Elèuthera
La variabile umana
Lorenza Ronzano
Libro: Copertina morbida
editore: Elèuthera
anno edizione: 2019
pagine: 220
Sempre più spesso si ricorre allo psichiatra come a un factotum in grado di risolvere problemi che non si sa bene chi altri potrebbe risolvere. Eppure c'è un enorme scollamento tra le classificazioni diagnostiche della psichiatria e il singolo essere umano con la sua peculiarissima storia. A partire dalla quotidiana esperienza in un day hospital, queste riflessioni danno conto di una nuova figura extra-terapeutica la cui finalità è dar voce all'umanità delle persone che transitano nei reparti psichiatrici. E il più delle volte è questo ciò di cui hanno bisogno i «pazienti»: esprimere un malessere interiore che non è sempre sinonimo di malattia psichiatrica e che anzi rimanda a ben precisi problemi sociali come la disoccupazione, le ristrettezze economiche, la solitudine, l'assenza di cure. Tutte questioni che la psichiatria non può in alcun modo risolvere, anche se continua a dispensare etichette diagnostiche e cure farmacologiche a chiunque metta piede in un reparto psichiatrico. Un approccio che si pretende scientifico e che nondimeno si rivela inadatto a maneggiare l'estrema - incomprimibile - variabilità umana.
Lo sguardo dello Stato
James C. Scott
Libro: Libro in brossura
editore: Elèuthera
anno edizione: 2019
pagine: 496
L’ottica con cui lo Stato guarda alla società e alla natura è intenzionalmente ultra-semplificatrice perché, per tutto comprendere (e controllare), deve inevitabilmente comprimere la diversità del territorio e della sua popolazione all'interno di griglie standardizzate più facili da gestire. Ricostruire il passaggio epocale che ha portato all'attuale configurazione di potere - tramite l'istituzione di mappe, censimenti, cognomi fissi, elenchi catastali, pesi e misure unificati ... - è essenziale per cogliere l'arte di governo moderna, con la sua pretesa di razionalità - sconfessata dai disastri provocati dall'ingegneria sociale ultra-modernista nel ventesimo secolo - e l'invasività dei suoi dispositivi di controllo, sempre più capillari. Queste semplificazioni della natura, della società e persino dell'animo umano sono state fatte a scapito delle pratiche vernacolari, informali e non codificabili, che Scott definisce ‘mètis’. Ovvero quelle forme di conoscenza radicate nell'esperienza che proprio per la loro complessità rimangono incompatibili con le esigenze di schematizzazione proprie di qualsiasi ordine sociale pianificato e centralizzato, confermandosi cosi come le forme di resilienza più efficaci per sottrarsi allo sguardo omologatore dello Stato.
Scienza e anarchia
Pëtr A. Kropotkin
Libro: Copertina morbida
editore: Elèuthera
anno edizione: 2019
pagine: 215
Kropotkin, russo di nascita ma internazionale per vita e vocazione, è considerato uno dei padri fondatori dell'anarchismo. Ma è stato anche un noto scienziato e le sue ricerche sono ancor oggi considerate fondamentali per discipline come la geografia sociale, l'urbanistica e l'ecologia. Celebre in particolare la sua riflessione sull'evoluzione delle specie in chiave simbiotica e mutualistica - la cooperazione come motore evolutivo più efficace della darwiniana competizione - oggi largamente ripresa nelle scienze biologiche e ambientali. Berti presenta in questa antologia i brani più significativi di Kropotkin, tratti dalle sue opere principali. Ne esce un ritratto complessivo di questo scienziato anarchico e delle sue originali proposte sull'integrazione fra città e campagna e fra lavoro manuale e lavoro intellettuale.
Critica della proprietà e dello Stato
Pierre-Joseph Proudhon
Libro: Libro in brossura
editore: Elèuthera
anno edizione: 2019
pagine: 203
Celebre per le affermazioni icastiche con le quali sintetizzava le sue tesi rivoluzionarie - come «la proprietà è un furto!» - Proudhon è stato il primo pensatore sociale ad attribuirsi la definizione di anarchico nel suo significato positivo e propositivo. E in effetti tutta la sua opera, un peculiare intreccio di riflessione iconoclastica e vis polemica, attesta l'emersione storica di una visione coerentemente libertaria dell'individuo e della società, in particolare nei rapporti con l'istituzione Stato. Questa scelta antologica propone alcuni brani essenziali della riflessione proudhoniana ripresi da una produzione teorica vastissima e a volte persino contraddittoria. Ne viene fuori una lettura anarchica del pensiero proudhoniano che ne identifica gli elementi forti - il federalismo, l'autogestione, la dialettica irrisolta degli opposti, il pluralismo metodologico e progettuale - restituendoci non solo la sua originalità ma anche la forte attualità del suo pensiero decentralista.
Anarchia come organizzazione
Colin Ward
Libro: Copertina morbida
editore: Elèuthera
anno edizione: 2019
pagine: 224
Per molti l'anarchia è un improponibile modello sociale basato sulla disorganizzazione caotica. Per altri è invece un'utopia generosa ma impraticabile. Ribaltando entrambe le interpretazioni, Ward la intende come un'efficace forma di organizzazione non gerarchica, una vivente realtà sociale che è sempre esistita e tuttora esiste nelle pieghe della prevalente società del dominio. Utilizzando un'ampia varietà di fonti, l'autore articola in modo convincente la sua tesi volutamente paradossale, con argomenti tratti dalla sociologia, dall'antropologia, dalla cibernetica, dalla psicologia industriale, ma anche da esperienze nel campo della pianificazione, del lavoro, del gioco...
Il consenso nell'epoca del terrorismo
Philippe Godard
Libro: Libro in brossura
editore: Elèuthera
anno edizione: 2018
pagine: 181
Questa riflessione sulla formazione del consenso in democrazia, in un'epoca segnata dalla violenza diffusa, parte da una doppia constatazione. Innanzi tutto, ciò che viene genericamente etichettato come terrorismo è talmente manipolato dalla logica mediatica da avere un impatto sproporzionato sull'immaginario sociale e i processi decisionali. Inoltre il consenso, cioè il riconoscersi in una data società anche in modo critico, si è talmente diluito da configurarsi come un consenso banalizzato che funziona solo in negativo: incapace di definire valori comuni, si limita a indicare capri espiatori, alimentando così quello stesso terrorismo che combatte. Consenso e dissenso vanno dunque rielaborati alla luce di questi profondi cambiamenti sociali e immaginari, che mettono in discussione anche il monopolio della violenza rivendicato dal potere «legittimo». Davanti a questa sfida epocale, i pochi paesi che ancora si richiamano alla democrazia devono trovare il modo giusto - cioè coerente con le loro premesse - per fronteggiare le nuove strategie terroristiche, e devono farlo in fretta se non vogliono cedere il passo a regimi dittatoriali la cui minaccia oggi è tutt'altro che remota.
La parentela: cos'è e cosa non è
Marshall Sahlins
Libro: Libro in brossura
editore: Elèuthera
anno edizione: 2018
pagine: 126
In questo saggio, Sahlins affronta il tema antropologico per eccellenza, ovvero la natura della parentela. E lo fa elaborando un'originale prospettiva basata sull'idea di «reciprocità»: i parenti sono tali non tanto perché sono consanguinei, ma perché condividono affettivamente e simbolicamente gli uni le vite (e le morti) degli altri. Lungi dal rimandare alla semplice procreazione, l'idea di parentela è una relazione transpersonale basata su una comune esperienza esistenziale. Per quanto rilevanti siano il sangue, il latte, il seme, la carne, o qualsiasi altra cosa intervenga nella procreazione, questi non sono soltanto fenomeni fisiologici, ma eredità sociali, dotate di significato, che collocano il bambino all'interno di un terreno relazionale molto più esteso e strutturato. Siamo cioè di fronte a una costruzione simbolica del concetto di appartenenza ben più complessa della semplice consanguineità.
Ivan Illich e l'arte di vivere
Franco La Cecla
Libro: Copertina morbida
editore: Elèuthera
anno edizione: 2018
pagine: 176
Ivan Illich (1926-2002) è stato uno dei pensatori più originali e meno ideologici del secondo Novecento e uno dei primi a formulare una critica radicale dell'esistente che oggi si rivela quanto mai attuale, soprattutto nel suo attacco frontale all'idea di sviluppo e progresso. Questo libro è l'unica biografia di Illich scritta da chi, come La Cecla, lo ha conosciuto direttamente e intimamente essendone stato allievo e amico. Un rapporto difficile, certo, da discepolo disobbediente, che però ha dialogato e discusso per un ventennio con questo «profeta» scomodo e arrabbiato che gli ha insegnato quell'arte di vivere che la modernità ha ormai soffocato. Attraverso le vicende di una vita affatto banale, La Cecla propone una lettura essenziale del pensiero di Illich, per evidenziare l'estrema importanza del dubbio sistematico e per comprendere la ricchezza della sua critica a una società che istituzionalizzando ruoli e desideri, trasformati in bisogni e servizi, ha «debilitato» il singolo e disintegrato il tessuto amicale e reciproco in cui viveva e agiva.
Non siamo mai stati moderni
Bruno Latour
Libro: Libro in brossura
editore: Elèuthera
anno edizione: 2018
pagine: 230
Embrioni congelati, virus dell'aids, buco dell'ozono... questi «oggetti» rientrano nel campo della natura o della cultura? Una volta le cose erano più semplici: le scienze naturali si occupavano della natura e le discipline sociali della società. Ma questa tradizionale divisione non riesce più a rendere conto dell'attuale proliferazione di ibridi. Ne deriva un senso di angoscia che i filosofi, postmoderni, moderni o anti-moderni che siano, non riescono a placare. E se avessimo sbagliato strada? In effetti, la società «moderna» non ha mai funzionato in modo coerente con la grande scissura su cui si fonda il suo sistema di rappresentazione del mondo, che oppone radicalmente natura e cultura. I cosiddetti «moderni» non hanno mai smesso di creare ibridi e tuttavia si rifiutano di prenderli in considerazione in quanto tali. Non siamo mai stati davvero moderni, dunque, ed è proprio quel paradigma fondatore che va rimesso in discussione per capire il nostro mondo.
Contro la corrente
Rudolf Rocker
Libro: Copertina morbida
editore: Elèuthera
anno edizione: 2018
pagine: 208
Nel corso della sua straordinaria parabola esistenziale, Rudolf Rocker, uno dei maggiori protagonisti dell'anarchismo tedesco e internazionale, ha profuso la sua attività militante in una molteplicità di contesti sociali e politici, passando dalla Germania di Bismarck alla Londra del movimento operaio yiddish, per approdare infine negli Stati Uniti. Se il suo impegno sociale rimane costante, il suo approccio politico cambia nel corso dei decenni, muovendo da una visione prettamente anarcosindacalista a una visione più pragmatica e gradualista attenta a proporre concrete analisi delle trasformazioni in atto nella società. A sessant'anni dalla morte, queste sue riflessioni ancora inedite in italiano, che vanno dal 1919 al 1953, consentono di ricostruire il percorso intellettuale di uno dei più lucidi pensatori libertari del Novecento, come testimonia la sua acuta analisi del totalitarismo di destra e di sinistra e la sua incisiva critica di una concezione rivoluzionaria incapace di riflettere a fondo sulle ragioni che avevano portato alla sconfitta della Rivoluzione spagnola e alla degenerazione della Rivoluzione russa.
Pensiero e azione. L'anarchismo come «logos», «praxis», «ethos» e «pathos»
Amedeo Bertolo
Libro: Libro in brossura
editore: Elèuthera
anno edizione: 2018
pagine: 173
Dalle liti con don Giussani al tempo del liceo Berchet alla militanza quotidiana con Giuseppe Pinelli durante la "strategia della tensione", dal primo rapimento politico del dopoguerra alla paziente costruzione di quel composito mosaico che è la cultura libertaria contemporanea, questo racconto autobiografico trascende la singolarità di chi racconta per farsi storia collettiva. Una storia "dal basso", estranea alle narrazioni ufficiali, che traccia un itinerario esistenziale controcorrente fatto di incontri e scontri, di gioiosa creatività libertaria e di resistenza al "mondo così com'è". Pieno di ironia e autoironia, lontano dalla retorica e mai autoassolutorio, questo racconto di fatto corale rende conto con disincanto e passione delle fughe in avanti e dei vicoli ciechi che hanno segnato il dissenso italiano negli ultimi sei decenni. Con la chiara consapevolezza, da parte di chi narra, di avere in definitiva "perso", non essendo riuscito a realizzare la propria utopia, ma di avere al contempo vissuto una vita mai banale, intensa, coerente, e soprattutto capace di realizzare nel qui e ora – ad esempio in un progetto editoriale come Elèuthera - quel tanto di anarchia possibile. Introduzione di Rossella di Leo.
L'intellettuale riluttante
Pier Aldo Rovatti
Libro: Copertina morbida
editore: Elèuthera
anno edizione: 2018
pagine: 170
Attraverso rapide scene, inizialmente pensate come editoriali, Pier Aldo Rovatti elabora la cronaca di un anno di vita italiana, guardandola dal punto di vista di un'«etica minima». Ne esce una lettura molto acuminata, in definitiva una denuncia della cultura attuale. Ma a emergere è anche l'immagine di un intellettuale «riluttante» che non fa sconti neppure a se stesso e che non si conforma all'aria che tira oggi nella scuola, nella sanità, nei modi della comunicazione, nel discorso politico... Un intellettuale «riluttante» che cerca al tempo stesso di non collocarsi sopra bensì dentro le cose, riuscendo così a lanciare frecce critiche in grado di produrre nel lettore delle pause di riflessione, grazie anche alla chiarezza e alla incisività della forma linguistica adottata.

