Cristalli lamellari di aragonite. Bellezza e resistenza: la madreperla. Come il titolo della raccolta poetica di Paolo Piccardo, genovese che ama definirsi marinaio di bosco. Un fotografo dell’anima e dei suoi moti – invisibili, latenti e con tutti i dirompenti, inevitabili, effetti sui casi del nostro esistere e agire – e un esploratore di sentimenti e di emozioni, un navigatore nel profondo – sembra un caso, ma, se togliamo una o al suo cognome, avremo Piccard, come Auguste e Jacques, celeberrimi viaggiatori nelle supreme altezze e nelle massime profondità. Proprio quel che fa con i suoi versi Paolo. Un pellegrino lungo il sacro itinerario dei giorni, viandante nell’ineffabile, imperscrutabile e ineluttabile corso di eventi e accadimenti. Senza fatalismo né rassegnazione e con un impagabile e raro senso di vicinanza alle cose del mondo, ai propri simili. È aduso Paolo Piccardo, docente universitario di metallurgia, uomo di musica e di teatro, sensibilissima e colta voce radiofonica, camminante curioso ed empatico, a rimescolare gli elementi, fra cui le parole, così astratte così concrete, così aeree, lievi e, nel contempo, con un incoercibile peso.
Madreperla
| Titolo | Madreperla |
| Autore | Paolo Piccardo |
| Prefazione | Alberto Figliola |
| Argomento | Poesia e studi letterari Poesia |
| Collana | Poesia, 49 |
| Editore | Maurizio Vetri Editore |
| Formato |
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| Pagine | 106 |
| Pubblicazione | 11/2025 |
| ISBN | 9791281306455 |

