Il primo dono che ci offre questo libro di Giorgio Prestinoni è la delicata assiduità del suo sguardo, la malinconia pacata della voce. Possiamo apprezzarne il tono sommesso ma deciso, la nitidezza della parola poetica che ci racconta lo sfumare di presenze e immagini nella liquidità di un paesaggio, o ci rappresenta gesti umani vicini a dissolversi nel tempo o a trascolorare nei moti dell’acqua. Eppure è un libro di evidente compattezza e di solida disciplina stilistica. Mostra, accanto alla maturità dell’esperienza e dei sentimenti, una capacità di sicuro controllo del mezzo espressivo, che lo porta a prediligere un verso medio-lungo che si nutre della prosa ma che può superarla nell’armonia del suo canto basso. Osserva se stesso e la realtà esterna, le cose e le stagioni, ben consapevole della casualità del nostro esserci. Si osserva nella mediocrità impacciata dei propri gesti e lo fa con un sorriso disincantato, tra pudore e ironia, sentendosi labile come l’acqua di piogge sparse o come quella dei suoi laghi lombardi. Simile al giocatore di una partitella poco importante, o all’uomo che pranza da solo, o alla ragazza rumena che si vergogna del suo povero «abitino di nylon».
Antologia d'acqua
| Titolo | Antologia d'acqua |
| Autore | Giorgio Prestinoni |
| Curatore | M. Cucchi |
| Collana | La collana, 16 |
| Editore | Stampa 2009 |
| Formato |
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| Pagine | 72 |
| Pubblicazione | 01/2019 |
| ISBN | 9788883360169 |

