Solferino: Tracce
Se sembra impossibile, puoi farlo. Una vita nella moda, con una missione speciale
Marina Spadafora
Libro
editore: Solferino
anno edizione: 2026
pagine: 304
«Audrey Hepburn era una persona semplice, divertente e accogliente
La frontiera invisibile
Kilian Jornet
Libro
editore: Solferino
anno edizione: 2026
pagine: 192
Per Kilian Jornet la montagna rappresenta il sogno più grande ma, come ha imparato tragicamente, può anche trasformarsi nel pe
Beato il popolo che ha bisogno di eroi
Massimo Gramellini
Libro
editore: Solferino
anno edizione: 2026
pagine: 240
«Beato il popolo che non ha bisogno di eroi» faceva dire Brecht al suo Galileo per difenderlo dall'accusa di essere sceso a co
Solitudine. Il mio appuntamento con i Dru
Benjamin Védrines
Libro
editore: Solferino
anno edizione: 2026
pagine: 160
L'impresa solitaria sui Dru del Monte Bianco di Benjamin Védrines (17-21 febbraio 2025), desideroso di condividere la sua pass
Questione di stoffa. Un'autobiografia
Carlalberto Corneliani
Libro
editore: Solferino
anno edizione: 2026
pagine: 176
«La moda è un ponte fra il presente e il futuro, attraverso l'eleganza
La mia verità. Memorie e pensieri della mamma nel bosco
Catherine Louise Birmingham
Libro
editore: Solferino
anno edizione: 2026
pagine: 256
Una coppia che decide di vivere "off the grid", fuori dalla società dei consumi, in mezzo alla natura, nutrendosi in larga par
Rosso volante. La leggenda di Eugenio Monti e del suo incredibile bob
Stefano Rotta
Libro: Libro in brossura
editore: Solferino
anno edizione: 2026
pagine: 256
«Rosso» per il colore dei capelli, «volante» perché nessuno come lui sa sfrecciare sulla neve: è nientemeno che Gianni Brera ad attribuire questo soprannome a Eugenio Monti, nato a Dobbiaco nel 1928 e cresciuto nella bellezza delle Dolomiti e nell’atmosfera ottimista e affaccendata del boom economico. Eugenio va veloce: in moto, in auto, con gli amici, con le ragazze. E sugli sci, il suo primo amore: a ventidue anni riesce a battere il grande campione Zeno Colò. Niente sembra poterlo fermare, fino a che il sogno di una carriera da sciatore viene spezzato da due gravi infortuni ai legamenti. Rassegnarsi? No: continuare a correre. Complice una serata galeotta tra le osterie delle sue montagne, nasce Rosso Volante, la leggenda del bob. Che all’epoca è uno sport duro, da pionieri: sono in molti a infortunarsi prima del traguardo, e sulle piste si muore. Eugenio invece arriva, e arriva primo, conquistando per l’Italia un medagliere d’eccezione nelle più importanti competizioni internazionali. Ma a fare di lui una leggenda non sono solo i suoi trionfi sportivi, sono anche il suo carisma e il suo fair play: alle Olimpiadi di Innsbruck nel 1964, con un gesto semplice quanto incredibile, regalando un bullone del suo bob agli avversari inglesi, regalerà loro anche la medaglia d’oro. Da questo racconto, che mescola cronaca sportiva e ritratto d’epoca, emerge il profilo di un atleta istintivo e generoso, ma anche tormentato. Vittorie, sconfitte, esaltazioni e delusioni, fino all’ultima tragica notte con il freddo fuori e la disperazione nel cuore. Il romanzo di un’Italia che sapeva cadere e rialzarsi, correre e sognare.
Pogačar, il re schivo. Vita, imprese e segreti del marziano del ciclismo
Marco Bonarrigo
Libro: Libro in brossura
editore: Solferino
anno edizione: 2025
pagine: 160
È il nuovo Eddy Merckx, ma, a differenza del grande ciclista belga, Tadej Pogacar è un cannibale gentile, che regala borracce ai bambini lungo il percorso di gara e stravolge ogni cerimoniale. Guadagna come una rockstar, ma conduce una vita semplice, insieme alla fidanzata Urska, anche lei professionista delle due ruote. Ed è riservatissimo. Marco Bonarrigo, che lo segue da anni per il «Corriere della Sera», ha scritto la sua prima biografia intervistando i famigliari e chi ha lavorato con lui, ricostruendo le grandi tappe e i momenti sconosciuti, indagando sulla preparazione atletica come tra le pieghe di un carattere schivo. Cresciuto in una squadra con un’immagine offuscata dall’ambiguo passato dei manager, Pogi ha saputo prenderne le distanze con i fatti più che con le parole. In uno sport il cui olimpo sembrava inaccessibile, ormai, dagli anni Cinquanta, il giovane sloveno ha dato inizio a una scalata che pare inarrestabile. Ha vinto il primo Tour de France a ventun anni, ribaltando la classifica nell’ultima mezz’ora di gara. Ne ha, poi, conquistati altri tre, oltre a un Giro d’Italia. Ha dominato i Mondiali e tutte le Classiche a cui ha partecipato (cinque Giri di Lombardia, come Fausto Coppi). Ha riscritto le regole del ciclismo tradizionale, basate su razionalità, dosaggio delle forze e grande lavoro diplomatico. Primeggia da febbraio a ottobre, in qualsiasi condizione, con fughe di 100 chilometri che spiazzano avversari e cronisti. Il suo programma per i prossimi anni? Vincere ogni corsa possibile, nel modo più spettacolare possibile.

