Cosa trattiene e cosa cancella la memoria di una società? Come si preserva nel tempo quel sapere condiviso che chiamiamo tradizione? Questo problema, che Aby Warburg ha posto nell'ambito della tradizione occidentale - ma che lui stesso ha sempre pensato come parte di un'antropologia generale della cultura -, è al centro di questo libro. Vi si presenta in modo inedito, per due ragioni. In primo luogo, questa domanda è posta nell'ambito di una società detta senza scrittura: il che impone di individuare i modi e le tecniche con cui la memoria del gruppo si preserva nel tempo. In secondo luogo, si è a lungo creduto che tali società, tutte intessute di riferimenti al mito, siano anche prive di coscienza storica. Il libro tende a dissipare questa illusione, tramite lo studio di un'immagine che i Cuna del Panama - in una tradizione di canti rituali tra le più affascinanti dell'Ameriga indiana - tramandano dai primi del Cinquecento a oggi: quella del Bianco, che appare trasformato in demone veggente, simbolo temuto della follia. Tramite lo studio di questa immagine complessa, insieme traccia di conflitti realmente avvenuti e protagonista del Canto sciamanico della follia, emerge, oltre al mito, una figura nuova del sapere antropologico: la memoria rituale.
La memoria rituale. Follia e immagine del bianco in una tradizione sciamanica amerindiana
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| Titolo | La memoria rituale. Follia e immagine del bianco in una tradizione sciamanica amerindiana |
| Autore | Carlo Severi |
| Collana | Testi e atti |
| Editore | Edizioni Museo Pasqualino |
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| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9791256770366 |

