Monte Università Parma
La città dei lumi. La petite capitale del Du Tillot fra utopie e riforme
Claudio Bargelli
Libro: Libro in brossura
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2021
pagine: 224
Durante il ventennio del ministro francese Leon Guillaume Du Tillot (1749-1771), Parma assurge a fervido laboratorio di sperimentazione delle riforme, segnando, tra l'altro, un punto di non ritorno nel lungo percorso evolutivo verso la città moderna. L'operato del ministro delle finanze è orientato a sanare la gracilità del sistema economico della capitale ducale borbonica, agendo su più fronti: economico, assistenziale e urbanistico. La città-reggia farnesiana viene così soppiantata dall'operosa città delle manifatture, dei commerci, dei fermenti economici e sociali e viene ridotta l'endemica piaga della mendicità, con il connesso affiorare di specifici istituti di cura. Parallelamente emergono interessanti mutamenti nella storia del costume: i locali à la page vanno affermandosi come brillanti centri della vita intellettuale, luoghi di ritrovo di letterati e artisti, dove va germogliando la civiltà delle buone maniere. Nella cosmopolita società illuminista, gli sfavillanti caffè si contrappongono deliberatamente alle caliginose penombre delle vetuste osterie nel celebrare l'irradiante alba della ragione sulle torpide nebbie dello spirito. Frutto di un pluriennale lavoro di studio sulle carte di archivio, talora inedite, questo volume delinea ancor più nitidamente i contorni di un riformatore, figlio dell'età dei Lumi, che si muove abilmente sullo scenario di una piccola capitale in bilico fra utopie e riforme, spalancando le porte a un mondo nuovo.
La storia dell'arte. Volume 8\2
Arturo Carlo Quintavalle
Libro: Copertina rigida
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2020
pagine: 761
«Quest'anno vede la luce l'ultimo atto di un'opera essenziale per Parma e il suo futuro. Una città che non ha la perseveranza, l'attenzione e il senso critico per indagare e riflettere sul proprio passato non può infatti aspirare a tracciare dinnanzi a sé un percorso di sviluppo e rinnovamento capace di proiettare la sua identità nel tempo che verrà. Con questa convinzione Fondazione Monteparma ha programmato e sostenuto la realizzazione della Storia di Parma fin dall'avvio del suo impegnativo piano editoriale nel lontano 2008, ritenendola un'opportunità di inestimabile valore offerta ad un territorio che possiede già i caratteri culturali, economici e sociali per ambire ad un ruolo primario nella contemporaneità, ma che ha la necessità di ripensare profondamente tali risorse per sintonizzarle con una società in costante trasformazione. Tratto caratterizzante dell'identità locale e scrigno dalle molteplici accezioni e possibilità, è l'arte, non a caso, a fare da cappello alla collana e a suggellarla con questo ultimo pregiato torno, poiché è proprio nell'ambito artistico che restano impressi con maggior nitidezza gli intrecci della storia, gli sviluppi dei costumi sociali, i fantasmi delle mode, le nebbie delle censure e, in sintesi, le sorprendenti mutazioni della vita. Cartina tornasole della realtà o della fuga da essa, la storia dell'arte racconta l'evoluzione del rapporto dell'uomo con il proprio tempo, con la società che lo circonda e con sé stesso, consentendo così di spingere l'indagine storica ad un livello ancora più profondo e autentico. La straordinaria avventura culturale iniziata con la precedente pubblicazione, dedicata all'arte dall'XI al XV secolo, prosegue qui addentrandosi nel Cinquecento, illuminato da talenti eccelsi quali Correggio e Parmigianino, per accompagnare il Rinascimento tra le braccia del barocco e indagare poi pittura, scultura e architettura attraverso i secoli che hanno forgiato la Parma elegante e raffinata che conosciamo, fino a giungere al Novecento, con il suo caleidoscopio di artisti, movimenti e nuove tecniche espressive, che aprono percorsi dagli esiti imprevisti. Cosa rimane oggi di tutto questo? Lo splendore di una città da vivere e scoprire tanto nelle sue strade e piazze, quanto tra le mura dei suoi musei e luoghi di cultura, che trovano opportuno spazio nel presente volume quali indispensabili baluardi della conservazione e della valorizzazione della memoria e dell'identità. Ma rimane anche la responsabilità di continuare a creare arte e bellezza da affiancare ai tesori esistenti per rendere Parma una vera capitale della cultura nel tempo. Essendo giunti all'ultima tappa del percorso, ritengo doveroso, nonché meritato, il ringraziamento all'Università degli Studi di Parma, fondamentale partner in questo progetto senza eguali, al Comitato scientifico della Storia di Parma, presieduto dal professor Domenico Vera, che ha guidato e coordinato l'intera opera, al professor Arturo Carlo Quintavalle, che ha curato con passione e lucidità i tomi sulla storia dell'arte, a tutti i curatori dei precedenti volumi e alla casa editrice MUP, che ha contribuito a portare a compimento questa eccezionale impresa con entusiasmo e dedizione. Un progetto che oggi, con orgoglio, possiamo definire completo e riuscito, auspicando che possa rappresentare una solida base su cui costruire, con maggior consapevolezza, la storia di domani.» (Dall'Introduzione di Roberto Delsignore)
I capannoni a Parma. Storie di persone e di città
Libro
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2020
pagine: 208
Un volume che illustra e narra la storia dei Capannoni. La parola "capannone", nel gergo parmigiano, è piuttosto diffusa e utilizzata per lo più come sinonimo di rozzo e per definire quelle persone che fuoriescono dall'etichetta dei modi urbani, civili, beneducati. La parola trae origine dai caseggiati ultrapopolari costruiti tra il 1929 e il 1935 in zone fuori dal centro urbano: i Capannoni, appunto, così soprannominati per la loro grossolana forma a capanna. Qui, per molto tempo, sono regnati miseria e degrado e la città benpensante ha frequentemente guardato a questa zona con disprezzo e sospetto. I Capannoni furono abbattuti dalle amministrazioni democratiche nel secondo dopoguerra, tra la fine degli anni Cinquanta e il 1970 quando, negli anni del miracolo economico e oltre, alle numerose famiglie che affollavano la Navetta, il Cornocchio, il Cristo, il Paullo o il Castelletto, furono destinate nuove e più dignitose case popolari. Lo studio è stato realizzato dal Centro Studi Movimenti di Parma e alcuni docenti dell'Unità di Architettura del Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell'Università di Parma - in collaborazione con l'Archivio storico comunale e l'Archivio di Stato di Parma.
Cultura, tempesta di parole. Premio La Quara 2020
Libro: Libro in brossura
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2020
pagine: 104
Terzo Millennio, dieci voci, cento pagine ingombre di parole. Parole che preservano dalla solitudine e che esorcizzano la morte, parole che edificano mondi in cui ritrovare il senso della vita o mondi in fiamme in cui bruciare le esistenze altrui o, infine, mondi terrificanti perché non compresi. Parole sussurrate o urlate, pensate lungamente o per un attimo fugace. Sospesi su un filo che unisce un passato avido di senso ad un futuro vibrante di speranza, come impavidi funamboli giochiamo perfino con le parole, in modo irriverente, e ridiamo di noi, di tutto. Dieci racconti che celebrano la forza portentosa delle parole, da maneggiare con cautela, soppesando suffissi e prefissi, dittonghi e sinonimi. Parole, quindi, da coltivare con dedizione, per tentare di domare la tempesta del nostro tempo, del nostro mondo, dentro o fuori da noi e uscirne, magari, più forti e giusti.
L'impegno e il desiderio. Donne e politica a Parma (1946-1994)
Teresa Malice, Chiara Nizzoli, Sandei Irene
Libro: Libro in brossura
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2020
pagine: 390
In questo volume – esito di un pluriennale lavoro di ricerca d’archivio e di raccolta di testimonianze –, partendo dalla Resistenza e dall’immediato dopoguerra, e concentrandosi soprattutto sull’arco temporale dal 1946 (anno del primo voto femminile) al 1994 (elezione diretta del sindaco), Malice, Nizzoli e Sandei procedono dalle esperienze, politiche ed esistenziali, delle protagoniste della politica a Parma per arrivare a narrare una grande, e ancora inedita, biografia collettiva. L’impegno e il desiderio: sono queste le due dimensioni scelte per catturare l’essenza di una lunga stagione, che comprende l’emancipazionismo e il femminismo, le associazioni femminili del dopoguerra e i gruppi dell’autocoscienza, nonché le battaglie per il welfare locale e i diritti civili. Come evidenziato da Maria Grazia Suriano nella sua introduzione, nel libro “le ricercatrici restituiscono le voci delle protagoniste; sarà facile riconoscervi quel sentimento di empatia nel ricostruirne le esperienze, individuali certo, la cui risonanza definisce il loro stesso lavoro di ricerca, descrivendo una storia più grande, dove in ogni punto è possibile riconoscere un gesto di donna, altrimenti non detto”.
La storia dell'arte. Volume Vol. 1
Arturo Carlo Quintavalle
Libro: Libro rilegato
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2020
pagine: 573
«La Storia di Parma è giunta al penultimo torno dell'ultimo volume, impresa che ha visto l'Università stessa e i suoi docenti, in primo luogo il professor Vera che ha diretto l'opera, e i colleghi di altri Atenei, e i diversi curatori dei volumi, impegnati in un lavoro complesso per oltre un decennio. La Storia di una città è prima di tutto storia di un territorio, storia di relazioni, rapporti, scambi, è spazio della economia e della politica ma anche della cultura e i volumi dedicati alla letteratura, al teatro e alla musica sono fra gli ultimi pubblicati insieme a quelli sul Novecento. Ora si presenta il volume dedicato all'arte, diviso in due tomi, il primo sul periodo dal secolo XI al XV, l'altro, che uscirà nella prossima primavera, sul periodo dal XVI al XX secolo. Accompagnare la vicenda di un territorio dalla preistoria a oggi, scandirne le tappe, verificarne il peso in un contesto più ampio è un'impresa che poteva essere progettata solo dall'Università, dove si confrontano modelli e tradizioni culturali differenti e dove lo scambio con altre Università e altri poli di ricerca è struttura di ogni impegno scientifico. Sviluppare questa vocazione alla riflessione critica concentrandola su un territorio preciso è stato un lavoro lungo e significativo, favorito dall'attenzione e partecipe consapevolezza dei miei predecessori in questa carica e dalla volontà della Fondazione Monteparma e del suo Presidente professor Roberto Delsignore, già docente nella nostra Università. Compito dell'Università è l'insegnamento sempre rivolto a un pubblico dove si intrecciano presenze di studenti e studiosi provenienti dall'Italia e da fuori; la conclusione di un progetto imponente come questo vuol dire proporre uno strumento di riflessione senza confronti con altre iniziative e che pone la nostra Università, ancora una volta, su un piano di indiscusso valore. Ma didattica vuole dire anche presenza capillare sul territorio, e proprio grazie alla generosità della Fondazione Monteparma oltre mille copie dei volumi della Storia sono distribuite ogni anno alle scuole e agli Enti di cultura del nostro Paese, permettendo quindi un ulteriore livello di confronto e formazione dei giovani. Se si pensa che la storia di Parma, dopo le grandi imprese di Ireneo Affò e Angelo Pezzana, è stata affidata finora a singoli, brevi volumi di sintesi, pur benemeriti, si intende il grande salto culturale che questa Storia oggi offre. Ecco quindi la terza missione dell'Università, la divulgazione nella Società delle conoscenze anche in direzione di quella che noi chiamiamo formazione permanente. Storia dell'arte con per punto di riferimento una città vuol dire dilatarne la storia a un contesto che varia nel tempo e Parma, anche e proprio fra XI e XV secolo, appare, volta a volta, fulcro di un dibattito europeo in monumenti o percorsi chiave di questa storia: dalla Cattedrale alla strada' Romea, dal Battistero al San Francesco, al Duomo di Fidenza. La lingua delle immagini è sempre stratificazione di conoscenze, segno di lunga durata, e gli studiosi della nostra e di molte altre Università, chiamati dal curatore a dare il loro prezioso contributo, hanno analizzato i monumenti proponendo conclusioni per molti aspetti nuove, ridisegnando il significato dell'arte a Parma nel dibattito internazionale. A loro sopra tutto va la nostra gratitudine.» (Dall'Introduzione di Paolo Andrei)
Cinque lezioni su Parma romana
Pagliara, Vera
Libro
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2020
pagine: 164
Il volume raccoglie i testi del ciclo di conferenze tenutesi a Parma, tra novembre e dicembre 2017, per la ricorrenza dei 2200 anni dalla fondazione romana della città. I temi delle lezioni, a carattere di alta divulgazione, sono stati selezionati allo scopo di fornire al pubblico anche non specialistico un quadro della vicenda storica di Parma dalla deduzione della colonia romana nel 183 a.C. all'epoca tardoantica: in prima istanza si è inteso guardare alla storia antica della città "con gli occhi degli antichi"; l'indagine si è quindi estesa a ripercorrere le tracce di persistenza delle strutture istituzionali della colonia romana al di là della 'fine' del mondo antico; approdo di tale itinerario storico (e storiografico) è stata una considerazione retrospettiva della romanità di Parma dalla visuale ideologicamente orientata in chiave autocelebrativa ad opera del regime fascista.
La quinta magia
Rosalia Zabelli
Libro
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2020
pagine: 112
Tredici favole, adatte a bambini e ragazzi dagli 8 ai 12 anni, per spiegare temi e situazioni difficili che ognuno può incontrare nel corso della vita. Le favole affrontano argomenti della vita di oggi, trattati con delicatezza, ma anche con senso della realtà. Si parla di bulimia, violenza domestica, anoressia, accudimento dei genitori e, argomento non meno importante, speranza di magia!
Il Premio Suzzara e la sua influenza sul contesto socio-culturale. Concorsi artistici, gallerie pubbliche e private, collezioni d'arte nella Città del Premio
Giovanni Avolio
Libro: Copertina morbida
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2020
pagine: 159
In occasione della ricorrenza del trentennale della scomparsa di Dino Villani, ideatore del Premio Suzzara, gli "Amici del Premio" e il Comune di Suzzara hanno promosso la pubblicazione della tesi di laurea di Giovanni Avolio, Il Premio Suzzara e la sua influenza sul contesto socio-culturale. Concorsi artistici, gallerie pubbliche e private, collezioni d'arte nella Città del Premio, discussa nell'a.a. 2014-2015. La novità del libro sta nell'analizzare, nel lungo periodo, le ricadute di una singolare manifestazione, quale il Premio Suzzara, declinato sul tema unico del "Lavoro e lavoratori nell'arte": una proposta di natura utopica e civilmente politica di incontro tra diverse classi sociali della città, che veniva trasformando la propria economia da agricola ad artigianale e industriale, e gli artisti - pittori e scultori - in un momento in cui questi ritenevano che il loro non dovesse essere un impegno solo estetico, ma anche politico. A inventare il Premio, nel 1948, un intellettuale, Dino Villani, con il coinvolgimento di Cesare Zavattini, su impulso del sindaco del dopoguerra, Tebe Mignoni. Giovanni Avolio esamina l'influenza del Premio - peraltro sin dall'inizio destinato a creare una Galleria permanente, quindi costruito con un progetto temporale a lungo termine - sul contesto sociale ed economico della città di Suzzara, sia nella evoluzione dei concorsi artistici che nello stimolo a creare gallerie pubbliche e private, collezioni d'arte e iniziative parallele alle manifestazioni del Premio, interessando un pubblico di appassionati. Nella parte introduttiva, Gloria Bianchino illustra il contesto artistico e culturale nel quale si è svolto il Premio, negli anni della figurazione e del realismo, e Marzio Dall'Acqua, con documenti originali e inediti, ne descrive i primi anni in bilico tra politica e autonomia.
La rivoluzione e la città. L'Ottocento reggiano nelle memorie di un sarto reazionario
Fabrizio Solieri
Libro: Libro in brossura
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2019
pagine: 165
Filippo Braglia è un testimone singolare della complicata stagione dell’unificazione nazionale a Reggio Emilia. Di professione sarto, ma non indigente, animato da un profondissimo spirito religioso, egli esprime nelle sue Memorie un profondo scetticismo nei confronti dei cambiamenti politici, sociali e urbanistici che caratterizzano il suo tempo. Braglia annota gli avvenimenti della città in una lingua popolare, fortemente contaminata dal dialetto, scorretta, eppure efficace ed espressiva. Nelle sue pagine le rivolte e le repressioni, le fiere e i mercati, le processioni religiose e le recite a teatro si sovrappongono come spettacoli sullo stesso palcoscenico. La sua voce, al contempo ingenua e sagace, ci permette di indagare non soltanto sui fatti, ma anche sulla mentalità e sulla visione del mondo degli uomini della sua epoca.
Bibbiano. La culla ideale del «Re dei formaggi»
Gabriele Arlotti, Umberto Beltrami, Giuseppe Giovanelli
Libro: Libro in brossura
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2019
pagine: 143
Nel lontano 1100 dalla villa benedettina dei cluniacensi di Marola in Corniano (Reggio Emilia) inizia l’avventura del “formadio”, il formaggio antenato del Parmigiano Reggiano, oggi indiscusso e ineguagliabile protagonista sulle tavole dei buongustai di tutto il mondo. Attraverso una puntuale ricognizione storica che si avvale di documentazione in parte inedita, queste pagine restituiscono l’unicità del “Re dei formaggi”, signore di un regno, quello di Bibbiano, dove natura e sapienza umana da circa un millennio concorrono alla sua creazione, dalla “culla”, alla stagionatura, alla marchiatura finale. Quello che tiene unito questo libro è un prezioso filo verde, quello intrecciato con gli steli delle 100 erbe e i relativi 100 fiori e i 100 profumi dei secolari prati stabili bibbianesi; un filo che lega indissolubilmente le “anime” del Parmigiano Reggiano dop: storia, cultura, ambiente, bontà e salute.
Un anno a Lisbona
Fabio Roccabella
Libro: Libro in brossura
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2019
pagine: 256
È l'estate del 1939 e, mentre un'Europa tremante viene avvolta da una nube funerea, Henri Werz muore. Da quel momento il mondo di sua moglie, Lilian Meyer, riprende a scorrere. Dopo un'intera vita passata ad assistere il marito malato, Lilian si risveglia. Quello che si trova davanti è un mondo che sta per essere inghiottito dalla seconda guerra mondiale: senza voltarsi indietro Lilian si allontana da New York e da quell'intera vita che ricorda come un "gigantesco banco di nebbia" per spostarsi sull'altra sponda dell'oceano Atlantico, a Lisbona. Il destino di quarantamila profughi ebrei e quello di Lilian s'intrecciano in quell'ultimo lembo di Europa neutrale. "Un anno a Lisbona" è un romanzo che attraverso gli occhi "azzurri e limpidi" della protagonista coglie le diverse sfumature di un momento storico che ha segnato il mondo e che ancora oggi si riflette nel nostro presente. Prefazione di Giorgia Calò.

