone di molteplici destini e custode di inestimabili bellezze, teatro di indicibili sofferenze e veicolo di sogni e promesse di vita. Di brano in brano, il mare nostrum, quel mediterraneo una volta enclave di civiltà diverse e ora specchio di egoismi feroci, diventa così protagonista di suoni e voci che, a loro volta, diventano racconto grazie al testo di Maria Gabriela Ledda che, scritto appositamente per questo lavoro e affidato alla voce di Simonetta Soro, si snoda come un seducente filo conduttore tra i diversi brani, nominando quanto la musica esprime ma non dice. Da tempo immemorabile, del resto, in quel mare si addensano vite e destini che Palmas ha deciso di raccontare, in dieci brani di grande suggestione, con la leggerezza del sogno e la potenza del linguaggio musicale, trasfigurando nelle pieghe del mito vicende che riguardano ancora le cronache dei nostri giorni.
Io so' me
Bandajorona
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Squilibri
anno edizione: 2019
pagine: 48
Vivere a Roma significa assorbire forme, colori e storie di una metropoli ancorata ad una tradizione che si rimpasta continuamente con un tessuto sociale fatto di multiculturalità e di linguaggi inconsueti: saper disporre di quei linguaggi e restituirli in forma canzone, senza indulgere a manierismi ed esercizi di stile, è operazione che, quando riesce, riempie di meraviglia. BandaJorona si è imbevuta per anni delle suggestioni che transitavano per la Capitale, integrando ad esse una sensibilità contemporanea asciugata all'incrocio di altri venti. Oggi ci consegna un lavoro in cui l’interpretazione e la rivisitazione di canti della tradizione cedono il passo all'autorialità per dare voce a sentimenti e a racconti narrati in prima persona. Ai classici strumenti folk (fisarmoniche, contrabbassi, mandolini, ciaramelle) si aggiungono così sonorità elettroniche “stranianti”, che raccontano altre storie o le stesse storie da altri punti di vista, mentre i testi lasciano affiorare presenze costanti e mai rassicuranti, come quella di Pier Paolo Pasolini, con la stessa caparbia intenzione di sempre: cantare ancora di Roma.
E tornerem a baita
Erica Boschiero, Sergio Marchesini
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Squilibri
anno edizione: 2019
pagine: 48
Da anni, per motivi diversi, frequentano queste montagne e se ne sono innamorati. Erica ci è nata, Paolo ci vive da anni, Sergio le ha accarezzate con la sua musica in numerose occasioni. Grazie a queste montagne si sono incontrati e, per renderle omaggio, hanno messo assieme quanto di più bello ognuno di loro racchiudeva nella propria arte. Canzone d’autore e disegno si sono così intrecciati in quell’azzurro intenso che da sempre abbraccia le Dolomiti, maestose vestigia di un mondo leggendario che canto, disegno e musica hanno fatto riemergere con forza nello spettacolo che è all’origine di questo lavoro.
Musiche tradizionali del Molise. Le registrazioni di Diego Carpitella e Mario Alberto Cirese (1954)
Maurizio Agamennone, Vincenzo Lombardi
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Squilibri
anno edizione: 2019
pagine: 200
Nei primi giorni del maggio 1954 Diego Carpitella e Alberto Mario Cirese raccolsero in Molise un imponente corpus di musiche vocali e strumentali nel corso di una rilevazione che riguardò Fossalto, in occasione del rito primaverile della Pagliara, e le comunità albanesi di Ururi e Portocannone. Di grande interesse anche dal punto di vista linguistico, la Raccolta 23 del Centro Nazionale Studi di Musica Popolare, oggi Archivi di Etnomusicologia dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, consente di rievocare la vita di una comunità rurale in un contesto largamente preindustriale, fornendo una testimonianza sonora di repertori, di preponderante afferenza femminile, oggi in disuso quali espressioni cantate nell'azione ludica e magica o nell'interazione con i bambini, ninne nanne, inni devozionali, canzoni narrative, canti di lavoro, forme rituali del pianto e, di esecuzione maschile, monodie satiriche e musiche cerimoniali per le corse dei carri. La musica della Pagliara prevedeva in particolare l'uso, ormai estinto, di una zampogna di piccole dimensioni, con due chanter e un bordone, sconosciuta nel resto d'Italia.

