Un vecchio popolo disperso e decimato, sotto l'impulso di un'ideologia nuova radicata nella memoria antica, il sionismo, ritorna alla terra che lo ha visto nascere, strappa l'indipendenza a un ambiente ostile, si forgia in uno Stato-nazione moderno e lo foggia nelle fattezze insite nei costumi ancestrali della sua tradizione, lo ricuce con la lingua degli avi, conquista con una lotta aspra il diritto alla "normalità", senza rinunciare perciò a rivendiacare una radicale alterità, e si dota di una temibile potenza militare, che è prima il suo mezzo di sopravvivenza e diventa poi strumento di dominio fino alla modernizzazione sociale, al prezzo però anche della brutalizzazione, della violenza, della "latente guerra civile" che investe la società e poi tragicamente la politica; fino al 4 novembre 1995, quando un giovane fanatico assassina uno dei principali responsabili del processo di pace, Rabin, il Primo ministro di una Repubblica democratica ormai inserita a pieno titolo nel novero delle nazioni "moderne" e che vive oggi la propria "normalità" nelle sue manifestazioni più complesse e drammatiche.
Storia d'Israele. Dalla nascita dello Stato all'assassinio di Rabin
| Titolo | Storia d'Israele. Dalla nascita dello Stato all'assassinio di Rabin |
| Autore | Eli Barnavi |
| Traduttori | V. Calabretta, Paola Varani |
| Argomento | Scienze umane Storia |
| Collana | Storia paperback |
| Editore | Bompiani |
| Formato |
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| Pagine | 318 |
| Pubblicazione | 05/2001 |
| Numero edizione | 8 |
| ISBN | 9788845248016 |

