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Mimesis: Mimesis. L'ippogrifo

Canzonieri in transito. Lasciti petrarcheschi e nuovi archetipi letterari tra cinque e seicento

Canzonieri in transito. Lasciti petrarcheschi e nuovi archetipi letterari tra cinque e seicento

Libro

editore: Mimesis

anno edizione: 2015

pagine: 184

Questo volume nasce da una riflessione collettiva, sorta e sviluppatasi attorno a un medesimo problema critico. Si trattava di restituire un quadro, storicamente avvertito, di una giuntura problematica della storia letteraria italiana - il passaggio tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento indagando uno dei generi più significativi di quella temperie, vale a dire la poesia lirica. A questo fine comune, pur nella diversità delle tematiche e degli approcci, obbediscono tutti i saggi riuniti in queste pagine. I diversi contributi, infatti, sono stati pensati come verifiche puntuali - carotaggi, per così dire, effettuati a vari livelli di profondità - di sommovimenti più vasti, che tra XVI e XVII secolo scuotono dalle fondamenta il libro di rime, e che comportano non solo fratture e linee di faglia, ma anche scosse di assestamento, all'insegna di un difficile equilibrio tra spinte centrifughe (l'ossessione per la novità tipica del periodo) e centripete (la fedeltà al grande modello pertrarchesco).
18,00 €

«Mai non mi diero gli dei senza un egual disastro una ventura». La «Merope» di Scipione Maffei nel terzo centenario (1713-2013)

«Mai non mi diero gli dei senza un egual disastro una ventura». La «Merope» di Scipione Maffei nel terzo centenario (1713-2013)

Libro: Libro in brossura

editore: Mimesis

anno edizione: 2015

pagine: 245

Nel corso del Settecento la "Merope" del veronese Scipione Maffei non è stata soltanto investita del ruolo di tragedia di riferimento per la creazione di un canone drammaturgico italiano, ma ha costituito anche il motore fondamentale di una discussione, di rilievo europeo, sulla funzione del teatro in età moderna. Allo straordinario successo dell'opera, tuttavia, fece seguito sin dal XIX secolo un rapido oblio, da parte sia del pubblico che della critica. In questo senso, i due versi pronunciati da Merope e scelti come titolo del convegno "Mai non mi diero i Dei / Senza un ugual disastro una ventura" sintetizzano al meglio la contrastata fortuna della tragedia maffeiana, di cui il presente volume offre una rilettura critica in occasione del terzo centenario dalla sua prima messa in scena (Modena, 1713).
20,00 €

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