Monte Università Parma: Pareidolia/Immaginaria
I corali miniati di San Giovanni Evangelista in Parma
Giuseppa Z. Zanichelli
Libro: Copertina morbida
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2022
pagine: 192
Un ruolo particolarmente importante ricoprono, all'interno della folta schiera dei libri liturgici, i grandi corali in uso durante l'officiatura quotidiana del coro. Così come reliquie del passato sono giunti fino a noi gli undici corali quattrocenteschi e i cinque più recenti del monastero di San Giovanni Evangelista di Parma, certo in numero ridotto rispetto alla doppia serie, di circa trenta manoscritti, che doveva esistere all'inizio del Cinquecento, quando inizia la grande impresa di ricostruzione prima della chiesa abbaziale e poi del monastero, impresa che impegnerà i maggiori artisti del tempo; pur così ridimensionata, la serie resta una testimonianza che costituisce una tessera insostituibile per ricostruire non solo la storia religiosa e spirituale della comunità, ma anche le sue nobili tradizioni musicali. Tra le mura dell'augusto monastero hanno condotto infatti i loro studi e composto le loro opere illustri musicologi e musicisti. L'intento di questo studio è quello di comprendere la cultura di questi affascinanti manoscritti, ricostruendo le fasi della loro produzione e trasformazione; anche se il campo specifico dell'indagine concerne il loro apparato illustrativo, che è uno degli aspetti del codice, si è dato conto di altre problematiche, che emergono insistentemente dalle loro scelte testuali e iconografiche, ma anche dalla accurata selezione degli artefici e dal dibattito che attorno a loro si è sviluppato nel tempo. Arricchisce il volume un corposo apparato fotografico.
Arte hospitale. Dipinti e sculture dalla Collezione dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma. Catalogo della mostra (Parma, 6-16 maggio 2017)
Libro: Copertina rigida
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2017
pagine: 77
"Non sembrerebbe, guardando le immagini di questo catalogo, di avere a che fare con l'ospedale. Le opere riprodotte sono degne di un museo. Eppure questa è una parte del patrimonio dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria che ho il privilegio di dirigere. Queste opere rappresentano la storia di questo ospedale non tanto per il loro contenuto iconografico ma per il percorso che le ha portate a far parte del suo patrimonio. Sono lieto di avere questa occasione per ricordare, anche a me stesso, che la ricchezza di un ospedale non solo nelle strutture e nelle tecnologie. In verità, ho avuto la fortuna e l'onore di inaugurare il mandato con le celebrazioni dedicate ai 100 anni della posa della prima pietra del Maggiore; abbiamo cos. potuto cercare di riannodare tanti fili della nostra storia attraverso mostre, seminari e convegni che abbiamo proposto alla cittadinanza. L'iniziativa, raccontata in questo catalogo e nata dalla curiosità e dall'esperienza di Tommaso Tomasi, mi pare incornici e dia compiutezza a quel percorso. La missione dell'ospedale si fa dunque sempre più complessa; se cura e assistenza ne sono il cuore, insieme alle ormai inscindibili ricerca e didattica, occorre considerare anche il ruolo che la cultura e l'arte possono avere sul benessere delle persone, anche nei momenti di massima fragilità. Devo dire che al Maggiore questa attenzione si sta diffondendo, stiamo realizzando delle piccole occasioni musicali grazie alla collaborazione di tanti artisti e di scuole. Sono tessere di un mosaico che si sta componendo che contribuisce ad umanizzare il volto dell'ospedale; fra queste la presente mostra ha un ruolo importante e centrale alzando il velo su una ricchezza inestimabile non per il valore economico ma per il concentrato di storia e di bellezza che raccoglie. Esprimo un sincero ringraziamento al dott. Tomasi per l'idea, la proposta e l'organizzazione, per aver realizzato il restauro di uno dei dipinti e per aver voluto dedicare il volume a Francesco Barocelli, che in occasione degli 800 anni dell'ospedale aveva fatto un prezioso lavoro di raccolta e catalogazione del patrimonio iconografico. Grazie a tutti coloro che hanno messo in questo evento le proprie alte competenze consentendo di realizzare un catalogo impeccabile sotto il profilo storico e artistico con schede puntuali dedicate ad ogni opera, grazie alla supervisione di Marzio Dall'Acqua. Ringrazio ancora una volta coloro che ci hanno accompagnato nella bella esperienza dei 100 anni, che ci ha condotto fino a qui, e l'hanno resa possibile con la consueta attenzione e lungimiranza, grazie al loro contributo: mi riferisco all'Unione Parmense degli Industriali, alla Fondazione Cariparma e alla Fondazione Monteparma." (Dalla Prefazione di Massimo Fabi)
Collini
Libro: Libro rilegato
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2015
pagine: 110
"L'attualità è il momento di oscurità tra un lampeggio e l'altro del faro, l'istante del silenzio nell'etichettare di un orologio: è uno spazio vuoto che scivola tra le maglie del tempo, il punto di rottura tra passato e futuro: è l'intraferro ai poli di un campo magnetico rotante, infinitesimale ma pur sempre reale. Essa è l'intervallo intercronico quando niente accade. È il vuoto che separa gli eventi. Eppure l'istante attuale è tutto quanto possiamo conoscere direttamente. Il resto del tempo emerge soltanto sotto forma di segnali che ci vengono trasmessi in questo istante attraverso innumerevoli stadi e impensati vettori. Sembra che George Kubler, in "La forma del tempo. La storia dell'arte e la storia delle cose" (Einaudi, 2002, p. 25), stia descrivendo l'opera di Paolo Collini: quadri che sono il disvelarsi di palcoscenici di un reale frammentato e ricomposto, sequenze di un eterno presente, che emergono però da una dimensione che in qualche modo, a pelle, sentiamo intrusi. La prima impressione è la nostra estraneità a quanto stiamo vedendo, come su di uno schermo, come in uno specchio - non a caso Collini ama usare il gioco dei rispecchiamenti -, come se avessimo sorpreso luoghi e spazi che non solo non ci appartengono, ma ci sono, in qualche modo, preclusi. Da qui quel brivido di sorpresa che ci obbliga al silenzio, all'attenzione, per verificare il nostro impaccio a sostare, a vedere meglio per poi capire..." (Marzio Dell'Acqua)

