Transeuropa: Studi e ricerche
La società contronatura. Complessità, comunicazione e neuroscienze
Marco Simonetti
Libro: Libro in brossura
editore: Transeuropa
anno edizione: 2016
pagine: 226
Saggio sociologico-divulgativo il cui tema centrale è costituito dalla straordinaria rilevanza delle scoperte neuroscientifiche in relazione all'origine biosociale di ciò che sembra un incomprensibile multiforme disagio diffuso nella nostra società complessa. Un nuovo paradigma emergente capace non solo di evidenziare come la società in cui viviamo si configuri contronatura per l'essere umano, ma soprattutto, per il grado di incidenza positiva che tali nuove conoscenze potrebbero avere nei processi di costruzione politica e sociale della realtà, migliorandola al di là di considerazioni di parte. Altri temi correlati, trattati in chiave critica, riguardano la subdola pervasività del mercato e delle sue logiche e gli aspetti ambivalenti e contradditori della complessità odierna, in particolar modo, della comunicazione tecnologicamente mediata con le nuove forme di socialità che l'accompagnano.
Il negriero
Édouard Corbière
Libro: Libro in brossura
editore: Transeuropa
anno edizione: 2014
pagine: 300
Pubblicato nel 1832, Il Negriero è una grande storia di mare ispirata alla vita avventurosa di Édouard Corbière - padre del poeta maledetto Tristan - a lungo capitano di una nave corsara nel periodo della tratta degli schiavi tra l'Africa e le Antille. L'adolescente Léonard, imbarcato come mozzo sul veliero Sans Façon, nel suo journal de mer descrive episodi feroci ed esilaranti, attraverso i quali si compie la sua formazione alla vita adulta. Édouard Corbière inventa un linguaggio polifonico e corale in cui convivono i registri tecnici del lessico specialistico della marina, la prosa descrittiva del geografo e del viaggiatore capace di fissare sulla pagina le atmosfere e le peculiarità paesistiche dei luoghi attraversati, le parlate viventi, le forme argotiche e colloquiali dei matelots. Il percorso narrativo diviene un vero e proprio viaggio iniziatico: il mare e l'oceano non rappresentano solo il principio strutturale e compositivo che regola il dipanarsi delle vicende, ma si fanno simbolo e specchio dei moti interiori del protagonista, della sua sensibilità inquieta, palcoscenico privilegiato per delineare i drammi dell'esistenza.
Il giovane De Martino. Storia di un dramma dimenticato
Emilia Andri
Libro: Libro rilegato
editore: Transeuropa
anno edizione: 2014
pagine: 480
Ernesto De Martino (1908-1965), il maggior antropologo del Novecento italiano, si è sempre percepito come “uomo atipico”, figlio della crisi, refrattario, perciò, a ogni norma classificatoria intesa a neutralizzare le contraddizioni della sua esistenza e della sua epoca. In questo libro, l'autrice ricostruisce l'intreccio contraddittorio e fecondo di esperienza storica della crisi europea ed esperienza della crisi personale che costituisce il nucleo profondo del pensiero demartiniano, attraverso un'accurata ricerca sul periodo della travagliata formazione del giovane De Martino fino alla composizione de "Il mondo magico". Emerge così un passato in parte rimosso dal suo stesso protagonista, segnato dal tormentato rapporto con Vittorio Macchioro, cui è restituita la giusta centralità grazie al recupero della parte ancora inedita del carteggio tra i due studiosi, e percorso dal tentativo di rispondere alla crisi dell'Occidente attraverso il recupero storico e conoscitivo della forza rigenerativa e salvifica della religione e del magismo.
La necessità del tragico
Alessandro Baldacci
Libro: Libro in brossura
editore: Transeuropa
anno edizione: 2014
pagine: 152
A partire dall'estrema tensione fra il creaturale e la crudeltà, su cui si è soffermata l'analisi del tragico moderno di Barnaba Maj, viene qui proposta una rilettura del Novecento letterario in cui le stragi e i genocidi del XX° secolo portano all'eruzione della voce dell'aorgico, come ferita aperta fra pietà e terrore. Sotto il segno della “contraddizione sofferente”, della lacerazione insanabile, della tensione fra voce corale e “mimesis del trauma”, prende forma una rinnovata attualità del tragico entro la quale si muovono le opere di Antonin Artaud e Paul Celan, di Amelia Rosselli e Sylvia Plath, di Samuel Beckett e Ingeborg Bachmann. Il libro presenta inoltre un percorso all'interno della letteratura italiana del Novecento volto a individuare le caratteristiche di una ripresa del tragico che parte da Dino Campana, Carlo Michelstaedter, Clemente Rebora e Cesare Pavese, per arrivare ad alcune delle esperienze più significative della poesia italiana contemporanea, come quelle di Giuliano Mesa, Milo De Angelis, Antonella Anedda, Marina Pizzi e Cosimo Ortesta.
Il re al margine. Cinque saggi sulla regalità in Giappone e in Africa
Masao Yamaguchi
Libro: Libro in brossura
editore: Transeuropa
anno edizione: 2014
pagine: 150
I cinque saggi qui raccolti per la prima volta in volume, ricostruiscono il percorso scientifico del più importante etno-antropologo giapponese del secondo dopoguerra. Una ricerca ostinata e personalissima condotta affiancando ricerca sul campo in Nigeria e studio del mito. Di là dal merito strettamente disciplinare però, il lettore potrà scoprire inoltre in questo libro una guida appassionata e insieme lucidissima alla cultura del Giappone, con i suoi poemi che narrano di dei ed eroi (la Grande Dea Amaterasu, il fratello Susano-o, maschio tremendo, il principe esiliato Yamato-takeru) e con le sue marginalità (Kabuki, burattini, geishe e fuorilegge Yâkuza); e alcune ammonitrici suggestioni relative al pensiero digitale che tenderebbe ad aggregare folle e a produrre capri espiatori.
Il porco espiatorio nelle Verrine di Cicerone
Domenico Palumbo
Libro
editore: Transeuropa
anno edizione: 2013
pagine: 184
Caio Verre, governatore in Sicilia dal 73 al 70 a.C., è un modello di corruzione politica e tuttavia gli studiosi hanno attenuato il giudizio che a più di duemila anni lo addita al disprezzo comune: nulla togliendo alla gravità delle sue malefatte, si è ormai compreso che egli è stato un capro espiatorio. Se Verre aveva esasperato una condotta di sfruttamento e rapina comune ai governatori provinciali, con la sua liquidazione politica per via giudiziaria la classe dirigente d'allora cercò di porre riparo alla scarsa tenuta dell'establishment. Ciò che giustifica oggi una rilettura delle Verrine è dunque la possibilità di considerarle un testo mitico, un testo cioè che, secondo René Girard, documenta la realtà dell'assassinio collettivo; anzi è proprio il fatto di considerare Verre una vittima emissaria a illuminare nei dettagli il mito infamante che il suo accusatore gli ha esageratamente costruito addosso, a cominciare dalla pubblicazione, successiva al processo, dei cinque discorsi mai pronunciati davanti alla corte che giudicava a Roma i reati di concussione, in cui si assiste alla trasformazione dell'imputato in mostro impuro: una mostrificazione tanto più inopportuna quanto più infierisce su un uomo già condannato; una metamorfosi che d'altronde Cicerone ha messo in opera sin dalla prima udienza, giocando sul nome di Verre che in latino è il maschio riproduttore del maiale.
Martirio. Elementi antropologici, politici e filosofico simbolici
M. Grazia Recupero
Libro: Copertina morbida
editore: Transeuropa
anno edizione: 2011
pagine: 246
Nell'epoca delle masse, "chi decide gli eventi storici non sono gli statisti, i diplomatici e i generali, bensì i martiri". Rievocando questa affermazione di Sören Kierkegaard, Carl Schmitt aggiunge al suo postulato decisionista un'interessante suggestione: al sovrano che decide sullo stato d'eccezione fa da sfondo il martire. La particolare relazione tra potere e patire, oggetto del presente volume, scopre la centralità della vittima reale nella fondazione politica e simbolica, chiamando in causa la teoria sacrificale di matrice girardiana secondo cui all'origine di tutte le culture umane vi è un linciaggio spontaneo, che il mito arcaico riprende e il sacrificio cristiano rivela nella figura di Gesù Cristo e dei primi santi della devozione cristiana. I martiri, scrive Girard, "moltiplicano le rivelazioni della violenza fondatrice". Nelle dinamiche sacrali che alimentano gli ordini politico-culturali, il martirio recupera, riassume e riscatta il "sacro arcaico" presente sullo sfondo del potere legittimato da Dio, dalla ragione, dal popolo. Il ruolo fondativo del martirio, così inteso, trova conferma su più livelli ermeneutici: architetture, narrazioni, immagini, tra Oriente e Occidente.
Vattimo e i suoi nemici. Conflitto e campo accademico
Paolo Di Motoli
Libro: Libro in brossura
editore: Transeuropa
anno edizione: 2024
pagine: 126
"Vattimo e i suoi nemici" è un'opera che offre un'analisi acuta del contesto accademico e intellettuale della filosofia a Torino, attraverso un ricco intreccio di narrazione auto-etnografica e approfondite indagini sociologiche. In questo saggio, Paolo Di Motoli esplora la complessa rete di relazioni, dinamiche di potere e conflitti che caratterizzano il mondo accademico filosofico torinese. Utilizzando le categorie concettuali di Pierre Bourdieu, come "campo", "habitus", "potere simbolico" e "illusio", l'autore offre al lettore uno sguardo penetrante sulle tensioni e i giochi di potere che animano il panorama filosofico di Torino. Attraverso una ricerca, che comprende analisi di verbali, letteratura esistente, storie della facoltà e interviste a ex allievi e professori, Di Motoli dipinge un quadro vivido e dettagliato del contesto accademico torinese. La metodologia adottata dall'autore conferisce al lavoro una solidità e una completezza che lo rendono una lettura imprescindibile per chiunque sia interessato alla filosofia accademica e alle dinamiche di potere nelle istituzioni intellettuali.
Metamorfosi del desiderio in «Memorie dal sottosuolo» di F. M. Dostoevskij
Margherita Geniale
Libro
editore: Transeuropa
anno edizione: 2013
pagine: 189
Il "sottosuolo" nasce con l'intento di separare l'"uomo buono e sensibile" del XIX secolo dall'homme de la nature et de la vérité. Ma non fa che duplicare a totalità rappresentata dall'altro. Il mondo di sotto è, in realtà, un'illusione, il riflesso di una "aspirazione ad imitare" impossibile da realizzare. Nel percorso esistenziale e letterario di Dostoevskij "Memorie dal sottosuolo" segna l'impossibilità della scelta e apre alla questione della trascendenza, poiché rivela l'incapacità "autoredentiva" dell'uomo. A negargli la speranza soteriologica è proprio l'ostinazione sotterranea, la dimensione puramente razionale della mente. D'altronde il desiderio di "cavar la lingua di fronte al palazzo di cristallo" racchiude tutto il senso di annichilimento del "sottosuolo", ultima enclave esistenziale protetta dalle ingerenze del positivismo. Ma di fronte alla "neutralizzazione totale" operata nello "Stato tecnicizzato", portato epigonale della filosofia positivista, il problema del chi decide diviene sempre più pressante. Chiunque abbia i mezzi tecnici per farlo è libero di annientare l'altro. Non è più possibile procrastinare la risoluzione del problema del potere, giacché la mancata rinuncia alla violenza condannerebbe il mondo alla fine.
Evoluzione e sacrificio. Paradigmi filosofici, antropologici e mimetici
Margherita Geniale
Libro
editore: Transeuropa
anno edizione: 2013
pagine: 128
Molti autori e da varie prospettive disciplinari affrontano lo studio del comportamento violento nel suo straordinario ruolo di sprone evolutivo per la specie umana. Il modello etologico della pulsione aggressiva di Lorenz e il modello del "desiderio mimetico", evolutivo e sacrale di Girard vengono confrontati, in questo lavoro, con la biologia genetica di Dawkins e con la teoria evoluzionista di Darwin; senza dimenticare l'influenza esercitata dalla filosofia di Heidegger sulle discipline scientifiche e, in particolare, sul concetto di "eccesso pulsionale", che qualifica l'uomo per l'antropologia filosofica di Gehlen. Il contributo teorico di Rudolf Kassner confronta i modelli interpretativi del rapporto fra evoluzione e sacrificio. Essi evidenziano la perenne tensione fra la necessità di fondare un ordine sociale stabile in assenza di dominance patterns, e l'incombenza di bonificare situazioni di crisi mimetica, facendo periodicamente ricorso al sacrificio cruento e ritualizzato di vittime innocenti. Ma ragione e sacrificio non sono altro che il duplice aspetto dell'empasse storico-esistenziale nella quale è incorsa la storia evolutiva del genere umano, il debito contratto nel pervenire all'ominazione.
Il leviatano fuori dal mito. Le pronunce politiche di Hobbes e di Schmitt
M. Stella Barberi
Libro
editore: Transeuropa
anno edizione: 2013
pagine: 184
Thomas Hobbes, autore del controverso e famigerato "Leviatano", è stato il riferimento costante della riflessione di Carl Schmitt e, in un certo senso, il suo alter ego. Nella Germania del 1938, anche Schmitt scrisse un assai controverso Leviatano. Il pericolo dell'incontro con il potere gioca un ruolo chiave nella filosofia politica dei due autori, ampliandosi a criterio di indagine storica su diversi momenti della crisi europea. Ma nei tre secoli che separano questi testi il pericolo era cresciuto, lo troviamo riflesso nella trattazione 'esoterica' del filosofo tedesco, imitatore dissenziente della secentesca rappresentazione e dissimulazione barocca. Il presente studio confronta tali problematici percorsi del Potere con le ipotesi sulla sua origine, utilizzando la prospettiva teorica di René Girard.
Con i suoi stessi occhi. Walter Benjamin e la città
Domenico Scalzo
Libro
editore: Transeuropa
anno edizione: 2012
pagine: 387
"Con i suoi stessi occhi" è un'espressione di Walter Benjamin. L'autore dice di non ricordare più in che posto sia. Ma nel frattempo è stato catturato da quegli occhi, ha fatto un passo nel vuoto e ha scritto un libro sulla città. Benjamin è stato la sua guida. Il suo sguardo di Medusa ha pietrificato il mito della città moderna. Il libro è passato dalla guerra alla produzione del consumo, dalla mobilitazione totale al feticcio della merce - spazi simbolici sulle vie del linguaggio e della politica. Ma il suo viaggio si è diretto verso l'antico. La prima pietra è di fondazione. Forse è stata scagliata in una battuta di caccia, in un linciaggio, una contesa. Avrà ucciso qualcuno, tenuto fermo un morto, commemorato una vittima o celebrato un capo. Dopo Parigi, capitale del XIX secolo la Storia di Roma dalla sua fondazione. Un'altra guida si affianca a Benjamin, Michel Serres. Se un errore questo libro ha commesso è di aver creduto ciecamente a una cosa, dura come la pietra - che dove origine e distruzione si incontrano è la fine del dominio. E poi di stare dalla parte dei poveri, dei vinti, dei senza nome, togliendo il bando che li ha esclusi dall'uso comune della città.

