Il libro ricostruisce il legame fra due registi e due prim’attori della cultura italiana del Novecento: Giuseppe Tucci (1894-1984) e Giovanni Gentile (1875-1944). Attraverso le 63 lettere del primo e le 4 del filosofo scampate alla dispersione, si assiste all’emergere sulla scena culturale del futuro tibetologo, ancora studente in divisa quando cerca il contatto con quel dominatore della scena intellettuale: un giovane ambizioso, ansioso di entrare in campo e affermarsi nel mondo degli studi, e un maestro che coltiva sistematicamente il rapporto con i giovani. Lo spazio temporale del carteggio va dalla guerra al 1944: è il periodo dell’affermarsi di un magistero e di una alleanza negli organigrammi e nei percorsi dell’Italia fascista, dalle origini all’uccisione di Gentile. Italia e India, e Tibet, e Giappone: questo lo sfondo di un ‘pensiero e azione’ di marca nazional-fascista, un espansionismo politico-culturale che porta all’ideazione condivisa dell’IsMEO, l’Istituto che raccoglie e incrementa gli studi e i viaggi del grande esploratore di mondi – geografici, religiosi, culturali – ormai riconosciuto come una autorità internazionale e che pure vede in Gentile un referente necessario cui guardare con altissima considerazione e persino affetto. Le ultime lettere acquistano interesse ulteriore per come i due corrispondenti guardano e vivono – in concordia discors – la fine di un regime in cui hanno creduto e sono stati protagonisti.
«Ore serene» e «torbide vicende». Le lettere di Giuseppe Tucci a Giovanni Gentile
| Titolo | «Ore serene» e «torbide vicende». Le lettere di Giuseppe Tucci a Giovanni Gentile |
| Curatore | Alice Crisanti |
| Argomento | Biografie e storie vere Biografie generali |
| Collana | Saggi |
| Editore | Le Lettere |
| Formato |
|
| Pagine | 220 |
| Pubblicazione | 01/2026 |
| ISBN | 9788893665667 |

