Ibis
Paideutika. Volume Vol. 18
Libro: Libro in brossura
editore: Ibis
anno edizione: 2014
pagine: 200
Cosa vuol dire Paideutika? Letteralmente essa è la menzione al plurale dell'aggettivo verbale derivato dal greco paideuo (istruisco, educo, formo), da cui anche paideia (educazione, cultura, istruzione, conoscenza). Per cui Paideutika nomina tutto ciò che ha a che fare con la formazione dell'uomo. Così Paideutika intende sviluppare una critica serrata delle pratiche di assoggettamento formativo a partire esattamente dal nesso formazione/cultura. E di farlo nel segno di una tradizione fenomenologica che, con accentuata attenzione esistenziale, non potrà che immergersi nelle infinite forme della vita di cultura - dalla filosofia alle scienze umane, dall'arte alla letteratura, dalle scienze sociali e politiche a quelle dell'educazione - per rivendicare, oggi, l'urgenza di un pensiero radicale. Un pensiero capace di reagire, con metodo decostruttivo, alla confortevole e levigata illibertà che sempre si annida nelle formule retoriche ed edificanti del pedagogismo corrente.
Meditazioni sulla felicità
Pietro Verri
Libro
editore: Ibis
anno edizione: 2014
pagine: 96
Pubblicate nel 1763, le “Meditazioni sulla felicità” furono sottoposte molti anni dopo ad un’ampia ristesura. La nuova redazione stemperava l’entusiasmo e la sicurezza del testo giovanile in una visione più distaccata, influenzata dalle delusioni politiche dell’autore. Momento di svolta nell’apprendistato filosofico del giovane Verri, le “Meditazioni sulla felicità” (qui presentate in edizione critica) costituiscono il catechismo morale di un uomo dei lumi che si accinge ad entrare nell’agone politico e, al contempo, il manifesto di quella che Voltaire chiamerà ”L’école de Milan”, del gruppo cioè dal quale nasceranno “Il Caffè” e il “Dei delitti e delle pene”. L’opera è curata da Gianni Francioni, ordinario di Storia della Filosofia nell’Università di Pavia. Dirige la rivista “Studi settecenteschi” e l’Edizione Nazionale delle opere di Cesare Beccaria. Il suo libro più recente, edito da Ibis, è “Gli illuministi e lo Stato. I modelli politici fra utopia e riforma”.
Bonobani. Parole della foresta
Rabindranath Tagore
Libro: Copertina morbida
editore: Ibis
anno edizione: 2013
pagine: 156
Può sembrare curioso che un grande scrittore e poeta come Robindronath Tagore (1861-1941), Premio Nobel per la letterature nel 1913, dedichi un'intera opera all'albero - agli alberi - che per lui diventa simbolo emblematico dell'intera natura e referente del rapporto che si vorrebbe instaurare con essa: un rapporto fatto di rispetto e di ammirazione, di riconoscimento della bellezza. L'albero, la natura sono tutto questo e molto di più. Noi oggi non ci soffermiamo più a considerare la bellezza dell'albero. Qui ogni albero viene nominato e "chiamato per nome". Qui ogni albero diventa protagonista del dialogo dell'autore che parla e ascolta, che si lascia coinvolgere, che riconosce il vivente che è l'albero. Il traduttore, padre Marino Rigon, ha tradotto i testi di Tagore dall'originale bengali.
Il segreto. Cinque racconti giovanili
Rainer Maria Rilke
Libro: Libro in brossura
editore: Ibis
anno edizione: 2013
pagine: 73
Nei racconti giovanili di Rainer Maria Rilke (1875-1926), pur nei limiti di uno stile letterario ancora in costruzione, "[...] non mancano - come ricorda Anna Ruchat nella presentazione - tracce di quello che sarà il Rilke più maturo: il distacco e l'ironia nella malinconia, ad esempio. In nuce sono anche già presenti i temi fondamentali della poetica rilkiana: l'amore per gli umili, gli oppressi, i falliti, gli infelici, e poi la morte, l'amore fugace, l'infanzia. Insomma questi racconti, pur ripudiati, sono figli di quello stesso sforzo di creare dal nulla, di costruire sul vuoto, da cui nasceranno alcuni anni più tardi e con ben diversa padronanza di sé, prima il 'Malte' e poi le 'Elegie duinesi'".
Vecchia Brianza in cucina
Ottorina Perna Bozzi
Libro: Libro in brossura
editore: Ibis
anno edizione: 2013
pagine: 361
"Non è solo un ricettario, e un viaggio... Sono oltre 350 pagine di informazioni e ricette precedute da scorrevoli capitoli di curiosità e testimonianze vissute. Un eccellente esempio di contributo accademico alla cultura della tavola" (E. Lo Scalzo, Accademia Internazionale della Cucina). Come è stato scritto l'opera di Ottorina Perna Bozzi occupa lo stesso posto che occupa "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene" di Pellegrino Artusi: sono due libri che rappresentano un punto di riferimento insostituibile non solo per le ricette ma anche per tutte le informazioni che danno: "Anche Ottorina Perna Bozzi, come l'Artusi ha avuto la capacità e il merito di saper mettere 'ordine' nella cucina lombarda e milanese. Non tanto perché dà le ricette, che cambiano sempre e che ognuno ritiene di detenerne la migliore, ma per la descrizione dettagliata e puntigliosa dei metodi di lavorazione dei diversi piatti."
Como si racconta... 41 storie dalla città
Libro: Copertina morbida
editore: Ibis
anno edizione: 2013
pagine: 261
41 voci raccontano la città, le vie e le architetture, i progetti e la memoria, il lago e le sue ombre. È un ritratto poliedrico e vibrante, disegnato dai 41 autori intrecciando le loro storie con la Grande Storia. Sono scrittori, poeti, religiosi, artisti, architetti, uomini di cultura, avvocati, imprenditori, che regalano al lettore frammenti di una città vissuta e anche qualcosa di se stessi.
Un uomo di colore in viaggio intorno al mondo
David F. Dorr
Libro: Libro in brossura
editore: Ibis
anno edizione: 2013
pagine: 175
Il libro di viaggio di David F. Dorr costituisce un caso unico nella storia della letteratura di viaggio. Dorr infatti era uno schiavo che alla metà dell'Ottocento accompagna il suo padrone in un viaggio attorno al mondo con il compito di stendere il diario del viaggio. Ma la grande intelligenza di Dorr ci ricorda Attilio Brilli - trasforma il viaggio del suo padrone nel "suo" viaggio e il diario diventa il "suo" diario: Dorr fa della scrittura e della narrazione del viaggio una metafora della libertà e con ciò afferma il diritto di impossessarsi, lui dichiaratamente nero e schiavo, di una tradizione culturale - quella del viaggio d'istruzione - che era appannaggio esclusivo e vanto di classi bianche ricche ed egemoni. Si tratta infatti di una consuetudine culturale di origine britannica che gli permette di osservare, di commentare e di giudicare il mondo circostante come qualsiasi altro individuo nato libero e culturalmente dotato. Con la descrizione di città e di costumi del Vecchio Mondo e dell'Oriente mediterraneo, il suo libro non può che essere riconosciuto ancor oggi come uno dei più sorprendenti gesti ironici della storia.
Sulle orme degli elefanti. Ritorno in Kenia
Vivienne De Watteville
Libro: Libro in brossura
editore: Ibis
anno edizione: 2013
pagine: 271
Vivienne de Watteville fece il suo primo viaggio in Africa a ventitré anni, insieme al padre, un naturalista svizzero, che procurava animali selvatici per il Museo di Scienze Naturali di Berna. Durante una battuta di caccia, nelle vicinanze del lago Edoardo, in Congo, il padre venne ferito a morte da un leone e la giovane Watteville non potè che assistere impotente alla sua agonia. Nonostante il tragico epilogo di questo primo viaggio africano, dopo pochi anni, decide di tornare in Kenya, in una sorta di viaggio-pellegrinaggio alla ricerca di un nuovo legame con queste terre che aveva lasciato in così tragiche circostanze. Questa volta non ci sono animali da uccidere o battute di caccia: porta con sé poche cose, un cagnolino, una tenda, una macchina fotografica, dei libri e molto tè. In questo viaggio, mostra una singolare capacità nel gestire la propria situazione e testimonia nel modo più eloquente la sua fede incrollabile nella capacità dell'uomo di vivere in pace con la natura. Così l'incanto dell'Africa si mescola alla visione della vita sviluppata dall'autrice. Prefazione di Edith Wharton
Autori di Parigi. Messa in scena e messa in immagine di uno spazio urbano nel film. Atti del Convegno (Pavia, 19 maggio 2011)
Libro: Copertina morbida
editore: Ibis
anno edizione: 2013
pagine: 138
Questo volume raccoglie gli Atti del Convegno di studio promosso dal Collegio Ghislieri, dal Comune e dalla Provincia di Pavia e svoltosi il 19 maggio 2011. Superando i rimandi univoci al cosiddetto "film d'auteur", queste pagine sono ispirate anzitutto dalla passione per una città mitica e per i film girati tra le sue mura. Ma la celebrazione della filmografia parigina concilia la popolarità del soggetto con gli interessi scientifici: di fatto, Parigi, città che assomiglia a un film, si impone come il pretesto ideale per una riflessione su situazioni storiche ed estetiche del cinema.
Solitudine e scrittura. Disallineamenti del tragico nella modernità
Gianmarco Pinciroli
Libro: Copertina morbida
editore: Ibis
anno edizione: 2013
pagine: 239
In quanti modi diversi è possibile declinare la solitudine di chi scrive? L'analisi condotta in questo volume prende in considerazione figure di diverso rilievo - da Proust a Barthes, da Broch a Bernhard, da Celan a Walser, passando per Lévinas, Derrida e Agamben - appartenenti ad una modernità più o meno recente e a modalità di scrittura per lo più ambivalenti tra riflessione esplicitamente filosofica e segno letterario, per coniugarne il senso ai temi della tragicità, della formazione, dell'eticità. Che il nesso concettuale tra solitudine e scrittura, caratterizzato da quei temi, sia decisamente tipico dello stato delle cose odierno, non impedisce comunque di pensare che colui che scrive oggi, o che ha scritto in passato, sia stato sempre solo. Per questo, piuttosto che assumere le ragioni di una catalogazione storica dei modi in cui tale condizione s'incarna, l'autore si affida prudentemente ad alcuni casi esemplari che, nella loro esperienza vissuta di scrittori, sembrano rendere quel nesso più eloquente. Soprattutto volendo salvaguardare la ricchezza semantica di una "solitudine scrivente", per così dire, inapparente, sempre sottesa, come un filo d'acciaio, a sorreggere il gioco funambolico dei contenuti di senso più insoliti: tutti in debito di fondazione rispetto a questo destino al tempo stesso esistenziale ed essenziale.
Le rose del conte
Rosalba Fossati Veronesi
Libro: Libro in brossura
editore: Ibis
anno edizione: 2013
pagine: 55
"Nelle vie della città, chiusa dal lago a nord e intorno dalle mura e dalle torri, o meglio, da ciò che rimane della cinta medievale, correva il vento, sollevando polvere e foglie d'autunno, d'inverno penetrando gelido nei vestiti dei rapidi passanti." I ricordi corali di una città di lago, circondata dai monti, chiusa quasi in se stessa, incline alla riservatezza ma anche al pettegolezzo: storie minute che raccontano piccoli avvenimenti e forti passioni, che danno colore a personaggi e luoghi. Storie di un tempo lontano ma forse ancora vicine.
Continuità e discontinuità nelle opere giovanili di Joyce. Da «Stephen hero» a «A portrait of the artist as a young man»
Elena Montagna
Libro: Libro in brossura
editore: Ibis
anno edizione: 2013
pagine: 108
Nel passaggio dal manoscritto di "Stephen hero" al testo definitivo di "A portrait of the artist as a young man", si possono rilevare una serie di cancellazioni e di recuperi che appaiono, alla luce dei successivi sviluppi dell'opera di Joyce come estremamente significativi. Analizzare queste opere giovanili e le loro dinamiche, risulta quindi estremamente interessante per far luce sui capolavori successivi di "Ulysses" e "Finnegans' Wake". L'analisi che viene sviluppata qui non è quindi fine a se stessa, ma si proietta oltre l'immediato, sul complesso dell'opera joiciana e l'essenzialità del testo non toglie nulla alla rilevanza del saggio.

