Collazionando i percorsi di filosofia del lavoro che dal tardo Medioevo all'età contemporanea si sono andati configurando nella storia del pensiero, la presente ricerca vuole contribuire a rintracciare nell'attualità dell'esperienza umana il segmento di vissuto che manca ai fini della ripresa della riflessione su quel rivolo di energia vitale che, conformandosi in attività di produzione effettiva o lavoro, conduce a realizzazione scopi e intenzioni. Nel tempo, infatti, la cesura coscienziale tra attività teoretico-pratica e poietico-tecnico-realizzativa si è andata approfondendo fino all'instaurarsi di un autentico oblio filosofico del segmento lavorativo, terminale della prassi. In questo modo, delegando l'indagine sul lavoro alle scienze fisiche, economiche e sociali, ci si è privati di una insostituibile risorsa antropologica: quella che ci consente di approntare ciò che non c'è ma desideriamo che ci sia, tramite l'immissione nella realtà naturale e vitale - che si sviluppa secondo propri automatismi - di processi artificiali opportunamente finalizzati di produzione o trasformazione. La ripresa della consapevolezza del segmento lavorativo, con cui la teoria e la prassi giungono a realizzazione, è indispensabile anche perché la filosofia possa riappropriarsi del ruolo che le compete nei processi psicofisici, umani e naturali, e tornare ad orientare la vita e il lavoro stesso in senso antropologicamente positivo.
Il segmento mancante. Percorsi di filosofia del lavoro
| Titolo | Il segmento mancante. Percorsi di filosofia del lavoro |
| Autore | Daniela Verducci |
| Argomento | Società, scienze sociali e politica Sociologia e antropologia |
| Collana | Ricerche, 124 |
| Editore | Carocci |
| Formato |
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| Pagine | 240 |
| Pubblicazione | 03/2003 |
| ISBN | 9788843025404 |

