Che cosa ha rappresentato il confine tra Ossola, Verbano e Svizzera nei primi decenni del Novecento e durante la seconda guerra mondiale? Esso fu allo stesso tempo una linea di separazione e un'area di convergenze, fu un territorio militarizzato, ma anche uno spazio fluido e poroso. Nei venti mesi di guerra partigiana, poi, attorno a quel confine si riversarono perseguitati politici e razziali, fuggiaschi, prigionieri, disertori, renitenti che vennero protetti dalle popolazioni locali e accompagnati in Svizzera dagli esperti degli sconfinamenti clandestini: i contrabbandieri. Valichi alpini da decenni battuti da spalloni e finanzieri si tramutarono in un vero e proprio magnete per esseri umani in fuga. Quello stesso confine divenne nucleo catalizzatore di idee e di esperimenti democratici, tra scambi, interessi, salvataggi, avventure e tragedie. Una storia di contrabbandieri e partigiani, le cui figure, a volte, si confonderanno a vicenda, pur tra contrasti e contraddizioni.
Passaggi di speranza. Contrabbandieri, passatori, fuggiaschi e partigiani in Ossola e Verbano
| Titolo | Passaggi di speranza. Contrabbandieri, passatori, fuggiaschi e partigiani in Ossola e Verbano |
| Autore | Andrea Pozzetta |
| Argomento | Scienze umane Storia |
| Collana | Studi, 24 |
| Editore | Tararà |
| Formato |
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| Pagine | 170 |
| Pubblicazione | 05/2024 |
| ISBN | 9788897795551 |

