Skira: Cataloghi arte contemporanea
Christian Boltanski. Shay Frisch. Ediz. italiana e inglese
Libro: Libro in brossura
editore: Skira
anno edizione: 2021
pagine: 126
L'ampio e articolato progetto ha posto al centro dell'indagine il tema della "luce" come archetipo simbolico, metafisico, ar tistico e ha dato vita ad una nuova riflessione sulle opere di Christian Boltanski e le ha messe in dialogo con le opere di Shay Frisch. Il risultato di questo gioco di rimandi contrapposti è un percorso espositivo che si snoda al piano nobile del Museo RISO a Palermo. Un progetto che si dispiega su linee diverse, parallele ma autonome, che analizza lo stesso rapporto da più angolazioni, legate all’esperienza estetica ma anche ai linguaggi della contemporaneità. È un dialogo diretto tra la luminosa non-luce di Christian Boltanski carica di valori mnemonici, che diventano ombre, fantasmi, simboli forti ei campi elettrici di Shay Frisch con la loro carica energetica, le forme evocative e le declinazioni concettuali derivanti dal suo linguaggio archetipico. Luce come pura energia, un flusso di memoria unico che riceve significati dall’oscurità. Mentre Boltanski amplifica il valore emblematico degli oggetti nella sua riflessione, Frisch piega l’iconografia traendone un nuovo significato.
Antonio Ligabue. L'uomo, l'artista
Libro: Libro in brossura
editore: Skira
anno edizione: 2022
pagine: 168
Il percorso artistico di Antonio Ligabue, tra i più significativi e originali artisti del Novecento Curata da Sandro Parmiggiani, la monografia documenta i diversi strumenti espressivi cui Ligabue si è dedicato, con esiti significativi in ogni tecnica: novanta opere, tra le quali circa cinquanta dipinti con alcuni veri e propri capolavori - Caccia grossa (1929), Circo (1941-1942 ca.), Tigre reale (1941), Leopardo con serpente (1955-1956), Caccia (1955), Autoritratto con cavalletto (1954-1955), Autoritratto con spaventapasseri (1957-1958), Autoritratto (1957) - sculture, disegni e incisioni, provenienti da collezioni private, raccolte pubbliche e fondazioni bancarie. Come spiega il curatore del volume, "Ligabue è 'espressionista tragico' cui si debbono opere di straordinario fascino e forza comunicativa, visionarie e segnate dal gusto per la decorazione, e dalla sensibilità per le affinità elettive tra gli esseri viventi. Lo testimoniano i dipinti delle lotte senza tregua tra gli animali selvaggi e gli autoritratti, specchio di un disagio esistenziale e della volontà di riaffermare la propria identità." Due sono i filoni fondamentali ai quali l'artista si è dedicato nel corso della sua carriera: gli animali feroci ed esotici, abitatori della foresta in perenne lotta per l'esistenza, e gli autoritratti, un capitolo dolentissimo, intriso di amara poesia. Non mancano tuttavia, altri soggetti, quali le scene di vita agreste e gli animali domestici. Un'attenzione particolare è dedicata alla scultura, un aspetto poco conosciuto dell'opera del maestro: un nucleo significativo di ventisei sculture in bronzo, soprattutto di animali. Altro filone indagato da Ligabue in pittura è quello dei suoi paesaggi padani, nei quali irrompono, sullo sfondo, le raffigurazioni dei castelli e delle case, con le loro guglie e bandiere al vento, della natia Svizzera, assolutamente reali, esito di una memoria che tenacemente serbava immagini che restarono vive per tutta la sua vita. Questo volume, che accompagna la mostra al Forte di Bard, intende far conoscere meglio l'artista e l'uomo, in una visione unitaria, anche attraverso la ricostruzione del suo "mito", a partire dai rotocalchi degli anni cinquanta, e i lavori più recenti a lui dedicati: la trilogia teatrale Progetto Ligabue di Mario Perrotta e il film Volevo nascondermi di Giorgio Diritti, interpretato da Elio Germano.
Modigliani
Libro
editore: Skira
anno edizione: 2015
Troppo facile il giro di parole, troppo stretta l'assonanza: Modigliani, Modì, maudit. La storia della promessa, la cui vita fu precocemente spezzata dalla tisi e da una vita dissoluta, era la trama perfetta per una leggenda coronata dal dramma, il suicidio di Jeanne, la giovane compagna, all'indomani della morte del "principe di Montparnasse". La leggenda dell'ultimo maudit nacque quel giorno, ma dopo Matisse e Picasso, a Parigi Modigliani era già riconosciuto come uno dei protagonisti dell'arte di inizio secolo. Picasso e Modigliani si erano incrociati a Montmartre e a Montparnasse ma non furono mai veri amici; malgrado questo, secondo Picasso, "Modigliani aveva gli occhi acuti, grande fascino e nonostante la sua vita disordinata esaltava quella degli altri" (Patani, 1988). Ecco perché forse tutti i testimoni, reali e presunti, avrebbero raccontato poi la propria versione della vita di Modì. Era morto troppo presto, nessuno avrebbe potuto sconfessarli. Non ci riuscì nemmeno chi ci provò davvero, l'altra Jeanne, la figlia di Modigliani e di Jeanne Hébuterne. Presentazione di Eugenio Battisti.

