Il volume affronta il tema del paternalismo come forma diffusa e persistente di esercizio del potere, spostando l'attenzione dai bisogni sociali alle modalità con cui essi vengono definiti, amministrati e neutralizzati. Se il welfare era stato interpretato come spazio di mediazione e conflitto, qui ne emerge il rovescio: un potere che si presenta come benevolo, ma che limita autonomia e capacità d'azione dei soggetti. Il paternalismo è analizzato in tre ambiti principali: industriale, come forma storica di regolazione della fabbrica; coloniale e postcoloniale, come mascheramento delle relazioni di dominio; e istituzionale, come stile di governo della povertà. In tutti i casi, esso opera attraverso una combinazione ambigua di assistenza e controllo, producendo consenso e riducendo la conflittualità sociale. Elemento distintivo è la rappresentazione dei soggetti subalterni come incapaci, fragili, bisognosi, assimilati a "eterni minorenni". Questa costruzione giustifica interventi che, pur dichiarandosi nell'interesse dei destinatari, ne limitano libertà e autodeterminazione. Tuttavia, proprio questa ambivalenza apre spazi di negoziazione e resistenza: i soggetti possono utilizzare le risorse offerte per ottenere benefici o margini di autonomia. Il volume mette in luce la continuità storica del paternalismo, dalle politiche assistenziali premoderne alle forme contemporanee di "neopaternalismo", evidenti soprattutto nel welfare. Emerge una grammatica del potere capace di adattarsi a contesti diversi, mantenendo intatta la propria funzione di regolazione sociale.
Zapruder. Rivista di storia della conflittualità sociale
novità
| Titolo | Zapruder. Rivista di storia della conflittualità sociale |
| Volume | 69 - Daddy issues. Il paternalismo e i suoi conflitti |
| Curatore | Storie in Movimento |
| Editore | Mimesis |
| Formato |
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| Pagine | 196 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9791222328805 |

