edizioni Dedalo
Imperialismo e geopolitica in America latina
Vivian Trias
Libro: Copertina morbida
editore: edizioni Dedalo
anno edizione: 1973
pagine: 282
Un saggio sulla storia politica in America latina.
Una autodisciplina per l'architettura
Enzo Frateili
Libro: Copertina morbida
editore: edizioni Dedalo
anno edizione: 1973
pagine: 162
Il significato sociale della "quantità qualificata" e la possibilità di conciliare un elevato impiego dello standard con la sua necessaria adattabilità alle molteplici e mutevoli esigenze dell'habitat contemporaneo, sono alla base di un migliore incontro fra cultura architettonica e processi industrializzati. Di qui la preferenza al principio della industrializzazione per componenti che fa da sottofondo connettivo a questo saggio, che affronta la ricca problematica sotto varie angolazioni. L'inserimento della forma mentis del design nel fare architettonico, il concetto di una "architettura componibile" come mobilità continua di elementi base, ricorrono nella trama del discorso che vede nell'inquadramento dato dalle metodologie - dalla esplorazione sistematica nel campo delle forme al metaprogetto come germinatore di più progetti sviluppabili - un supporto vantaggioso alla indispensabile carica ideologica e inventiva.
Tel Quel. Un'avanguardia per il materialismo
Ermanno Krumm, Monique Charvet
Libro
editore: edizioni Dedalo
anno edizione: 1973
pagine: 264
Il modello britannico
Antonio M. Calderazzi
Libro
editore: edizioni Dedalo
anno edizione: 1973
pagine: 192
Sottosviluppo e politica di piano
Mieczjslaw Falkowsy
Libro
editore: edizioni Dedalo
anno edizione: 1970
pagine: 212
Comunità e utopia
Claudio Stroppa
Libro: Copertina morbida
editore: edizioni Dedalo
anno edizione: 1970
pagine: 502
La speranza primordiale di tutta la storia riguarda una genuina comunità del genere umano, interamente pervasa di spirito comunitario; illusoria sarebbe quella comunità che non si fondasse su un'effettiva vita comunitaria di gruppi piccoli e grandi, coabitanti o collaboranti, e sulle loro relazioni reciproche. L'autentica essenza della comunità va vista nel fatto, palese o nascosto, che essa ha un centro: il suo effettivo manifestarsi si può comprendere solo tenendo presente che i suoi membri hanno con il centro un rapporto comune e superiore a qualsiasi altra relazione. Una comunità non ha affatto bisogno di essere "fondata". Dove il destino storico aveva posto un gruppo umano in uno spazio comune di natura e vita, c'era posto per il divenire di una comunità genuina. Ma si sente spesso dire che oggigiorno tutto ciò è andato perduto irrimediabilmente, una concreta reciprocità è stata sminuita dalla coercizione della quantità e dalla forma organizzativa. È quindi possibile una "rinascita" della comunità nel senso datole da Martin Buber? Quando parlo della sua rinascita penso ad una situazione mondiale mutata, non al perdurare di quella attuale.

