I muri e le barriere non riescono a farsi carico dei conflitti e delle controversie. Le separazioni, infatti, divengono elementi che - de facto - non potendo intrappolare o confinare l’interazione tra i membri della comunità, rimandano con ancor più forza l’esigenza di dotarsi di modalità di gestione dell’interazione stessa. "Separare non è gestire", scrivono gli autori del testo. In quale modo, allora, gli operatori e i professionisti che, a vario titolo, si occupano di esecuzione penale e di Giustizia Riparativa, possono immaginare scenari operativi alternativi e ulteriori alla separazione? Come questi possono disporre di competenze, modalità di intervento e strumenti che gestiscano l’interazione e, dunque, promuovano la coesione della comunità, anche all’interno degli istituti penitenziari? Lo scritto che avete tra le mani risponde a tali questioni declinando negli istituti penitenziari gli assunti del paradigma riparativo fondato sulla prospettiva dialogica e della teoria generale della mediazione, secondo i riferimenti teorici e metodologici dell’architetto di comunità.
Architetto di comunità: l'intervento di giustizia riparativa all'interno degli istituti penitenziari
| Titolo | Architetto di comunità: l'intervento di giustizia riparativa all'interno degli istituti penitenziari |
| Autori | Clizia Cantarelli, Laura Rondello, Guido Pasquale, Michele Romanelli, Gian Piero Turchi |
| Argomento | Società, scienze sociali e politica Servizi sociali, assistenza sociale e criminologia |
| Editore | Overview Editore |
| Formato |
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| Pagine | 148 |
| Pubblicazione | 06/2024 |
| ISBN | 9788898703364 |

