“L’architettura popolare non è solo architettura delle classi meno abbienti, ma è anche confronto con la storia ed i segni della classe egemone. Sono due storie che si influenzano per imitazione e per rivalsa. Da una parte il tentativo di dare decoro alla propria povertà, e dall’altra parte disegnare la propria casa con il contributo di inventività che riesce sempre a dare chi fa nei confronti di chi non sa fare”. Il lavoro di ricerca e di studio sull’architettura spontanea del territorio etneo di Ivo Celeschi, per l’attualità del tema, mantiene la freschezza del primo momento. Un tema di carattere globale - gli uomini in ogni posizione geografica hanno sempre costruito le loro architetture - affrontato a livello locale - ogni manufatto è conseguenza del luogo in cui insiste. Le forme dell’abitare del territorio etneo sono tratteggiate attraverso l’attenta analisi dei manufatti in cui si espletavano con una povertà di mezzi e di materiali che non corrisponde mai a una mancanza di dignità o di rispettabilità. Celeschi ci mostra come quelle costruzioni fossero soluzioni a specifiche esigenze dell’abitare, ma sempre rispettose dell’ambiente e della cultura che rappresentavano.
Sull'architettura spontanea dell'interland etneo
| Titolo | Sull'architettura spontanea dell'interland etneo |
| Autore | Ivo Celeschi |
| Illustratore | Filippa Sottile |
| Argomento | Arti, cinema e spettacolo Architettura |
| Collana | Leggere la contemporaneità |
| Editore | Lettere da Qalat |
| Formato |
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| Pagine | 192 |
| Pubblicazione | 07/2017 |
| ISBN | 9788894014365 |

