La poesia di Giusi Ledda si presta a molte definizioni. Ma è la stessa autrice a proporne di incisive ed efficaci. E soprattutto convincenti e quindi condivisibili. Scrive per esempio la Ledda: “La mia poesia è silenziosa e austera, si apre al sole e vede la speranza”. È una definizione nella quale un breve accenno sa farsi sintesi illuminante di alcuni dei più importanti e ricorrenti temi che fanno vibrare la sensibilità della poetessa sollecitando l’ispirazione. O ancora questa definizione, ennesima dimostrazione del sapersi interrogare e rispondere con eccezionale lucidità e sentimenti profondi: “La poesia è terapeutica nella sofferenza fila, districa e allaccia i fili delle lacrime, gelate da emozioni trattenute”. Come anche quest’altra toccante definizione: “La mia poesia sono il cielo e il mare, il mio infinito che segna albe e tramonti intrigato dal volo di un gabbiano e gli fa eco il cuore per amare”. (dalla Prefazione di Gianni Filippini)
Le strade invisibili del vento
| Titolo | Le strade invisibili del vento |
| Autore | Maria Giusi Ledda |
| Prefazione | Gianni Filippini |
| Argomento | Poesia e studi letterari Poesia |
| Editore | NeP edizioni |
| Formato |
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| Pagine | 164 |
| Pubblicazione | 04/2024 |
| ISBN | 9788855003216 |

