La Commissione d'inchiesta definì la camorra come "l'atto di prepotenza, col quale uno o più individui s'impongono ad altri individui per ottenere, con minacce, vie di fatto, o subdolamente, una somma, una utilità, un servigio, una preferenza, bene spesso un continuo contributo forzato sul loro guadagno". Insomma una vera e propria "associazione delittuosa di gente prepotente". Ma la Commissione non si limitò a questa sola definizione. Essa comprese che si trattava di un fenomeno assai complesso e che riguardava sì gli strati più bassi della popolazione, ma coinvolgeva direttamente anche le classi sociali più elevate. In particolare la Commissione definì "alta camorra" quella praticata "dai più scaltri e audaci borghesi" i quali, approfittando della ignavia e della miseria, riuscivano a ricavare lauti guadagni brigando nelle adunanze politiche, nelle pubbliche amministrazioni, nei circoli e nella stampa cittadina per ottenere appalti e praticare commerci.
Regia commissione d'inchiesta per Napoli. Relazione sull'amministrazione comunale
Titolo | Regia commissione d'inchiesta per Napoli. Relazione sull'amministrazione comunale |
Autore | Giuseppe Saredo |
Curatore | S. Marotta |
Argomento | Scienze umane Storia |
Collana | Collezione Vivarium |
Editore | La Scuola di Pitagora |
Formato |
![]() |
Pagine | 964 |
Pubblicazione | 01/2013 |
ISBN | 9788865422397 |